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Ospedale Popoli, «calcestruzzo di media resistenza». Lavori da 1 milione di euro

Mentre si discute del declassamento arriva una novità, si spende ma non si risolve il problema

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Ospedale Popoli, «calcestruzzo di media resistenza». Lavori da 1 milione di euro

Ospedale di Popoli

POPOLI. Mentre i cittadini contestano la Regione e dicono no al declassamento dell’ospedale di Popoli (che ha già perso il punto nascita) la Asl autorizza lavori per il miglioramento sismico da 1 milione di euro.

Dunque, declassato sì ma sicuro. O quasi.

Se il 3 marzo scorso oltre 300 persone (sindaco in testa) sono scesi in strada per chiedere di garantire l’emergenza-urgenza del presidio cittadino, dieci giorni dopo la Asl di Pescara ha dato l’ok ad un progetto di miglioramento sismico del corpo C2.

I sondaggi tecnici hanno rilevato la presenza di «calcestruzzo di media resistenza». Urgenti vengono definiti i lavori  che, si badi bene, non saranno di “adeguamento sismico” ma semplice ‘miglioramento’. Una differenza sostanziale, come si è capito bene ad Amatrice dopo il terremoto che ha distrutto la scuola ‘Romolo Capranica’.

Lì l’istituto scolastico era stato da poco sottoposto proprio ad un “miglioramento sismico”: i genitori pensavano di avere una scuola super sicura per i figli ed invece è venuta giù, per fortuna di notte altrimenti sarebbe stata una strage.

La differenza è che i lavori di “adeguamento” sono sottoposti a regole precise, costano dai 200 ai 300 euro a metro quadro, ma conducono a un’effettiva messa in sicurezza del fabbricato.

Il “miglioramento” è invece un concetto generico, non codificato. Come ha spiegato Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, al “Fatto quotidiano”: “Qualunque intervento il progettista dichiari essere di miglioramento viene accettato come tale”.


 

UN MILIONE DI EURO

Dunque miglioramento sismico sarà anche a Popoli dove comunque in presenza di calcestruzzo impoverito in una porzione del nosocomio si è deciso si metterci una pezza da 1 milione di euro (824.000 euro per lavori a base d'asta e 277.000 per sicurezza e direzione dei lavori) e non ricostruire tutto ex novo come nel contrastato caso di Chieti.

Il 2 dicembre 2016 il direttore generale ha comunicato la disponibilità dei fondi necessari che sono quelli dedicati ai fabbricati in costruzione.

Il progetto esecutivo è stato redatto dall'ingegnere Roberto Calcagni di Pollenza, provincia di Macerata

I lavori dovranno interessare tutto l'edificio contemporaneamente in quanto, si legge nella delibera del manager della Asl Armando Mancini, «risulta tecnicamente impraticabile l'esecuzione per singoli locali o con tempistiche diverse».

L’esecuzione sarà affidata con il criterio del minor prezzo tra tutti gli operatori economici che sono iscritti all'albo dell'Asl.

 

COSTRUZIONE DEGLI ANNI 60-70

Il corpo C2 dell'ospedale è stato costruito intorno alla fine degli anni 60, primi anni 70 dalla Asl di Pescara. L'edificio è a forma di L (40 metri il lato lungo e 15 metri il lato corto).

L’ingegnere Calcagni ha rilevato come questa forma risulti essere «molto penalizzante sotto le azioni sismiche».

 

Il tecnico ha dovuto verificare le armature presenti rispetto al progetto dell'epoca, verificare la qualità del calcestruzzo e dell'acciaio, verificare l'esatta rispondenza del progetto rispetto a quello eseguito.  Sono state condotte anche prove di carico in alcuni solai per la verifica delle capacità portanti.

 

Proprio durante i sondaggi si è scoperto come il calcestruzzo sia di «mediocre resistenza»

È stata rilevata la carenza «piuttosto diffusa» ai nodi d'angolo «per assenza di ancoraggio delle barre e di una corretta posa delle stesse, dovute anche all'assenza di adeguata staffatura».

Il tecnico ha scoperto anche che nella zona delle fondazioni del lato corto sono stati effettuati dei lavori già negli anni 2000.

Lavori che sarebbero stati eseguiti a causa di un cedimento in atto che poi è stato superato.

Per tutto il resto la struttura non ha dato segnali di movimento in corso.

 



‘STACCARE’ I DUE LATI’


L’ingegnere nella sua relazione sottolinea come la forma eccessivamente allungata dell'edificio e la presenza di un lato corto abbia penalizzato i telai esterni «tali da risultare fortemente deficitari sotto il profilo della resistenza e duttilità per le azioni sismiche in progetto».

È stato rilevato un coefficiente di sicurezza pari al 26% che salirebbe fino a 65% dopo i lavori proposti.

 

Il tecnico spiega anche di aver eseguito alcune opere strutturali «piuttosto invasive»  che hanno cambiato il comportamento  sotto sollecitazioni.

E’ stato inserito un nuovo telaio in corrispondenza del punto di collegamento tra il lato corto e quello lungo: i due lati sono diventati «strutturalmente indipendenti» grazie alla realizzazione di un giunto sismico. Questo  ha permesso di evitare «martellamenti tra i due nuovi corpi separati».


E Popoli non è Chieti dove per ragioni simili (problemi strutturali legati alla qualità del cemento) si vuole costruire un mega ospedale nuovo per una spesa di oltre 250mln di euro più un miliardo di euro di servizi da gestire per il privato.

Situazioni diverse ma anche soluzioni diverse e, forse, non del tutto risolutive per Popoli, dove di fatto per un milione di euro il problema della sicurezza non si risolve del tutto ma solo un pò e per un pò di tempo.

 

Alessandra Lotti