LA DENUNCIA

Decreto Salva Banche, «i debitori vengano indagati per concorso in bancarotta fraudolenta»

Codacons chiede alla procura di indagare e tirare fuori tutti i nomi

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«Carichieti non era insolvente quando arrivò il decreto sulle 4 banche»

CHIETI. Nuovo colpo di scena sulla vicenda dei grandi debitori insolventi delle banche.

Il Codacons presenta infatti oggi un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alle Procure di Siena, Arezzo, Ferrara, Ancona, Chieti, Vicenza e Treviso, in cui si chiede alla magistratura di acquisire i nomi dei soggetti insolventi nei confronti degli istituti di credito ubicati sul territorio di competenza, e procedere nei loro confronti per il reato di concorso in bancarotta fraudolenta.

Proprio nei giorni scorsi il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, ha chiesto di rendere pubblici i nomi dei primi 100 debitori delle banche salvate con soldi pubblici secondo cui se le banche vengono salvate con i soldi pubblici «è eticamente giusto che si conoscano i nomi dei principali debitori».

Anche il Pd ha chiesto, tramite una mozione firmata anche dal capogruppo dem alla Camera, che il «governo tuteli i risparmiatori» e «renda noti nomi i grandi debitori insolventi sia verso le banche sottoposte a una procedura di risoluzione sia nei confronti di quelle oggetto dell'intervento preventivo da parte dello Stato». Ma sulla questione banche pende anche la richiesta di FI di varare una commissione d'inchiesta su Mps.

Il primo ok all'istituzione di una commissione d'inchiesta sul sistema bancario dovrà arrivare dalla commissione Finanze del Senato entro il 10 febbraio. Il testo dovrà poi passare al vaglio dell'Aula e successivamente di Montecitorio.

E' l'effetto del via libera di Palazzo Madama alla 'procedura d'urgenza' per i 13 ddl sul tema che, ricorda il presidente della commissione Mauro Maria Marino (Pd), «al Senato sono già incardinati e sono ormai alla fase finale, dopo un anno di lavoro».

Entro il 31, come annunciato ieri, Marino proporrà un testo unico che punterà all'istituzione di una "commissione bicamerale d'inchiesta" e che sarà «di carattere generale, poi se ci saranno proposte di approfondimenti specifici lo valuteremo in commissione».

I 13 ddl, in commissione da fine 2015, chiedono commissioni d'inchiesta su Mps, sulle 4 banche in risoluzione (Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti), sulle due venete (Popolare di Vicenza e Veneto Banca) e sul Banco Desio.

Intanto il Codacons si appella alla magistratura: «grazie a tale denuncia i giudici, come è in loro potere, potranno acquisire i nominativi degli insolventi di Mps, Banca Etruria, Banca Marche, Carife, Carichieti, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca senza attendere norme o provvedimenti specifici – spiega il presidente Carlo Rienzi – Una volta acquisiti i nomi dei debitori delle banche in crisi o salvate dallo Stato, sarà possibile verificare le responsabilità di tali soggetti alla luce del reato di concorso in induzione alla bancarotta fraudolenta».

Nello specifico con l’esposto depositato oggi il Codacons chiede alle Procure di «utilizzare ogni strumento investigativo consentito dalla legge e dal rito allo scopo di predisporre tutti i controlli necessari e procedere al sequestro presso tutte le banche Cariferrara, Carichieti, Banca Etruria, Banca Marche, Monte Dei Paschi, Veneto Banca E Popolare Di Vicenza degli elenchi completi dei debitori insolventi a carico dei quali potrebbero emergere responsabilità e fattispecie penalmente rilevanti quali il reato di concorso in induzione alla bancarotta fraudolenta e di ogni altra fattispecie criminosa che venisse individuata con grave e diretto danno per tutti gli azionisti e correntisti che hanno investito e titolari di obbligazioni subordinate e di tutti i contribuenti visto che le banche vengono salvate con i soldi pubblici e, in caso affermativo, esperire nei confronti di coloro che saranno ritenuti responsabili, l’azione penale».

Non solo. Con tale esposto il Codacons ha chiesto anche alle Procure di procedere al «sequestro di tutti i beni delle società e/o delle persone fisiche che verranno identificate come debitori insolventi».