LA CATENA

Omicidio hotel Rigopiano: nessuno è Stato

C'è un problema: a chi la procura contesterà reati di omicidio e disastro?

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Omicidio hotel Rigopiano: nessuno è Stato

Ricerche notturne

ABRUZZO. Dopo il dolore per la morte di 29 persone sepolte sotto l’hotel Rigopiano, spazzato via da una valanga, potrebbe essere l’ora della vergogna di Stato.

E’ il rischio che aleggia dietro l’ultima sciagura causata «dall’ondata eccezionale di maltempo» e dall’evento «imprevedibile della valanga».

L’inchiesta aperta dalla procura di Pescara è ormai a buon punto nella raccolta delle testimonianze, dei documenti e delle informazioni per la ricostruzione dei fatti eppure non ci sono ancora indagati. Questa informazione -che ai più appare insignificante- potrebbe, invece, tradire un enorme imbarazzo nell’individuare giuridicamente i veri responsabili di questo evento ai quali contestare con certezza e ‘giustizia’ i reati ipotizzati di omicidio plurimo colposo e disastro.

Il rischio potrebbe essere che la vicenda dell’hotel Rigopiano sia in realtà l’ultimo omicidio di Stato dove non c’è persino più bisogno di depistaggi, di connivenze o di “non ricordo” imbarazzanti per garantire impunità perchè è lo stesso Stato che ha di fatto creato un apparato dove nessuno è veramente responsabile, se non per una piccolissima parte. Una parte così piccola da poter persino essere messa in discussione e trascurata.

Eppure i fatti sono certi, non contestati, semplici nelle loro dinamiche. Ma non si è ancora in grado di contestare a persone fisiche specifiche le imputazioni provvisorie. Forse tutta colpa di come sono stati (dis)organizzati gli enti e spacchettate competenze e responsabilità con suddivisione di compiti tra una moltitudine di enti e sovrapposizioni normative stratificate.

Non che l’inchiesta sia destinata ad una archiviazione a tavolino perché una delle squadre non si è presentata ma il rischio che diventa sempre più concreto è quello che alla fine -come spesso accaduto in passato- a pagare per un evento enorme saranno le propaggini più estreme dell’apparato Stato.

Il discorso si fa semplice e concreto con pochi esempi.



LA PROVINCIA E LA STRADA IMPRATICABILE

E’ un fatto che la strada per l’hotel fosse impraticabile, che fosse compito della Provincia provvedere alla pulizia. Doveva essere fatto senza alibi. Però… Il presidente Di Marco dice di non sapere che la turbina era rotta e non era tenuto a saperlo perché per questo c’è il dirigente del settore che materialmente organizza e dispone ma pare che quel giorno fosse in ferie.

Le nevicate sono state oggettivamente eccezionali, i compiti delle Province sono stati ridotti, così come il budget, e la responsabilità della protezione civile è passata in capo alla Regione. La strada era impraticabile ed i turisti sono diventati ostaggi.

I 29 morti sono allora tutta colpa della Provincia?


LA PREFETTURA E LE TELEFONATE IMBARAZZANTI

Si dice che i soccorsi siano partiti in ritardo. E’ un fatto: se, invece, di decine di telefonate a ventaglio a tutti i numeri di emergenza per due ore ne fosse bastata una sola, la carovana sarebbe partita due ore prima.

Chi ha risposto al telefono in quei giorni di emergenza nei posti deputati a gestirla non ha dimostrato professionalità specifica, preparazione, sangue freddo, prontezza e riflessi (come si fa a rispondere «un attimo le passo Pescara» quando una voce concitata ti ha appena detto «Farindola... l’hotel Rigopiano non c’è più … una valanga.. siamo solo in due superstiti»?).

Imbarazzanti telefonate che meriterebbero l’imputazione coatta per i reati di ‘superficialità’ o ‘impreparazione’ ma nel codice penale non ci sono.

Allora tutta colpa dei centralinisti?


LE OMISSIONI DELLA REGIONE PER 25 ANNI

C’è poi il fatto vero della omissione per 25 anni della Regione Abruzzo che non è riuscita a stilare la carta del rischio valanghe che avrebbe (forse) potuto evitare costruzioni in determinate zone del territorio.

La scusa ufficiale è la mancanza di soldi: qui ci vorrebbe magari una imputazione coatta per ‘manifesta incapacità di gestire la cosa pubblica’ ma questo reato non esiste.

Allora la Regione Abruzzo per questa grave omissione è responsabile della strage?

E se sì chi sarebbe da incolpare: tutte le giunte dei 25 anni trascorsi, tutti gli assessori, tutti i dirigenti del settore protezione civile?



LE OMISSIONI DEL COMUNE

Anche il Comune di Farindola ha le sue responsabilità se non altro in fatto di superficialità nella prevenzione e nel «fiutare» il pericolo. Probabile che ci sia una ‘vaga’ responsabilità nell’essersi dimenticati di convocare la commissione comunale valanghe dal 2005 ad oggi (che però deve essere attivata dalla prefettura), di aver valutato con freddezza ed equidistanza fatti, circostanze e documenti, c’è una vaga responsabilità della politica locale che è stata sempre troppo presente anche dove non doveva. Il sindaco doveva sgomberare l’hotel ma nessuno lo ha mai fatto e a dirglielo doveva essere la commissione che non si è riunita. Doveva farlo il 17 o il 18 gennaio ma comunque non avrebbe potuto perché non aveva mezzi e Farindola era in pieno blackout elettrico e telefonico.

Allora tutta colpa del sindaco?

Tutta colpa di Enel e Telecom che non riescono a garantire servizi essenziali causa neve?

O magari tutta colpa della prefettura che non ha inviato la mail che non ha letto il sindaco?



L’EDILIZIA SCHIZOFRENICA DOVE TUTTO E’ POSSIBILE PERCHE’ NON E’ VIETATO

Si è detto che l’hotel era stato costruito dove non si doveva perché il canalone alle spalle lo poneva in un rischio serio e concreto di valanga. Dopo, lo capiscono anche i bambini; prima non lo aveva capito quasi nessuno benchè un minimo di senno e presenza di spirito avrebbe imposto qualche riflessione aggiuntiva. Ma l’Italia si è capito è il Paese dove ogni cosa è possibile se non è vietata espressamente. E a Farindola non c’era una sola carta che dicesse che l’hotel lì non poteva stare (anche perché mancava la carta del rischio valanghe).

E se non c’è nessuno che mi dice di no io lo faccio.

Ecco però quali sono le conseguenze quando tutti si guardano la punta dei piedi senza alzare lo sguardo sul cammino.

Allora tutta colpa dei tecnici comunali, quelli regionali, dei periti, dei geologi e di tutti gli altri intervenuti nella pratica edilizia di costruzione (1967) e ampliamento dell’hotel (2007)?

 

IL SISTEMA DEI PARAVENTI

 La frammentazione e la disgregazione dello Stato è chiara ma non sarebbe il vero problema se non si ostinassero tutti a non vedere e sapere cosa fa l’anello precedente e successivo della catena burocratica.

La disgregazione non sarebbe un problema se ci fosse, comunque, un vertice responsabile comunque e chiamato ad avere una visione d’insieme, come una sorta di allenatore di una squadra di calcio che alla fine è sempre responsabile.

Lo spezzatino delle responsabilità e delle competenze ha portato ad avere una squadra in campo dove i difensori si fermano automaticamente prima del centrocampo, dove i centrocampisti stazionano fissi e gli attaccanti rimangono in attesa della palla, dove non ci sono mediani generosi alla Oriali, dove nessuno ha una visione di gioco ma ognuno gioca solo per sé, una squadra di utili automi senza iniziativa o generosità, una squadra di passacarte senz’anima e dove gesti e decisioni si ripetono in rapida successione sempre uguali e senza coinvolgimento razionale o emotivo.

La squadra dello Stato arriverebbe ultima pure al campionato della parrocchia perché al terzo calcio ad un pallone devi per forza capire che per vincere c’è bisogno di un team unito e affiatato, perché da soli non si vince mai.

 

Nella partita della burocrazia, invece, ognuno fa un piccolo passo ed è responsabile solo di quello, se poi è un passo verso il baratro questo non si sa e non interessa.

Viceversa bisognerebbe indagare tutti i soggetti in qualche modo intervenuti così da trasformare lo 'spezzatino' in un 'minestrone' indigesto per qualunque giudice. 

Così potremmo assistere ancora una volta alla liquefazione dello Stato, alla sua evaporazione inconsistente che renderà impalpabile e inesistente le vere responsabilità di questa vicenda dove alcuni responsabili morali sono talmente tanto lontani nello spazio e nel tempo da queste vicende da sembrare assurdo tirarli in ballo.

E alla fine quella dell’hotel Rigopiano sarà solo l’ultimo omicidio di Stato dove non sarà stato nessuno perché nessuno è riuscito ad essere davvero Stato.




Alessandro Biancardi