LA TERRA TREMA

Scossa di terremoto di 3.6. A Teramo scuole evacuate. Sconcerto tra i genitori

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Scossa di terremoto di 3.6. A Teramo scuole evacuate

TERAMO. Una scossa di terremoto è stata registrata alle 9.28 (magnitudo 3,6) nel distretto sismico di Rieti.

Il terremoto è stato avvertito distintamente anche nella città di Teramo ed in molti istituti è scattato il piano di emergenza, con i docenti che hanno messo in pratica il piano di evacuazione.

Gli studenti del Liceo Classico Delfico, come quelli dello Scientifico, dell'alberghiero Di Poppà del Pascal-Forti, dell'Artistico, del plesso della Molinari, della scuola elementare De Jacobis sono stati fatti uscire per motivi di sicurezza. In molti istituti, i dirigenti scolastici hanno deciso la sospensione delle lezioni.

Nessun danno e nessuna scena di panico ma è ovvio che ormai in città la situazione, soprattutto quella psicologica, è difficile.

 Le scuole hanno riaperto a scaglioni la settimana scorsa dopo uno stop di oltre un mese, tra vacanze di Natale, scosse e maltempo. Sono state eseguite delle verifiche e si attende di conoscere i risultati mentre il Comitato per la sicurezza delle scuole continua a chiedere a gran voce lo spostamento nei map.

Questa mattina i genitori hanno appreso dell’evacuazione grazie ai messaggi whataspp dei figli. Le segreterie delle varie scuole sono state prese d’assalto alla ricerca di informazioni.

In alcuni edifici della città, invece, la scossa non è stata nemmeno avvertita come ad esempio al nido e Materna di Colleatterrato o al Miss Gioia.

 Alla Zippilli i bambini della Noe Lucidi sono stati fatti rientrare a scuola poco dopo, così come alla Risorgimento. Ma i genitori sono stati lasciati liberi di andare a riprendere i figli se lo volevano.

«La scossa di questa mattina potrebbe essere il banco di prova per testare l'efficienza dei nostri sistemi di sicurezza all'interno degli edifici scolastici nonche' delle procedure di evacuazione», commenta il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Fabio Berardini che chiede che sia convocata, «nel piu' breve tempo possibile», una Commissione di Vigilanza per controllare e monitorare il funzionamento delle predette procedure (compresi i tempi di evacuazione)».

Quello che emerso dalla mattinata di oggi è che non esiste comunque un protocollo unico per tutti le scuole.

Alcuni genitori raccontano, infatti, che i figli non sono stati fatti uscire dopo la scossa e che alcuni abbiano lasciato l’aula solo dopo molti minuti di perplessità.

Il Comitato dei genitori chiede invece un comportamento univoco , una rete di avvertimento e un protocollo chiaro da seguire.

LA SEQUENZA DELLE SCOSSE

Dopo la scossa più forte delle 9.28 nel distretto sismico di Rieti altri terremoti sono stati rilevati dall’Ingv alle 9.30, sempre nello stesso distretto (magnitudo 2) e a Macerata alle 10.01 (magnitudo 2.5).


I DUBBI DEI GENITORI

La scossa di questa mattina ha creato parecchio malumore tra i genitori che già da settimane chiedono l’impegno massimo delle istituzioni.  Quello che è accaduto stamattina ha creato parecchio disorientamento e resta il dubbio per tutti: evacuazioni continue ad ogni scossa? Ma si può vivere in questo modo? No di certo.  

Il Comitato scuole sicure sulla pagina Facebook chiede un regolamento chiaro ed applicabile, valido per tutti per le evacuazioni in caso di terremoto e dice no all’allarmismo, come ribadisce la portavoce Leda Ragas che spiega meglio: «avendo la sicurezza di un protocollo univoco i genitori sapranno come muoversi senza, magari, bloccare il traffico, le dirigenti non potranno scegliere a proprio gusto se far rientrare o meno, e si alleggerirebbe questo senso di caos e pressappochismo che si respira da agosto».

I genitori vorrebbero avere conoscere il grado sopra al quale evacuare, con chiamata da parte della Protezione civile per tutte le scuole ma anche ottenere strade interdette al traffico comune per lasciare spazio, in caso , ai mezzi di soccorso. E poi ancora pratiche sbrigative per permettere ai genitori di prendere i propri figli, contatti via pc o whatsapp da parte delle maestre verso i genitori,  luoghi sicuri per aggregare i ragazzi una volta fuori.