INCROCI PERICOLOSI

Tra Anemone e Balducci: ecco chi è il quarto Rup della gara di Bussi

Enrico Bentivoglio da anni membro della Presidenza del consiglio e del Ministero dei Trasporti

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Tra Anemone e Balducci: ecco chi è il quarto Rup della gara di Bussi

Laura D'Aprile

 

ABRUZZO. Chi si attendeva una mossa rasserenante e buona a sgombrare il campo da ogni retropensiero e dai tanti dubbi farà meglio ad emigrare. Laura D’Aprile, la dirigente del ministero dell’Ambiente che da agosto scorso  è stata nominata figura responsabile per sbrogliare la matassa della bonifica di Bussi, ha deciso ed ha nominato Enrico Bentivoglio come quarto Rup della gara da 50 mln di euro per una piccolissima porzione del Sin di Bussi, peraltro di proprietà della Solvay.

Nessun dubbio sull’ andare avanti nella gara, nonostante una serie di fatti oggettivi per la legge costituiscano ostacoli, come per esempio i terreni privati da bonificare con soldi pubblici, i soldi che mancano ancora per i lavori.

Ad AbruzzoWeb D’Aprile dice che la mancata copertura finanziaria è aspetto «abbastanza poco rilevante rispetto al complessivo importo di gara», e dunque si deve andare avanti tanto che dice di aver scritto alla commissione aggiudicatrice per sollecitarla: «anche se il lavoro della commissione è assolutamente indipendente  il 22 febbraio ho inviato una nota a De Lise per chiedere, in considerazione della preminente esigenza di garantire continuità e celerità all'iter, di fornire indicazioni sulla prima data utile per la fissazione della seduta di commissione».

Anche se «assolutamente indipendente» sembra che la sollecitazione sarà accolta dal presidente della commissione di gara, De Lise, in pochi giorni e l’iter riprenderà spedito.

Anche perchè ora c’è nuovamente il rup, il responsabile unico del procedimento, il quarto.

Si tratta di Enrico Bentivoglio, 51 anni, ingegnere con studio a Roma, funzionario del provveditorato interregionale alle Opere pubbliche Sardegna, Lazio e Abruzzo.

La scelta di Bentivoglio arriva dopo le dimissioni presentate lo scorso 15 febbraio dal funzionario della Regione Abruzzo Silverio Salvi, finito tra gli indagati nell'ambito di un'inchiesta della Procura dell'Aquila su una serie di appalti gestiti dall'ente regionale. Nessuna rimozione per lui ma un abbandono per «motivi personali» come gli altri negli ultimi 16 mesi.

Il primo a mollare è stato l'ingegnere aquilano Mario Dari Salisburgo, braccio destro del commissario Adriano Goio, sostituito poi dal funzionario della Provincia dell'Aquila, Massimo Di Battista.

L’affidamento dell'incarico a Salvi era arrivato prima di Natale.


BENTIVOGLIO UNA VITA AL MINISTERO

Nonostante informazioni ufficiali sulla carriera ed il curriculum di Enrico Bentivoglio siano particolarmente difficili da reperire sui siti istituzionali del governo e del ministero delle Infrastrutture e Trasporti (dalla ricerca interna non appare alcun risultato), è notorio che da moltissimi anni sia funzionario pubblico e la sua carriera non ha avuto battute d’arresto ma ha via via scalato posizioni fino a diventare il Responsabile unico dei procedimenti di decine e decine opere pubbliche in Abruzzo. E’ dirigente del Provveditorato delle Opere pubbliche per Lazio Abruzzo e Sardegna: è con lui che bisogna parlare ed è lui che mette le firme più importanti su bandi e aggiudicazioni delle gare dei lavori di dragaggio di tutti i porti (tra cui l’ultimo di Pescara), così come delle opere di ampliamento degli scali (Giulianova, Pescara, Ortona, Vasto) ma non solo, segue per esempio il recupero della ex Caserma Berardi di Chieti e moltissimi altri cantieri per lavori da molte centinaia di milioni di euro di lavori.

Sui documenti ufficiali la sua mail certificata non è istituzionale ma privata.



NELLA LISTA ANEMONE

Bentivoglio è stato per un breve periodo indagato nella maxi inchiesta del “sistema gelatinoso” uscendone pulito ma quell’inchiesta ha inguaiato Angelo Balducci, ex provveditore delle opere pubbliche, Fabio De Sanctis, Claudio Rinaldi, Guido Bertolaso e molti altri.  

Tutti personaggi che hanno incrociato più volte la nostra regione e da poco PrimadaNoi.it ha scoperto che lo stesso sistema è stato particolarmente attivo durante l’altra emergenza infinita del Gran Sasso dopo l’incidente nei laboratori del 2002.

Bentivoglio viene descritto come «molto vicino» o «amico» di Angelo Balducci e con lui era Rup di moltissimi appalti della cricca poi finiti nel mirino delle procure tra i quali i cantieri del nuoto di Roma 2009 ma anche quelli del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, del restauro degli Uffizi da 29 mln di euro, la ricostruzione del Teatro Petruzzelli di Bari.

Anche il nome di Enrico Bentivoglio è nella famosa lista dei lavori di Diego Anemone, una serie di lavori svolti nelle case di personaggi notissimi, non solo della pubblica amministrazione.

Bentivoglio intercettato più volte parla con molta affabilità con Fabio De Sanctis e con Angelo Balducci, anzi è a quest’ultimo che Bentivoglio rivela notizie importanti, in anteprima, circa i provvedimenti che la Presidenza del Consiglio stava per approvare sulle grandi opere.

Insieme a  Maria Pia Forleo, altra funzionaria vicina a Balducci, Enrico Bentivoglio è tra i funzionari «esperti» e di fiducia per affidare l’appalto per la nuova scuola di Zagarolo a Diego Anemone.

Il Messaggero nel 2014 fa notare che i nomi sono sempre gli stessi emersi nell’inchiesta della cricca: «due funzionari intercettati dai pm fiorentini e coinvolti nell’inchiesta. La Forleo è un punto di riferimento per gli imprenditori, tanto che, secondo l’accusa, uno dei costruttori vincitore di appalti per i ”grandi eventi” avrebbe comprato per lei un orologio da diecimila euro. Bentivoglio, invece, è l’ingegnere che il 24 giugno dà notizia a Diego Anemone che la situazione del Salaria sport Village, il circolo sequestrato per abusi edilizi dalla procura di Roma, è ”sanata”».



IL PRECEDENTE DI SUCCESSO: LA GARA SENZA COPERTURA

A Bussi Bentivoglio dovrà portare avanti una gara di appalto “problematica” se non altro perchè non gode di integrale copertura finanziaria e secondo la giurisprudenza è causa di nullità del bando stesso. In realtà è una situazione non nuova per il dirigente che già in passato ha vissuto situazioni simili, uscendone sempre indenne.

Come nel caso della denuncia dello stesso Ministero (ma si era in pieno scandalo “cricca”) che sospettava un danno erariale nella gestione di un appalto affidato alla ditta Carchella spa per la ristrutturazione di un edificio del ministero di via Boglione 63/67 a Roma.

Al riguardo la Commissione ispettiva a pagina 8 della relazione finale ha testualmente affermato che «la gestione dell'intervento in questione è stata condotta in modo “anomalo” e ...comunque non appare sempre ispirata al principio di buona amministrazione».

I lavori consegnati all'impresa Carchella da parte del Rup Fabio De Santis e dal direttore dei lavori Enrico Bentivoglio (su autorizzazione del Provveditore Interregionale pro tempore Angelo Balducci) all'esito della gara informale era stata esperita «in assenza della copertura finanziaria necessaria al completamento dell'opera (invero erano stati impegnati circa 300.000 euro su una previsione di spesa di oltre 20 milioni di euro)»...

Situazione lunga e complessa che finisce davanti al Tar dove vengono condannati Angelo Balducci a restituire 887.897,51 euro; Claudio Rinaldi 1.307.873,04 euro; Valeria Olivieri 44.838,83 euro.

Assolti con ristoro delle spese legali sostenute Fabio De Santis, Enrico Bentivoglio, Alessandro Boerio, Francesco Dolce e Donato Carlea.




LE ACCUSE  E LE SMENTITE

Nei lunghi processi alla cricca sono emersi ulteriori particolari sul “sistema” da una serie di deposizioni in aula che convergono tutte su metodologie per aggiustare gli appalti assegnati ad un gruppo di imprese e distribuire incarichi di progettazione.

L’imprenditore Piscicelli, per esempio, aveva riferito su come, per poter partecipare alle gare del provveditorato, vi fosse la necessità di fare parte di un sistema di gare, in relazione al quale l’impresa vincitrice era sempre stabilità sin dall’inizio. Tale sistema, definito da Piscicelli “delle gare di appoggio“, comportava la necessità di sostenere degli onerosi costi di progettazione. Piscicelli racconta del costo di 70 mila euro relativo al progetto per la gara del Centrale del tennis, e dei 250 mila per quello relativo all’auditorium di Firenze,  e degli 80 mila per quello di Isernia,  e dei 100 mila per la piscina, in seguito realizzata, di Valco S.Paolo. Lo studio di progettazione consigliato dallo stesso Bentivoglio, «per cercare di avere maggiori possibilità di aggiudicarsi una gara» afferma Piscicelli, era quello del figlio dell’ex provveditore ai lavori pubblici, Natalia Muzzati, l’ingegner  Fabio Frasca».

In relazione alla gara per l’auditorium di Isernia, Piscicelli ha raccontato alla Corte di essere stato contattato dall’ingegner Bentivoglio, durante la valutazione economica delle offerte, e di avere ricevuto da questi la certezza di essersi aggiudicato la gara.

Accadrà, invece, che la gara verrà vinta da una associazione temporanea di impresa (ATI) la cui capogruppo era la Lupo Rocco spa. Quando Piscicelli  va a chiedere chiarimenti a Bentivoglio, questi -sempre secondo quanto riferito da Piscicelli- gli avrebbe risposto che sarebbe intervenuta una telefonata da parte del «dott. Guido Bertolaso», il quale, su indicazioni di Antonio di Pietro, aveva fornito diverse direttive.

Bentivoglio in aula ha raccontato tutta un’altra storia smentendo su tutta la linea Piscicelli dicendo come sul punto vi fossero anche due querele dello stesso Di Pietro e di non aver mai subito pressioni da Balducci sull’appalto dell’auditorium di Isernia.


Ma forse ha ragione chi dice che il passato non conta, almeno non più del futuro. Ed è chiaro che l’Abruzzo punta tutto sul futuro e dunque speriamo che il nuovo Rup sia l’ultimo della serie e che possa davvero fare quello che si attende da quasi 11 anni.


a.b.