SANITA'

Ospedale Pescara. Geriatria al collasso: situazione che si trascina da mesi

La causa è la mancanza di personale causato dal taglio delle spese

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PESCARA. Le conseguenze dei tagli lineari per tentare di raggiungere il pareggio di bilancio cominciano a far sentire gli effetti nefasti di certe scelte. A parte il mancato raggiungimento dell’obiettivo finanziario (i debiti sono aumentati a dismisura nonostante l’uscita dal commissariamento), i tagli effettuati sui servizi non fanno che generare disservizi e problemi all’utenza. In una parola viene meno il diritto alle cure effettuate in condizioni di emergenza continua e disagi per il personale costretto a turni massacranti e ad una mole di lavoro che di per sè non può garantire il massimo del risultato. Accade soprattutto all’ospedale di Pescara, l’ospedale che raccoglie ora anche le utenze degli altri nosocomi del circondario falcidiati dai tagli.  

Reparti particolarmente a rischio sovraffollamento sono quelli di neonatologia per effetto dei punti nascita tagliati e geriatria che deve raccogliere anche i pazienti in arrivo da tutta la val Pescara da Popoli in giù.

Da alcuni giorni, per esempio, nel reparto di geriatria  ci sono due sole infermiere in servizio, con una sola Operatrice socio-sanitaria e un solo medico, quest’ultimo costretto a coprire tre reparti, con decine di letti nei corridoi.

La segnalazione è arrivata alla Associazione ‘Pescara – Mi piace’ dai familiari di alcuni ricoverati che sono esterrefatti per le condizioni in cui il personale tutto, seppur in maniera esemplare, è comunque costretto a lavorare.

Nei prossimi giorni l’associazione informa che organizzerà una visita nella struttura, anche per capire se l’emergenza sia determinata effettivamente solo dalla straordinarietà del periodo, visto che molti sostengono che in realtà l’emergenza sia diventata anch’essa routine.

«Le prime segnalazioni ci erano arrivate già lo scorso 31 dicembre – ha ricordato Foschi -, quando alcuni cittadini, che si erano ritrovati con un padre o un nonno ricoverato in Geriatria, hanno denunciato il sovraffollamento della struttura, con pazienti, affetti anche da bronchiti o polmoniti, costretti per giorni interi nei corridoi per l’assenza di un letto, dunque chiaramente una situazione di fortuna intollerabile per chi sta male e si ritrova esposto a correnti e batteri. Abbiamo pensato che forse, la data del Capodanno, unitamente al primo picco dell’epidemia influenzale, potesse aver determinato una situazione di straordinaria emergenza e abbiamo atteso, sperando che tornasse la calma. Oggi però la situazione, se possibile, sembra addirittura peggiorata: quando molti familiari si sono recati nel reparto di Geriatria sud, al sesto piano dell’ospedale civile, per far visita ai propri congiunti malati, hanno trovato una condizione di precarietà insostenibile. Nel turno 7-14 le infermiere in servizio erano solamente due per un reparto saturo sino al soffitto, con letti raddoppiati nelle camerate e barelle di fortuna parcheggiate lungo i corridoi, dove a garantire la dignità minima dei ricoverati sono solo dei divisori mobili. Peggio ancora per il servizio non-sanitario: una sola la unità Oss, Operatrice socio-assistenziale, addetta all’intero reparto, ovvero al cambio lenzuola e al cambio igienico di tutti gli anziani allettati, operazione iniziata alle 7 e dopo quattro ore la povera lavoratrice non era neanche riuscita a terminare il passaggio in tutte le camere, che già alcuni pazienti avevano bisogno del secondo cambio, al quale, ovviamente, hanno fatto fronte i parenti dei ricoverati, facendosi dare pannoloni e materiale per la prima igiene».

Per l’epifania poi un solo medico ha dovuto coprire tutte e tre le sezioni di geriatria.

Protestano anche i consiglieri di centrodestra di Popoli, Mario Lattanzio e Vanessa Combattelli per i disagi derivanti dal taglio dei reparti del locale nosocomio.

«L'emergenza neve», ha detto la giovane Combattelli, «di questi giorni ci ricorda l'importanza di avere un presidio ospedaliero nel territorio, per un cittadino della alta Val Pescara e della Valle Peligna l'Ospedale di Popoli rappresenta tutt'ora un punto di riferimento per far fronte a qualsiasi emergenza che richiede un intervento rapido. Nessun politico (come il Presidente D'Alfonso) sembra comprendere l'importanza che possa avere per i nostri cittadini, io e il consigliere Mario Lattanzio abbiamo più volte ribadito il problema denunciando questa assurda negligenza. E' inaccettabile che si faccia finta di nulla senza badare alle vere necessità degli abitanti di questo territorio, ciò che sta accadendo nelle ultime ore ha portato la città di Pescara nel caos, come può un qualsiasi cittadino (appartenente al bacino di utenze dell'Ospedale di Popoli) in caso di grave emergenza  arrivare in un tempo rapido all'Ospedale di Pescara? In caso di grave emergenza, è essenziale che ci sia un intervento rapido, nelle condizioni attuali, ad esempio, risulterebbe impossibile.  La nostra guerra continua, noi sosteniamo che l'Ospedale di Popoli non debba essere oppresso, la sua chiusura determinerebbe la morte di un territorio già troppe volte umiliato e mortificato».