COME SEMPRE

Divieto raccolta vongole a Pescara per contaminazione da escherichiacoli

Nuova ordinanza firmata dal sindaco Alessandrini

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

536

Mare e coscienze sporche: in 26 anni da scolo della Madonnina 2mln di metri cubi di liquami nel fiume

PESCARA. Vongole e molluschi vietati nel mare antistante la costa di Pescara per la contaminazione da escherichiacoli, ovvero rifiuti fecali.

A rivelarlo, è stata un’ordinanza firmata, nel silenzio mediatico, dal sindaco Alessandrini il 7 febbraio scorso, che rischia di far ripiombare Pescara nell’incubo dei divieti di balneazione che hanno drammaticamente caratterizzato le ultime due stagioni estive.

«È evidente che non possiamo attendere a braccia conserte che tra due mesi Regione e Comune ci vengano a dire che anche quest’anno le nostre spiagge saranno off limits e che non si possano mangiare i molluschi del nostro litorale, generando una crisi anche per le attività di ristorazione locali», commenta l’associazione ‘Pescara – Mi piace’ che convocherà nelle prossime settimane un tavolo allargato alle Associazioni di categoria per chiamare a raccolta le forze migliori del territorio e istituire una sorta di ‘Stati generali del Turismo’.

«Un organismo capace di pretendere azioni concrete da un sindaco che in due anni e mezzo è riuscito a non muovere un solo dito per sostenere centinaia di imprese che vivono di turismo marittimo», spiega Berardino Fiorilli.

Risale ad appena tre giorni fa l’allarme lanciato dalla stessa associazione sui drammatici sversamenti di liquami non depurati registrati dalla pompa B0, all’altezza della Madonnina, banchina molo nord.

«Oggi scopriamo l’ordinanza firmata il 7 febbraio dallo stesso sindaco Alessandrini che è lo specchio di quel dramma», sottolinea Fiorilli.

Il sindaco ha ordinato ‘a tutela della salute pubblica la declassificazione a zona C, con sospensione della raccolta per i molluschi bivalvi vivi Vongole provenienti dalle aree antistanti la costa del Comune di Pescara denominate Mazzocco Zona I e Pescara Zona I’, un provvedimento reso necessario dopo che il Servizio di Igiene degli allevamenti e della Produzione animale dell’Ausl di Pescara e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise ‘Caporale’, attraverso le proprie analisi, effettuate il 30 gennaio scorso, hanno riscontrato ‘valori di escherichiacoli ed enterocoli superiori ai limiti previsti’. Non basta: per la stessa ragione è stata disposta la declassificazione da zona A a zona B per i molluschi e vongole provenienti dalle aree antistanti le zona Mazzocco Zona II, Pescara Zona II e Vallelunga Zona II.

Entrambi i provvedimenti resteranno in vigore sino a quando ‘non saranno ripristinati i requisiti di idoneità sanitaria’.

«Inevitabilmente – ha detto ancora l’avvocato Fiorilli – la nuova emergenza risolleva i nostri quesiti: dal 2009 al 2014 mai abbiamo avuto la necessità di effettuare una simile ordinanza di divieto di raccolta delle vongole e dei molluschi, perché mai la Ausl né lo Zooprofilattico ci hanno segnalato una simile emergenza. Scontata quindi la domanda: cosa sta continuando ad accadere nel mare oggi? Perché oggi vengono segnalati valori superiori ai limiti di residui fecali? Ci sono in atto ulteriori sversamenti che il sindaco Alessandrini continua a tacere alla città? In tutta franchezza continua a sconcertare la gestione amministrativa della giunta Alessandrini – ha commentato Fiorilli -, all’insegna di provvedimenti omessi, taciuti o silenziati, oscurando quel palazzo di vetro-casa della trasparenza che era il Comune di Pescara fino al 2014, ma soprattutto a due anni dalla prima emergenza, datata 6 aprile 2015, giorno della rottura della condotta di via Raiale da cui è originato il disastro che ancora oggi continuiamo a vivere. Nelle prossime settimane chiameremo a raccolta le forze produttive della città per individuare le misure più utili da adottare per difendere Pescara dal terzo anno di emergenza che già si prospetta ormai alle porte».