L'INCHIESTA

Inchiesta sull’appalto di Palazzo Centi: coincidenze, connessioni e veleni

Ecco chi sono tutti gli indagati

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1453

palazzo Centi

palazzo Centi


ABRUZZO. Intrecci, coincidenze, soliti nomi e un passato che ritorna. Dopo la notizia delle tre inchieste che coinvolgono la Regione ed il presidente D’Alfonso (formalmente indagato solo in due) è inevitabile cercare di conoscere meglio gli indagati per lo più tecnici, dipendenti pubblici e imprenditori.

La prima inchiesta di cui si è appresa conoscenza ieri da una nota del presidente D’Alfonso riguarda la cessione di una scuola di Penne, l’accusa è per corruzione e l’ipotesi provvisoria è quella che il presidente in una telefonata avrebbe fatto pressioni su un tecnico chiamato a valutare un aspetto preciso di una vicenda che per ora rimane sfumata.   L’indagine è dei carabinieri e la procura quella de L’Aquila.

La seconda inchiesta riguarda il tormentato appalto di Palazzo Centi a L’Aquila e la terza il Parco del Lavino ed i lavori delle case popolari di Pescara.

Un momento importante nell’ambito della procedura di appalto di Palazzo Centi che si trascina dal 2009 è l’8 marzo 2016 quando la dirigente della Regione, Eliana Marcantonio, nomina i componenti della commissione  aggiudicatrice: i prescelti sono Giancarlo Misantoni, Roberto Guetti, Silverio Salvi e Silvia Aloisi. Sono loro i dipendenti rimasti di quelli chiamati dopo che altri tre avevano successivamente ritirato la loro disponibilità.

La garà poi sarà vinta dalla ditta Edil Costruzioni Generali Srl di Isernia, che ha operato un ribasso del 35,017 per cento. Al secondo posto si è classificata l’impresa teramana Cingoli, conosciuta all’Aquila per le numerose commesse nell’ambito della ricostruzione privata, con il 29,70 per cento di ribasso; terza in graduatoria la Iciet Engineering di Castelli (Teramo) con il 26,082 per cento, al quarto posto l’associazione temporanea (Ati) Di Vincenzo & Strever.



I VELENI DEL CORVO

Oggi, dopo le notizie delle ultime ore, qualcuno ricorda di quella lettera anonima che a novembre del 2015 (più o meno il periodo in cui è nata l’inchiesta) arrivò ad alcuni esponenti del Pd ma anche a Raffaele Cantone dell’Anac e a Matteo Renzi, che seminò il panico in Regione. Il sedicente «onesto funzionario che ha sempre servito e continua a servire con onestà la Regione Abruzzo» che firmò la lettera indicò l’esistenza di un albo regionale di «ingegneri compiacenti» dal quale pescherebbe il collaboratore del presidente Luciano D’Alfonso, Claudio Ruffini, per pilotare le gare.

Furono settimane di tensione negli uffici e tutti parlavano del «Corvo» e dopo un mese fu lo stesso D’Alfonso a chiudere la storia in consiglio regionale e spiegando che le verifiche effettuate avevano dato esito negativo.

 



 LA ICIET DA CASTELLI AL G8

Nel mirino della procura è finita la ditta Iciet Engineering di Castelli che secondo le ipotesi avrebbe turbato la gara (meglio «tenta turbativa» visto che allo stato la gara è stata di fatto vinta da altra ditta)

La Iciet, società di Castelli, provincia di Teramo, è stata fondata nel 1984 da Eugenio Rosa (indagato). Nel corso degli anni è cresciuta trasformandosi nella Iciet Engineering srl che oggi si occupa di restauro critico, ristrutturazione edilizia, arredamento ed impiantistica.

Dopo il terremoto che ha colpito L’Aquila, ormai 7 anni fa, è aumentata la mole di lavoro.

Nel capoluogo di regione la società si è occupata dei lavori di consolidamento e recupero della cupola e del tamburo della Basilica di San Bernardino, dei lavori di restauro della Chiesa di Santa Maria ad Cryptas di Fossa e del restauro dei manufatti ceramici del Convento di San Domenico.

Ha poi realizzato il nuovo reparto volo del Corpo Forestale dello Stato, presso l’aeroporto “Liberi” di Pescara.

Nel 2007, invece, la società si è occupata dei lavori di restauro della Chiesa di S. Donato (XV secolo) di Castelli e nel 2009 sono stati impegnati nei lavori di preparazione del Vertice G8 a l’Aquila.

«Abbiamo prestato la nostra collaborazione in diversi edifici (D-E1-E2-L-G-H-T) in poco più di un mese, effettuando tripli turni di lavoro, abbiamo contribuito a riordinare oltre 20.000 metri quadrati di superficie da destinarla all’accoglienza dei Delegati. Si è trattato di un grande lavoro di organizzazione e di coordinamento che ha visto impegnati oltre 100 unità lavorative», si legge sul sito internet della società.

In quegli stessi giorni la società di Rosa ha dovuto anche approntare una nuova sede provvisoria per la prefettura de L’Aquila (crollata quella in centro) in un’ala della Caserma GF di Coppito.

Tra il 2015 e il 2016 ha ricevuto dalla Regione Abruzzo contributi per quasi 400 mila euro. 200 mila euro e prima ancora 150 mila euro nell’ambito dei POR FESR Abruzzo 2007-2013 per il ‘sostegno alla realizzazione di progetti di ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale’,  e 46.400 euro n(PO FSE 2007/2013) nell’ Obiettivo Competitività regionale e Occupazione.



CHI SONO GLI INDAGATI

Gli indagati sono: il capo della segreteria di D'Alfonso, Claudio Ruffini, l’imprenditore Eugenio Rosa, Giancarlo Misantoni (presidente), l'architetto Roberto Guetti e l'ingegnere Silverio Salvi, i progettisti Gianluca Marcantonio e Alessandro Pompa.


GIANLUCA MARCANTONIO, architetto di lui si è iniziato a parlare lo scorso anno quando D’Alfonso lo ha presentato alla stampa dopo la nomina nel Consiglio superiore lavori pubblici e si ricordò che aveva testimoniato nel processo Housework.

E’ indagato anche nel filone di via Caduti per Servizio e del Parco Lavino, 46 anni, è anche tecnico di Eugenio Rosa della ditta Iciet.


Ha lo studio a Montesilvano e negli ultimi anni è stato chiamato più volte da enti pubblici per consulenze varie tra Regione e Comune con affidamenti per lo più diretti in enti minori come per esempio la Valle della Pescara dove ha ricevuto incarichi per circa 20mila euro chiamato dal commercialista Alessandro Felizzi, incaricato da D’Alfonso per risanare il mercato all’ingrosso partecipato dalla Regione.

Di recente Marcantonio è stato scelto come componente della commissione scientifica del commissario alla ricostruzione Vasco Errani.

Si registrano consulenze anche per l’Università D’Annunzio, il Ministero dei Trasporti, Polizia Municipale di Pescara.


Marcantonio è stato al fianco di Luciano Di Renzo del complesso Le Naiadi di Pescara curando i lavori di ampliamento per 1,2 mln di euro che l’imprenditore poi indagato per bancarotta fraudolenta non è riuscito ancora a farsi scontare dalla Regione.



GIANCARLO MISANTONI, 53 anni, ingegnere, presidente della commissione che ha aggiudicato i lavori per Palazzo Centi e dirigente del Servizio Genio Civile Teramo della Regione Abruzzo e ad interim Servizio Gestione e Qualità delle Acque. E’ stato anche a capo del servizio Tursimo della regione dal 2013.


ROBERTO GUETTI
, 62 anni, commissario della commissione, responsabile dell’ufficio della Regione Sviluppo dell'economia sociale, servizio civile, governance ASP

 
SILVERIO SALVI
, 63 anni, ingegnere, funzionario della Regione


EUGENIO ROSA
, 62 anni, imprenditore di Castelli, titolare della Iciet, la società che si occupa di ricostruzione e restauro arrivata terza in graduatoria nell’appalto contestato.


ALESSANDRO POMPA, 46 anni, architetto, tecnico di Rosa


CLAUDIO RUFFINI
, 64 anni, segretario particolare del presidente della Regione D’Alfonso, ex presidente della Provincia di Teramo (per due volte), ex sindaco di Mosciano e Giulianova, ex consigliere regionale del Partito Democratico.  Dal 1999 Cavaliere della Repubblica, dal 2003 Ufficiale della repubblica e nominato nel 2004 Presidente della Pace dal comitato per la Pace di Perugia.