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Il Chieti Calcio fallisce… ancora: nominato curatore

Dopo numerose avvisaglie e abbandoni un’altra (brutta) avventura finisce

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Il Chieti Calcio fallisce… ancora: nominato curatore

CHIETI. Il Tribunale di Chieti ha dichiarato il fallimento della Chieti Calcio. A portare a tale decisione sono state le istanze di alcuni creditori per circa 80.000 euro. Il Tribunale ha nominato curatore fallimentare la commercialista Nicla Corvacchiola.

«E' l'epilogo che ci si poteva aspettare - ha detto il sindaco Umberto Di Primio - dopo anni di scellerata gestione ma anche di totale abbandono da parte di chi in città poteva e non ha mai contribuito concretamente alle sorti economiche della Chieti calcio».

La squadra, ultima in classifica nel girone F della serie D, con appena un punto conquistato, domenica prossima 18 dicembre, quasi certamente non scenderà in campo nella gara in calendario al Guido Angelini con la formazione ravennate dell'Alfonsine. La società è latitante da settimane e la squadra, composta da tanti giovanissimi, è stata abbandonata da tutti, con diversi giocatori accasatisi altrove. Il tecnico Mariani già al 91' del match di Castelfidardo (Ancona) aveva in un certo senso gettato la spugna, dicendo che era ormai impossibile andare davanti.

Il tribunale civile era stato sollecitato da tempo per debiti mai pagati e così ieri il collegio presieduto da Nicola Valletta ha dichiarato la società fallita.

Finisce l’era del presidente del Chieti, Mauro Giacomini, per mano di soli tre creditori con i quali la società non ha trovato un accordo.

A conti fatti si tratta del secondo fallimento nel giro di dieci anni.

Il maggior creditore è l'ex vice presidente neroverde Walter Costa che richiede 70mila euro .

Hanno chiesto il fallimento del Chieti anche la Satam, azienda che opera nel settore del trasporto pubblico locale e che ha trasportato la squadra nelle trasferte, e Ciaotickets, società che si occupa dei servizi per la biglietteria.

La squadra riuscirà a terminare il campionato?

Difficile dirlo anche se in queste condizioni -e viste le modalità con le quali non si è riuscito ad evitare il risultato peggiore- tutto farebbe credere ad un prossimo ritiro dal campionato della Ssd Chieti calcio e conseguente radiazione.



Tra poche vittorie, molte sconfitte, proteste dei tifosi ma anche poca attenzione di istituzioni e imprenditori (che forse hanno fatto sentire la mancanza del giusto calore che si deve ad una squadra cittadina) sono passati i sette anni dell’ex presidente Walter Bellia, il direttore sportivo Alessandro Battisti,  il direttore generale Luciano Di Giampaolo.

Contestato dai tifosi nel 2015 Bellia lascia a Giorgio Pomponi da Roma con furore creando troppe aspettative per lo più disattese facendo montare solo la delusione ed il malcontento.
Stesso copione per il cambio di vertice: via Pomponi e dentro Mauro Giacomini, romano anche lui, che si imbarca in una avventura già compromessa, come la società indebitata anche se non per cifre stratosferiche. Un minimo margine di riuscita c’era ma non è stato raggiunto.

Ora si ricomincia da capo: tribunali, proteste, tifosi delusi, nuovi imprenditori, promesse e speranze.

Non sarà un primato assoluto ma far fallire due squadre di calcio in un decennio, aver cambiato tre presidenti, per un capoluogo di provincia come Chieti è di certo un primato negativo non trascurabile e che forse andrebbe studiato a fondo.

Già nel 2006 c’era stata  l'esclusione dai campionati professionistici e la ripartenza dalla Promozione con Giustino Angeloni, nel 2008 la sentenza del tribunale che dichiarò fallito il Calcio Chieti Spa.

Avanti un altro.