BECCATO

Altro dipendente della Asl L’Aquila nei guai per il doppio lavoro

Sequestro da 430mila euro. Aveva una ditta ed un fiorente giro d’affari

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1012

finanza

L’AQUILA. Questa mattina i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza dell’Aquila hanno eseguito un sequestro conservativo disposto dalla locale Corte dei Conti per un valore di € 430.000 nei confronti di un dipendente della “ASL 1 Avezzano Sulmona L’Aquila” che ha svolto, «in modo continuativo e non occasionale, una lucrosa attività libero professionale all'insaputa dell'amministrazione d'appartenenza».

Le investigazioni delle fiamme gialle hanno permesso di appurare che il dipendente, dal 2010 al 2013, sebbene titolare di un incarico a tempo pieno, esercitava una fiorente attività di consulenza d'impresa a favore di numerosi soggetti privati.

Gli elementi raccolti nel corso degli accertamenti dimostrerebbero chiaramente come l'attività extra professionale esercitata dal dipendente pubblico venisse svolta con regolarità, sistematicità e ripetitività. Anche gli adempimenti fiscali osservati dal trasgressore erano sintomatici della consapevolezza, da parte dello stesso, di esercitare con abitualità e professionalità un'attività economica.

Dal 1 settembre 2009, il dipendente ha costituito anche una vera e propria ditta individuale con partita IVA compilando, in sede di dichiarazione dei redditi, il quadro “RE – Redditi di lavoro autonomo derivante dall'esercizio di arti e professioni”.



Dall'acquisizione e dal successivo esame della documentazione amministrativo/contabile in possesso del pubblico dipendente, dei committenti degli incarichi extra istituzionali e dei tenutari delle scritture contabili della predetta ditta individuale, è emerso, in definitiva, che gli incarichi extra-istituzionali di consulenza amministrativa svolti dal dipendente pubblico consistevano in una lucrosa e redditizia attività di mediazione volta principalmente a procacciare per conto di imprese edili e studi di architettura incarichi e commesse relativi ad innumerevoli lavori di ricostruzione/ristrutturazione degli edifici danneggiati dal sisma del 2009.

Gran parte della documentazione rinvenuta ed esaminata dai finanzieri riguarda infatti fatture emesse dal dipendente pubblico riportanti causali quali, “attività di management”, “marketing”, “ricerca clienti”, “procacciatore d'affari”, “consulenza”, “assistenza e analisi di mercato”.

La prevalenza dell'attività libero professionale esercitata dal dipendente in questione rispetto a quella istituzionale emergeva in modo ancor più lampante dalla quantificazione dei compensi complessivamente percepiti. Rapportando le due diverse tipologie di introiti, risultava infatti chiaramente che l'attività extra-istituzionale non fosse solo adeguatamente lucrativa ma, in alcuni anni, addirittura prevalente rispetto a quella svolta alle dipendenze dell'ente pubblico.

Nel 2012 l’uomo dalla sua impresa avrebbe guadagnato 230.000 euro circa, importo, questo, di ben 10 volte superiore allo stipendio annuo percepito dall'ente di appartenenza.



Secondo le fiamme gialle il dipendente della Asl avrebbe violato l'art. 53 del D.Lgs n. 165/2001 che prevede anche l'obbligo di versamento del compenso indebitamente ricevuto su un conto corrente dedicato dell'Amministrazione d'appartenenza, per essere destinato ad incrementare il fondo di produttività dell'ente medesimo.

Il dipendente avrebbe inoltre violato il regolamento della ASL d'appartenenza che ammette l'esercizio di attività libero professionali da parte dei propri dipendenti a condizione che queste integrino il requisito della saltuarietà ed occasionalità, stabilendo, a priori, un limite massimo di incarichi extra lavorativi, riferito all'anno solare, pari a 30 giorni, o, in alternativa, a 240 ore e per un compenso complessivo non superiore ad euro 5.000 lordi.

In totale il danno erariale stimato ammonterebbe a 430mila euro che è la cifra posta sotto sequestro oggi.