L'INCHIESTA

Inchiesta appalti a Giulianova. Il sindaco smonta la questione della “determina sospetta”

«Errore grossolano, documenti di luglio pubblicato a novembre».

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Inchiesta appalti a Giulianova. Il sindaco smonta la questione della “determina sospetta”





GIULIANOVA. «Misteri? Dubbi? Aspetti oscuri? Macché. Solo un errore grossolano da parte di chi, pur avendo anni di esperienza alle spalle, sia come ex sindaco che come consigliere comunale, non ha notato un dato pur macroscopico e scritto in tutta evidenza. E cioè che la determina è stata firmata dalla dirigente Maria Angela Mastropietro il 13 luglio. La data del 14 novembre 2016 è solo quella dell'apposizione del visto di regolarità contabile da parte del dirigente Corinto Pirocchi».

Il sindaco Francesco Mastromauro interviene a chiarimento dopo il comunicato diffuso da Il Cittadino Governante, l'associazione rappresentata in Consiglio comunale da Franco Arboretti.

Nel comunicato, infatti, sono stati avanzati dubbi su una determina che revoca a sua volta tre determinazioni dirigenziali inerenti il pagamento di emolumenti relativi al fondo per la progettazione per un totale di quasi 18 mila euro.

Il clima in città è infuocato: la Procura di Teramo sta indagando (pm Luca Sciarretta e Andrea De Feis) su alcuni appalti cittadini e sono 7 le persone indagate tra cui la dirigente Maria Angela Mastropietro e sei responsabili o proprietari di ditte private, per delle presunti ipotesi di corruzione, abuso d’ufficio e turbativa d’asta.

Secondo Il Cittadino Governante la determina del 14 novembre, definita “sospetta”, sarebbe a firma della dirigente Mastropietro nel suo ultimo giorno di lavoro e rappresenterebbe un “oscuro aspetto” anche perché la revoca delle retribuzioni sono collegate anche a lavori eseguiti dalla ditta ‘Costruzioni Stradali Di Eleuterio s.r.l.u.’, ditta legata ad una delle figure indagate dalla Procura.

Ma come detto secondo Mastromauro non c’è nulla di anomalo: «la determina non è stata firmata dalla Mastropietro il 14 novembre. E viene pertanto meno un primo elemento che per Il Cittadino Governante è fonte di sospetti. Ma viene anche meno il secondo elemento di dubbio, riguardante il perché di quell'atto. Ed è una ragione squisitamente giuridica».

Mastromauro spiega che la revoca si deve infatti alle modifiche apportate agli articoli 92 e 93 del Decreto legislativo 163/06: «insomma per poter procedere ad un corretto utilizzo delle somme accantonate risulta necessario modificare o riapprovare il vigente Regolamento per il riparto delle somme accantonate ai sensi dell'art. 92 del Dlgs 163/2006 approvato con la Delibera di Giunta n. 320 del 14 agosto 2008. Mi rendo conto che è un passaggio complesso per il cittadino. Ma non è una scusante per chi ha responsabilità, come il Cittadino Governante, che con leggi, norme, regolamenti e carte dovrebbe avere dimestichezza. Altrimenti si corre il rischio di gettare fango sulle persone rendendo veritiere le parole dello statunitense Josh Billings, secondo cui meno si sa più si sospetta».