LA SENTENZA

Farindola. Processo Rigopiano, tutti assolti

L’inchiesta era una delle 4 costole dell’operazione Vestina

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Farindola. Processo Rigopiano, tutti assolti

FARINDOLA. Tutti assolti i sette imputati del processo Rigopiano («il fatto non sussiste»).

Vittoria in aula, dunque, per Paolo e Roberto Del Rosso, all'epoca dei fatti proprietari dell'Hotel Rigopiano, poi passato alla Gran Sasso Resort, Antonello De Vico, ex sindaco di Farindola, all'epoca consigliere comunale; Massimiliano Giancaterino (all’epoca sindaco di Farindola), gli assessori Ezio Marzola e Walter Colangeli, e Andrea Fusaro (consigliere comunale).

L’inchiesta era una delle quattro costole dell’operazione Vestina del pm Gennaro Varone.

L’ipotesi accusatoria, smontata durante il dibattimento, ruotava intorno a presunto denaro e posti di lavoro in cambio di un voto favorevole per sanare l’occupazione abusiva del suolo pubblico da parte della società Del Rosso. Per quel voto, ha sostenuto il pm, Giancaterino e De Vico avrebbero ottenuto dagli imprenditori «promessa di un versamento di denaro destinato al finanziamento del partito» e, in particolare, De Vico avrebbe ottenuto «il pagamento di 26.250 euro» che, dice ancora l’accusa, era «a adempimento parziale di un debito pregresso ma inquadrabile nel rapporto corruttivo».

Un reato, quello della corruzione, che l’attuale sindaco di Farindola ha sempre respinto con forza e due giorni fa, insieme agli altri imputati, ha incassato la vittoria.

Nel processo si era costituito parte civile l’onorevole Romano Scarfagna al posto del Comune che invece non si era costituito. Scarfagna aveva sfruttato una legge che permette proprio la costituzione di parte civile in subordine a qualunque cittadino nel caso in cui l'amministrazione protempore non lo faccia.