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Referendum, il Pd fa lo sgarro al Pd: dalla manifestazione esclusa Amato

Molti ma non tutti gli invitati a Vasto dove spicca l’assenza del deputato locale

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SILVIO PAOLUCCI E MARIA AMATO

Silvio Paolucci e Maria Amato

VASTO. Anche sulla manifestazione per il Sì al referendum a Vasto, organizzata dal Pd, il Pd riesce a fare polemiche con se stesso.

Non ci si spara per la polvere e allora si passa ai coltelli (metaforici per-carità-di-dio...) colpendo alle spalle qualche “compagno” troppo libero o indipendente. Il boato striscia sui social ed è già rimbalzata dentro le stanze della segreteria provinciale di Chieti che ultimamente sta incassando non pochi colpi da quella minoranza che non ci sta ad un certo modo di gestire il partito.

Il casus belli è l’incontro con il ministro Beatrice Lorenzin nel quale parleranno il sindaco Francesco Menna, il presidente Luciano D’Alfonso, la sottosegretaria Ncd Federica Chiavaroli e l’assessore alla sanità Silvio Paolucci, in veste anche di organizzatore dell’iniziativa.

Una occasione di propaganda a 360 gradi dove parlare di referendum ma soprattutto di riordino della sanità e di cemento sanitario con la costruzione dei 5 nuovi ospedali programmati.

Il fatto è che Vasto esprime in parlamento anche un deputato che è proprio componente della commissione sanità, dunque sarebbe un esponente autorevole e pertinente ed essendo persino del Pd uno sarebbe portato a credere che nessuno steccato ideale o culturale si sarebbe frapposto ad un invito formale.

Evidentemente altre ragioni molto più serie hanno indotto gli organizzatori a non far sapere nulla a Maria Amato che lo ha appreso come gli altri dai manifesti.

Per un certo Pd deve essere una colpa grave contestare i detentori pro tempore del potere per scelte e metodologie di gestione della cosa pubblica e del partito.

Non gliele manda a dire Angelo Bucciarelli, ex segretario dell’assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, e vicino ad Amato, parte di quel Pd che vorrebbe aspirare a qualcosa di diverso.

«Maleducazione istituzionale», scrive, «senza precedenti, a Vasto, dopo settimane e mesi di silenzio durante la campagna elettorale referendaria,  vivaddio! Si organizza una manifestazione per il "Sì" ma non si ha la buona creanza di invitare Maria Amato, Parlamentare Pd di Vasto, componente della commissione Salute della Camera dei Deputati, per misere e volgari beghe di partito».

« Qualcuno che legge», spiega Bucciarelli, « penserà che tutto il partito del Pd è così, ma non è vero. Il Pd ha al suo interno uomini e donne il cui atteggiamento, l'educazione, il modo di fare e di essere sono legati a uno stile di buon comportamento, e non cadono in queste miserrime provocazioni. Così facendo non offendono solo la Parlamentare di Vasto, ma anche Vasto, non riconoscendole il ruolo che le spetta in quanto rappresentante di queste terre. E tenendo da parte la ministra e la sottosegretaria, che nulla sanno delle beghe vastesi e abruzzesi piddine, si è assessore regionale, si è sindaco, anche perchè si tengono comportamenti istituzionali, si rispetta il territorio che si vuole rappresentare, si è attenti alle persone, chiunque esse siano, si ascolta anche chi dissente, perchè, magari, potrebbe avere un'idea migliore della tua, o anche solo averne una, di idea. Devono davvero avere dentro una rabbia contro chi non è d'accordo con loro, se si comportano in questo modo, con scarso rispetto! Questo comportamento ferirebbe chiunque, è chiaro», aggiunge Bucciarelli, «soprattutto chi esercita la politica come servizio e non come fonte di sostentamento, e procura cicatrici grosse nell'anima. Ma sono certo che chi fa politica per servizio continuerà a rispondere alle scorrettezze con bellezza e speranza, cioè sentimenti che, insieme ad un comportamento corretto ed istituzionale, servono a Vasto e al suo territorio. Lo stile uno o ce l'ha altrimenti non se lo puó dare».