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Cmti Petroleum di Ortona, dipendenti senza stipendio da agosto

Entro il 12 dicembre dovranno decidere se farsi licenziare o andare avanti così

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Cmti Petroleum di Ortona, dipendenti senza stipendio da agosto

Dipendenti al lavoro off shore

ORTONA. I lavoratori della CMTI S.r.l. Society Petroleum di Ortona sono sempre più preoccupati per la situazione nella quale versa la loro azienda e di conseguenza del proprio futuro occupazionale.

La società è specializzata principalmente nella progettazione, prefabbricazione, montaggio e manutenzioni generali di impianti industriali onshore ed off-shore nei settori della petrolchimica e dell’energia. Tutto il personale della Società è altamente specializzato e qualificato.

Ad oggi, nonostante anche l' avvio di un tavolo istituzionale in Provincia di Chieti, non si riescono ad avere informazioni nemmeno minime sul proseguo di trattative enunciate fra la CMTI srl e altre aziende per eventuale cessione, affitto o vendita.

I lavoratori, raccontano per la Fiom Cgil di Chieti e per la Fim Cisl di Chieti Andrea De Lutis e Guido D' Accurzio, hanno le mensilità ferme al mese di agosto: «lasciamo solo immaginare quale possa essere la difficoltà. In questi mesi e a tutt'oggi, le maestranze hanno dimostrato un' attaccamento e una serietà ineguagliabile alla loro azienda e al loro posto di lavoro continuando a svolgere le proprie mansioni e i propri doveri a fronte delle gravose difficoltà economiche e delle incertezze sul futuro».

Ma adesso la situazione non è più sostenibile, entro il 12 dicembre dovranno decidere -vista anche l' incombenza della modifica degli ammortizzatori sociali dal 01 gennaio 2017- se farsi licenziare dall' azienda oppure rischiare di andare avanti senza stipendio, perdere il diritto all' indennità di mobilità a favore di quella della Naspi e comunque restando senza nessuna certezza sul proseguo del rapporto di lavoro che al massimo durerà per un ulteriore mese.

«Non è tollerabile», dicono i sindacati, «che questa azienda si spenga piano piano portando le maestranze ad abbandonare i propri posti di lavoro per stremo».

Ad oggi l' azienda dice che è alla continua ricerca di soluzioni sia per il personale di terra che per il personale impegnato sulle manutenzioni off-shore ma nei fatti non esiste nessun riscontro sulla veridicità di queste dichiarazioni, dicono allarmati i sindacati.

Il giorno 29 novembre, oramai alle strette, Fim e Fiom hanno scritto nuovamente all' Eni Spa, dopo la lettera del 6 ottobre scorso, per denunciare le difficoltà delle maestranze CMTI.

«Ad oggi», chiariscono De Lutis e D’Accurzio, «l' ENI Spa non ci ha fornito nessuna informazione e non ha preso nessun contatto con noi. Nella comunicazione di qualche giorno fa abbiamo chiesto nuovamente all' Eni Spa, in quanto committente, di non restare indifferente a quello che sta accadendo sui propri posti di lavoro e di voler favorire il recupero delle spettanze da parte di questi lavoratori».

E’ stato anche chiesto di prendersi l'impegno, nell' eventualità che la CMTI Srl sia sostituita da altre aziende, di voler garantire e favorire il passaggio dei lavoratori presso l'eventuale azienda che subentrerà nella commessa.