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Porto Pescara pescaggio a 2,10 metri: oggi inizia il mini dragaggio lampo

Dopo le promesse e le riunioni di ieri oggi miracolosamente la consegna del cantiere

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Porto Pescara pescaggio a 2,10 metri: oggi inizia il mini dragaggio lampo

PESCARA. Il porto non è chiuso ma quasi. In realtà l’ordinanza emessa ieri dalla capitaneria di porto spiega che all’interno del porto canale e nella darsena commerciale di Pescara, la navigazione potrà essere effettuata unicamente con unità aventi pescaggio non superiore a 2.10 mt., «e solo in presenza di condizioni meteomarine assicurate favorevoli, avendo comunque cura di verificare autonomamente con la strumentazione disponibile a bordo, per maggior sicurezza, l’idoneità delle rotte impegnate per la navigazione e per l’accosto in banchina».

Come dire che solo le imbarcazioni più piccole (non certo i grandi pescherecci) potranno muoversi, cioè una minima insignificante parte della marineria, per di più a “proprio rischio e pericolo”.    

Infatti l’ordinanza prosegue: «i Comandanti delle unità in ingresso/uscita nel porto di Pescara che abbiano pescaggio non superiore a 2.10 mt., dovranno comunque valutare secondo i canoni dell’arte marinaresca, in relazione alla situazione batimetrica ed agli spazi di manovra ed evoluzione del porto, al pescaggio, alle caratteristiche dimensionali, evolutive e di manovra della propria unità, alle condizioni meteomarine in atto e previste, se impegnare lo stesso».

Ma a parte un porto inagibile come sempre il resto è tutto rose e fiori tanto che ieri è stato annunciato un minidragaggio lampo capace di partire in meno di 24 ore  e che aspirerà 10mila metri cubi, cioè una inezia rispetto al lavoro che ci sarebbe da fare.

Secondo alcuni i 10 mila metri cubi potrebbero essere i detriti accumulatisi in poco più di un mese e che hanno creato “l’emergenza”. Questo significa che i lavori annunciati potrebbero avere effetti pari ad un paio di mesi, non di più.

 

Ad annunciare l’inizio del dragaggio è Riccardo Padovano, consigliere delegato a Portualità ed Economia del Mare che spiega che nella prima parte della mattinata di oggi «verranno ufficialmente consegnati i lavori per l’escavazione di 10.000 metri cubi di materiale dalla darsena antistante l’imboccatura del porto canale».

Si tratta di un cantiere che verrà aperto in presenza del presidente della Regione Luciano D’Alfonso, ad opera del Provveditorato delle Opere Pubbliche e sollecitato più volte dall’Amministrazione comunale.

Sempre oggi a Pescara il presidente dell’Autorità Portuale del Mare Adriatico Centrale, Rodolfo Giampieri,  affronterà la definizione dei “parabordi” delle banchine per la messa in sicurezza degli ormeggi.

«In merito al dragaggio, il quantitativo è utile ma non ancora sufficiente a restituire al porto la navigabilità», dice lo stesso Padovano, «è dunque indispensabile sfruttare l’occasione dei lavori che inizieranno domani, per aumentare il quantitativo da prelevare e per utilizzare la sabbia dragata sui litorali che hanno bisogno di essere ricostituiti».

La proposta che Padovano promette di fare alla Regione è quella di istituire un tavolo, per ottenere in primis la caratterizzazione del materiale prelevato in loco, senza deposito nella vasca di colmata, trattandosi di materiale in arrivo dal mare, che, quindi, «potrebbe essere compatibile da subito con le operazioni di ripascimento morbido di cui hanno bisogno non solo Pescara, ma anche altri Comuni costieri, come Francavilla, Silvi, Montesilvano e Città Sant’Angelo, che hanno già chiesto alla Regione interventi in tal senso».

«Sono convinto che», dice Padovano, «facendo le dovute analisi si troverà sabbia compatibile a tali operazioni, perché ciò che rende impraticabile il porto non è materiale fluviale, ma sabbia marina trasportata dalle correnti provenienti da nord est.

Dobbiamo utilizzare dunque i tempi dei lavori per allargare il raggio di azione: con la regia del Comune che già aveva fatto riunioni in tal senso con le altre amministrazioni interessate e con la Regione, al fine innanzitutto di utilizzare subito i materiali dragati per le operazioni di ripascimento (ipotesi a cui i Comuni indicati si sono detti favorevoli), ma anche per elevare il quantitativo da prelevare, quintuplicandolo almeno. Lo scopo è quello di evitare l’apertura di ulteriori procedure, che comportano un aggravio di costi e tempi che non possiamo più perdere, in attesa del taglio della diga foranea e degli altri lavori previsti dal Piano Regolatore Portuale per il nuovo scalo della città».


Il presidente Luciano D'Alfonso, questa mattina ha elencato le iniziative che sono state assunte e programmate per il rilancio del porto di Pescara. Tra i punti principali ci sono l'approvazione del piano regolatore portuale (deliberato dopo 49 anni di attesa) e considerato «la stella polare dell'intero progetto di valorizzazione dell'area», i lavori del taglio della diga foranea (esecutivi dopo dieci anni e una spesa prevista di 3 milioni e 500mila euro), il dragaggio del porto e, non per ultimo, interventi infrastrutturali (per 15 milioni di euro) mirati a migliorare la viabilità interna e la sicurezza degli operatori marittimi.

«Un altro obiettivo che ci siamo posti fin da subito - ha aggiunto il presidente Luciano D'Alfonso - è stato quello di ristabilire il giusto rapporto tra città e porto, ossia coniugare l'attività commerciale con il turismo, affinché si potessero rendere vivibili gli spazi portuali. Come istituzione regionale - ha ricordato D'Alfonso - noi ci abbiamo messo coraggio, faccia e risorse finanziarie allo scopo di valorizzare questa infrastruttura che considero strategica per Pescara e l'Abruzzo».

Oggi, infine, sono state collaudate e accese anche le telecamere, installate sette anni fa, per il monitoraggio delle aeree portuali collegate con la sala operativa della Guardia Costiera, e programmata la progettazione di parabordi per evitare incidenti ai mezzi marittimi in manovra nel porto canale.