LA CRONOLOGIA

HOTEL RIGOPIANO, LA TRAGEDIA MINUTO PER MINUTO

I punti fermi di quella giornata maledetta

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HOTEL RIGOPIANO, LA TRAGEDIA MINUTO PER MINUTO

ABRUZZO. Ore lunghissime, passate dai sopravvissuti ad aspettare aiuto, vissute con fatica e lavoro da parte dei soccorritori impegnati a fronteggiare condizioni meteo estreme, trascorse via via con maggiore apprensione da parte di chi aspettava notizie.

E' la giornata che ha portato alla tragedia dell'hotel Rigopiano, iniziata con un altro dramma, un nuovo sciame sismico che per la quarta volta dal 24 agosto ha squassato l'Italia centrale.

ORE 5.00 – Esonda il fiume Pescara, segnale evidente di quella ondata di maltempo che ha colpito in modo particolare l'Abruzzo pescarese, con nevicate anche a bassa quota e pioggia che ha appesantito la neve caduta in abbondanza nelle ore precedenti.

ORE 7.48 – Il Comune di Farindola scrive su Facebook: «la copiosa nevicata di stanotte e il perdurare del blackout elettrico rendono la situazione molto delicata e complessa. Sono stati richiesti gruppi elettrogeni e mezzi sgombraneve per arrivare nelle zone più alte, dove la coltre nevosa accumulata rende inutili gli interventi con mezzi piccoli. Si raccomanda la Cittadinanza di mettersi in viaggio solo se strettamente necessario. Tutti i mezzi stanno operando e durante la giornata odierna cercheremo di porre fine a tutte le criticità».

ORE 8.00 - Il bollettino Meteomont indica un rischio valanga 4 su 5. Secondo la procura il bollettino è stato correttamente redatto, correttamente inviato e correttamente arrivato a destinazione agli enti ai quali viene solitamente spedito ovvero Regione, prefettura e sindaci.  

ORE 9.00 – L’hotel Rigopiano scrive sulla propria pagina Facebook un post ‘Causa maltempo le linee telefoniche sono fuori servizio! Vi invitiamo a contattaci all'indirizzo info@hotelrigopiano.it’.

ORE 10.25 - Prima scossa di terremoto, di magnitudo 5.3, con epicentro nell'aquilano. Scattano i soccorsi in tutto il centro Italia ma ci si accorge subito che il problema maggiore non sono i nuovi crolli, ma le condizioni meteo.

ORE 11-14 – Seconda forte scossa con epicentro, ancora una volta nell’aquilano. Magnitudo 5.4. La neve alta in molte zone, compreso il versante adriatico del Gran Sasso, impedisce di operare agli uomini della protezione civile, mentre continua a nevicare.

ORE 11.27 – Terza forte scossa. Magnitudo 5.3. Altro problema la mancanza di corrente, che disturba anche le comunicazioni.

ORE 13.00 – Alcuni clienti, tra i quali Stefano Feniello, chiamano a casa per informare i parenti che hanno già caricato le auto e pagato il conto perché torneranno a casa. Aspettano il passaggio dello spazzaneve. Sono tutti radunati nella hall.

ORE 13.30 – E’ questa l’ora precisa in cui il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, sostiene di aver scritto al Governo Gentiloni per ottenere nuovi mezzi spazzaneve.

ORE 13.57 – I clienti pranzano e il direttore dell’hotel Rigopiano, Bruno Di Tommaso che si trova a Pescara, invia una email alla polizia provinciale (che poi la inoltrerà al presidente della Provincia alle 15.44) nella quale si chiede l’intervento dello spazzaneve perché «la situazione è diventata preoccupante».

In quel momento in contrada Rigopiano c’erano 2 metri di neve, i telefoni fuori uso, e i clienti «terrorizzati per le scosse» come scrive Di Tommaso sono disposti a trascorrere la notte in macchina. A quest’ora con le pale e il loro mezzo lo staff dell’hotel era riusciti a pulire il viale d'accesso, dal cancello fino alla Ss42.

ORE 14 - La sorella del proprietario Roberto Del Rosso incontra il presidente della Provincia, Antonio Di Marco, e viene rassicurata sul fatto che entro sera sarebbe andata una turbina a liberare la strada.

ORE 15.00 - L'arrivo dello spazzaneve viene posticipato alle 19.00. I clienti si agitano. Stefano Feniello chiama alla mamma arrabbiato e racconta, come riferito dal padre: «non riusciamo a tornare a casa perché quei pezzi di merda che dovevano pulire non si sono degnati di arrivare».

ORE 15.44 - La Polizia Provinciale di Pescara inoltra alla Provincia l’email di aiuto firmata da Di Tommaso quasi 2 ore prima. Il presidente Di Marco la leggerà comunque il giorno seguente ritenendola superata perché dopo l’invio del direttore lui aveva avuto un colloquio diretto con la sorella del titolare.

ORE 17.08 - Parte la prima chiamata di Giampiero Parete dall'Hotel Rigopiano: viene agganciata da un operatore del 118 di Chieti, che chiede a Parete di attendere in linea, ma la linea cade immediatamente.

TRA LE 17.40 - Il direttore dell'hotel Bruno Di Tommaso viene contattato per sapere se è vero che si è verificata una valanga. Ma lui non sa niente perché si trovava a Pescara. La sua risposta è «ho chattato mò con l'albergo», e che non gli risultava nulla di grave. Solo che quel '' risale almeno a un ora prima ed è questo secondo gli inquirenti che ingenera il primo grave 'equivoco' della vicenda. Forse sono circa le 16.47, come da aggancio Whatsapp del telefono del padrone dell'albergo.

ORE 17.40 - «E' caduto, è caduto l'albergo», è l'appello disperato di Giampiero Parete al telefonino con Quintino Marcella, suo datore di lavoro.

ORE 18.03 - Parete riesce a mettersi in contatto con il suo titolare, Quintino Marcella al quale chiede di lanciare l’allarme.

ORE 18.08 - Marcella  chiama prima il 112 poi il 113. Ennesima segnalazione in sala operativa, che bolla la cosa come 'falso allarme' per la seconda volta.

ORE 18.20 – Marcella chiama ancora una volta e gli viene risposto che è già stato tutto verificato.

ORE 19.01 – E’ a questo punto che per la prima volta la macchina dei soccorsi si rende conto che a Rigopiano è successo qualcosa di veramente serio. E' infatti a quest’ora che Giampiero Parete riesce a parlare per la seconda volta con i soccorritori.

ORE 22.00 – La colonna dei mezzi imbocca l'ultimo tratto di strada: mancano 9 km all'hotel ma la salita si ferma.

ORE 23.00 - Ultimo contatto della notte di Giampiero Parete con Quintino Marcella. Lo richiama la mattina, una volta raggiunto dai soccorritori e messo sull'elicottero.



19 GENNAIO 2017

ORE 0.00 - Quattro uomini del soccorso alpino e della Guardia di Finanza partono con gli sci con le pelli di foca per raggiungere sotto la bufera di neve Rigopiano.

ORE 4.00 - Dopo avere letteralmente scalato muri di neve arrivano all'hotel e si rendono conto della situazione. Ma, intanto, salvano i due superstiti Fabio Salzetta e Giampiero Parete.

ORE 6.30 – E’ l'alba quando arrivano i primi elicotteri che portano a valle i due uomini: inizia la faticosa ricerca dei dispersi.

ORE 9.30 – Viene estratto il corpo della prima vittima. E’ Alessandro Giancaterino, dipendente dell’hotel

ORE 12.00 - La colonna dei mezzi dei soccorsi arriva a poche centinaia di metri dall'albergo. Dopo 20 ore, facendo l'ultimo tratto a piedi, raggiungono il luogo del disastro.

ORE 15.00 – I primi soccorritori arrivati ritornano verso valle dopo aver ricevuto il cambio: «Non c'è più niente».


Alessandra Lotti