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Ospedale Maltauro, D’Alfonso fa fuori la Asl: «ora facciamo noi»

Troppa inerzia, secondo il presidente

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Ospedale Maltauro, D’Alfonso fa fuori la Asl: «ora facciamo noi»

CHIETI. Colpo di scena nella vicenda che riguarda il progetto di demolizione, ricostruzione e gestione dell’ospedale di Chieti.

Troppa lentezza, «inerzia», per dirla con le parole del Governatore D’Alfonso. Dunque Asl di Chieti fuori dai giochi e la Giunta avoca a sé la competenza «con il consenso dell'azienda affidataria della procedura, nella persona del direttore generale della Asl, Pasquale Flacco», assicura il presidente.

Se il progetto sembrava quasi destinato a morire, con il direttore Affari Generali e Legali della Asl di Chieti, Stefano Spadano che aveva detto chiaramente che la presentazione di un progetto ex novo era l’unico modo per superare e le tante criticità riscontrate, adesso la cosa sembra destinata a prendere una piega diversa.

La decisione è stata presa da D’Alfonso, ieri, dopo l’incontro con l'Icm l'associazione temporanea di imprese proponente il progetto (Impresa Costruzioni Maltauro, mandante e Abp Nocivelli, mandataria), per verificare l'iter e i tempi di realizzazione dell'opera.

La Asl da settimane sta valutando e verificando alcuni punti contrastanti e a quanto pare l’Ati non gradisce anche perché più volte ha assicurato che tutto è a posto.

Non sono mancate discrepanze tra quanto dichiarato dalla società e quanto poi è venuto fuori da alcuni controlli della stessa Asl.

L’Icm ha rappresentato le sue rimostranze ma secondo il Rup, Filippo Manci, non avrebbero fondamento giuridico.

Il Responsabile del procedimento infatti ha già evidenziato «profonde perplessità sull’adeguatezza e rispondenza della stessa proposta all’interesse pubblico e sulle modalità di strutturazione della proposta, che azzera ogni rischio per la parte privata».


Sotto esame, nel merito, c’è finita soprattutto la convenzione (cioè il contratto) che la Asl dovrebbe firmare e che di fatto azzera ogni tipo di rischio d’impresa per il privato accollandolo tutto al pubblico.

E sempre il Rup ha fatto rilevare un aspetto sul quale si è dibattuto parecchio e che la stessa giunta e presidente della Regione in testa aveva sbandierato: «i costi uguali a quelli attuali».

Per il Rup invece i costi -che pure dovranno essere messi a gara- sono più elevati di quelli attualmente sostenuti dalla Asl e sono superiori persino a quelli individuati come medi dall’Anac.

E ancora: «la proposta prevede la coobbligazione della Asl e della Regione al pagamento dei canoni con necessità di iscrizione di tali somme nei rispettivi Bilanci di entrambi gli Enti. Ciò determina una peculiarità non rinvenibile in altri casi di Finanza di progetto scrutinati sul territorio nazionale, che azzera il rischio per la parte privata»



MALTAURO NON PUO’ PARTECIPARE

A gennaio ancora una doccia fredda quando il direttore Affari Generali e Legali della Asl di Chieti, Stefano Spadano, nel suo parere inviato al direttore generale dell'azienda sanitaria, al direttore amministrativo al direttore sanitario e al responsabile del procedimento disse che la Maltauro stessa non potrebbe comunque partecipare alla procedura di gara per la costruzione del nuovo nosocomio.

Il punto di vista di Spadano sconfessa quanto annunciato nei mesi scorsi dallo stesso presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, che nell’annunciare «controlli implacabili» rivelò: «ci sarà una gara europea alla quale parteciperanno tutti, compreso il promotore del progetto».

Ma non la pensa così il direttore Spadano secondo cui la partecipazione alla procedura di gara da parte della società sarebbe assolutamente da scartare perché «attribuirebbe un indiscutibile vantaggio al proponente del project financing, essendo egli il primo ad aver approfondito tutti gli aspetti tecnici amministrativi e finanziari correlati al progetto»

Ci sarebbe, per dirla sempre con le parole del direttore Spadano «una sproporzionata posizione di vantaggio in capo all’odierno proponente» che dunque verrebbe «automaticamente e inderogabilmente escluso ai sensi di legge».

La penserà così anche la «commissione tecnica» che la giunta si appresta a nominare?

Vista la delicatezza della questione il Rup si spinse persino a fornire accorgimenti di stile e metodologici: «limitando i contatti con il proponente esclusivamente a quelli necessari onde evitare che modalità di interlocuzione irrituali o non previste dalla legge possano di per se stessa creare malintesi e ingenerare aspettative di natura risarcitoria da parte del proponente».

Strano passaggio per un verbale che sottintende cose non spiegate ma che forse potrebbero avere una certa rilevanza. Di certo c'è molta aprensione per il progetto -se non altro per il suo immenso valore economico- e sono stati molti gli incontri per coordinarsi, discutere e limare errori e progetto.

L'idea che ne emerge è un fortissimo attrito tra parte della Asl e parte della giunta regionale, e questo è emerso da subito anche in maniera eclatante. La decisione del Presidente D'Alfosno oggi però è rara e di grande peso, una scelta con la quale si assume tutte le responsabilità su questa vicenda.

«Prendiamo atto – la vede così D'Alfonso - delle difficoltà manifestate dalla Asl nella gestione dell’istruttoria, l'inerzia riscontrata in questi tre anni e la non definizione del procedimento, nonostante la chiara volontà politica di rispondere con una nuova struttura alle richieste di salute e sicurezza degli abruzzesi. Siamo dunque costretti, come Giunta, a recuperare la competenza della procedura, nominando una commissione tecnica».

Del resto è lui la "Regione veloce" ed i limiti di velocità non sono un problema.


FEBBO: «OSTINAZIONE DELETERIA E PERICOLOSA»  

«Rimango oltremodo basito», commenta il Presidente della Commissione vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo, «poiché la Regione intende ‘avocare a se’ la competenza di demolizione, ricostruzione e gestione dell’ospedale civile SS Annunziata di Chieti mettendo all’angolo la ASL di competenza. Una procedura mai verificatasi nella storia della nostra Regione che aumenta ancora di più la stortura amministrativa e procedurale che ruota intorno al project financing. Innanzitutto in questa riunione di ieri bisogna registrare le assenze pesanti dell’avvocato Mastrangelo e l’ing. Manci, professionisti che avevano sollevato dubbi amministrativi e procedurale sul progetto. Oggi invece veniamo a conoscenza della decisione da parte della Regione di ‘avocare a se’ tutto il procedimento del project mettendo all’angolo la Asl. Una risoluzione sciagurata visto che non sono chiare le motivazioni».


Secondo Febbo  il Presidente dovrebbe spiegare tale decisione anche perchè «non esiste nessuna inerzia da parte della Asl ma solo motivati dinieghi. Infatti durante il tavolo di lavoro del 29 dicembre 2016, a cui ero stato invitato,  in occasione della quale sia Giampiero Leombroni (esperto di lungo corso e plurincaricato dal presidente D’Alfonso) sia l’avvocato Vincenzo Mastrangelo (esperto legale in seno al CRTA, Comitato Regionale Tecnico Amministrativo - sezione lavori Pubblici) sia l’Avvocato Stefania Valeri (Dirigente Avvocatura regionale), avevano espresso parere negativo richiamando la perentorietà del termine, cioè 19 luglio e non 22 novembre, dei 3 mesi entro cui l’amministrazione aggiudicatrice doveva valutare la fattibilità della proposta, stimando anche le eventuali integrazioni documentali».


Febbo ricorda inoltre che il responsabile degli Affari Legali, Spadano, aveva sollevato «un rilievo di natura programmatoria rimarcando come le motivazioni per la realizzazione di un nuovo ospedale nell’area metropolitana Chieti – Pescara, attraverso il sistema del project financing, NON siano state sufficientemente declinate nei loro reali contenuti se non mediante rinvio a un costituendo Hub di secondo livello organizzato secondo logiche di connessione funzionale dei pp.oo di Chieti e Pescara; ma le specificazioni tecniche organizzative non risultano ancora essere emanate».


«L’ostinazione dello stesso Presidente è fuori di ogni logica amministrativa che produce un ulteriore perdita di tempo che potrebbe essere speso, invece, per risolvere le attuali e persistenti problematiche che vi sono nell’ospedale di Chieti».



MARCOZZI: «INACCETTABILE COMPORTAMENTO DELLA GIUNTA. TROPPI DUBBI»

«E’ inaccettabile che il Presidente D’Alfonso liquidi con “inerzia” e “ritardo” il lavoro di approfondimento messo in atto dalla ASL e, in particolare, dal RUP», dice Sara Marcozzi M5s, «il M5S conosce tutto il dossier della proposta, siamo stati i primi ad approfondirlo, a fare i calcoli dei costi, ad analizzare la copiosa documentazione e, proprio per la contezza che abbiamo della procedura, possiamo dire che il procedimento messo in atto dal RUP è tutt’altro che rallentato e non attraversa alcuna “difficoltà”. Si tratta di un progetto complesso, un impegno di spesa complessivo di oltre 3 MILIARDI di euro in 30 anni che, se esaminato superficialmente, potrebbe danneggiare la regione intera e compromettere per sempre le casse regionali. L’esperienza di altre regioni ce lo testimoniano: Regione Veneto ha il bilancio in ginocchio proprio a causa dell’approvazione della costruzione di 3 ospedali facendo ricorso al Project Financing, procedura svantaggiosa per la Asl e molto vantaggiosa per il privato investitore. La fretta e la superficialità che il Presidente D’Alfonso vorrebbe imporre sono inadeguate e inaccettabili. Lasci lavorare gli uffici preposti con serenità».

Numerosi sono i dubbi secondo Sara Marcozzi:

1. Può l’organo politico sostituirsi a quello tecnico con tale disinvoltura?

2. E’ vero che il Direttore Flacco ha “ceduto” le competenze e i ruoli della Asl e del RUP alla Giunta?

3. Chi nominerà i componenti della Commissione Tecnica e chi ne farà parte?

4. Saranno “esperti di fiducia” del presidente D’Alfonso?

5. La avocazione, per noi anomala, delle competenze comporterà un danno erariale per la ASL e per la regione?

«Su tutti questi interrogativi siamo già a lavoro e interesseremo, di volta in volta, tutte le sedi che riterremo più opportune».




D’ALESSANDRO: «NESSUNA FORZATURA»

Camillo D’Alessandro, coordinatore della maggioranza in Consiglio regionale, ripete che i costi reali sono solo 250mln di euroe che il nuovo ospedale è necessario perché darà sicurezza con nuove strutture antisismiche inoltre D’ALessandro sostiene che «non c’è alcuna forzatura nel fatto che la Giunta avochi a sé la competenza sulla procedura nominando una commissione tecnica, poiché sono state palesate dalla Asl difficoltà nella gestione dell’istruttoria. La stessa Asl ha espresso parere favorevole su questa necessità. In molti casi è la Regione stessa che manifesta il pubblico interesse, chiaramente disponendo di un’ulteriore istruttoria tecnica».