IN CONFUSIONE

Hotel Rigopiano, l’operatrice che pensò alla bufala: «ho la coscienza a posto»

La funzionaria ha confuso il crollo di una stalla con il resort di Del Rosso

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Hotel Rigopiano, l’operatrice che pensò alla bufala: «ho la coscienza a posto»

PESCARA. «Ci saranno modi e tempi per chiarire tutto. L'importante è avere la coscienza a posto, e io ce l'ho. Tutto il resto, le polemiche di questi giorni, non m'interessa».

Risponde così, in un colloquio con Repubblica la funzionaria che mercoledì 18 prese la telefonata Quintino Marcella di allarme su Rigopiano.  Una telefonata che è al centro dell’inchiesta aperta dalla Procura di Pescara che indaga per disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Nei giorni scorsi il procuratore aggiunto facente funzioni, Cristina Tedeschini, nel corso di una conferenza stampa ha fatto capire che la procura ritiene comunque questa comunicazione ‘marginale’. Per dirla con le sue parole: «che ci siano state disfunzioni e ritardi nel recepire l'importanza di una comunicazione telefonica e' un fatto, ma che questa sottovalutazione abbia avuto una relazione causale nell'efficacia delle operazioni di soccorso non e' cosi' certo».

Repubblica stamattina non cita  il nome della donna che per prima rispose a Marcella, al momento non indagata, e riferisce che ieri è stata ascoltata in questura.

«Mercoledì ero appena rientrata in ufficio da una malattia. Prima è scoppiata l'emergenza neve, poi quella del sisma. C'era bisogno di gente nell'unità di crisi e ho dato la mia disponibilità».

La donna confuse la valanga sull’hotel col crollo di una stalla lì vicino. Si tratta della stalla del piccolo imprenditore di Farindola Pietropaolo Martinelli, che produce il celebre pecorino di Farindola.

La sua stalla, proprio quella mattina, a causa del terremoto, subì gravi danni: il tetto è piombato du 300 pecore rimaste incastrate. Intervennero i Forestali.

Dunque quando la funzionaria sente parlare di Rigopiano, pensa alla fattoria e lo conferma a Repubblica:  «La storia della stalla me l'ha ricordata, mentre ero al telefono, qualcuno più alto in grado che era con me».  La persona in questione sarebbe una dirigente di area con incarichi al vertice della prefettura, riporta Repubblica.


Anche il viceprefetto Ida De Cesaris, ricostruisce in un'intervista al Messaggero la mancata reazione dopo l'allarme di Quintino Marcella sull'hotel Rigopiano e subito mette le mani avanti:

«Non sono io il capro espiatorio che cercate non sono io ad aver preso quella telefonata, basta ascoltare la registrazione per averne conferma. A quel tavolo eravamo in tanti, noi della prefettura, i radioamatori, i rappresentanti delle forze dell'ordine e del soccorso pubblico».

De Cesaris ricorda che per tutta la giornata è entrata e uscita dalla stanza del prefetto, «dove vertici e riunioni operative si susseguivano a getto continuo. A un certo punto ho chiesto di deviarmi sul cellulare di servizio soltanto le telefonate dei sindaci. Non ho valutato personalmente altre richieste di soccorso perché l'esperienza mi dice che in situazioni di tale gravità, specialmente nelle comunità più piccole il primo terminale delle popolazioni sono i sindaci».

«Nessuna superficialità nella gestione di un'emergenza estremamente complessa», rivendica.

Le procedure seguite sono state corrette? «C'è un'inchiesta in corso. Di certo - risponde - non tocca ai giornali distribuire patenti di colpevolezza».

 

 

LA TELEFONATA

Ma cosa si dissero Marcella e la funzionaria al telefono?

 

Marcella: «Mi sente?»

Funzionaria: «Sì che la sento».

M: «Sono Marcella di cognome, Quintino di nome. Il mio cuoco mi ha contattato su WhatsApp cinque minuti fa, l'albergo di Rigopiano è crollato, non c'è più niente... Lui sta lì con la moglie, i bimbi piccoli... intervenite, andate lassù».

F: «Questa storia gira da stamattina. I vigili del fuoco hanno fatto le verifiche a Rigopiano, è crollata la stalla di Martinelli».

M: «No, no! Il mio cuoco mi ha contattato su WhatsApp 5 minuti fa, ha i bimbi là sotto... sta piangendo, è in macchina... lui è uno serio, per favore».

F: «Senta, non ce l'ha il suo numero? Mi lasci il numero di telefono (...). Ma è da stamattina che circola questa storia, ci risulta che solo la stalla è crollata. Che le devo dire?».

 

E poi ancora

F: «Come si chiama quel cuoco?».

M: «Giampiero Parete. È quello della pizzeria, è il figlio di Gino...».

F: «Sì, lo conosco benissimo il figlio di Gino, conosco lui, conosco la mamma. È da stamattina che gira 'sta cosa. Il 118 mi conferma che hanno parlato col direttore due ore fa, mi confermano che non è crollato niente, stanno tutti bene».

M: «Ma come è possibile?».

F: «La mamma dell'imbecille è sempre incinta. Il telefonino... si vede che gliel'hanno preso...».

M: «Ma col numero suo?».

F: «Sì».