OSTINAZIONE COSTOSA

Cassazione bacchetta Comune Lanciano: «ci ha interpellati per 152 euro»

Ermellini paventano danno erariale

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2002

Comune Lanciano vince causa con Circolo Casa di Conversazione

LANCIANO. Una causa portata avanti per quasi 10 anni per recuperare una cifra (peraltro non dovuta) pari a 152 euro.

E’ l’incredibile storia cominciata nel 2006 e conclusasi nei giorni scorsi con una tripla mazzata per il Comune di Lanciano che ha dimostrato una ostinazione fuori da ogni logica.

E a conclusione di tutto è arrivata anche la bacchettata della Corte di Cassazione che ha richiamato il Comune per aver interpellato gli ermellini per il recupero di una cifra irrisoria e instaurato una causa antieconomica.

Insomma l’amministrazione pubblica si è sobbarcata un migliaio di euro di spese legali per risolvere una questione di pochi euro che tra l’altro, dice sempre la Cassazione, era facilmente risolvibile già in prima battuta.

Per questo i supremi giudici paventano addirittura un possibile danno erariale alle casse pubbliche.

E non si tratterebbe nemmeno di un caso isolato.

La vicenda è quella relativa al pagamento di una rata dell’Ici: il Comune contesta ad una cittadina il mancato versamento della quota.

Ma la contribuente, assistita dal tributarista Francesco Paolo D'Orsogna, ha facilmente dimostrato che il Comune si stava sbagliando: ha prodotto la fotocopia della ricevuta e riteneva che la vicenda potesse concludersi così.

Me le cose sono andate diversamente. Perché è a questo punto che è partita la contromossa.

Già nel 2010 la Commissione tributaria provinciale di Chieti aveva chiuso il caso ritenendo cessata la materia del contendere in quanto la contribuente aveva dimostrato di aver pagato.

Il Comune però si è ostinatamente incaponito e ha presentato un ricorso alla Commissione tributaria regionale che a dicembre 2011 ha dichiarato il ricorso inammissibile perché tardivo.

C’è stato dunque il ricorso in Cassazione perché il Comune ha contestato i tempi sostenendo che il proprio ricorso era nei tempi.

Ma anche questo ricorso è stato respinto, con richiamo finale.

«Va stigmatizzato», scrivono i giudici, «il comportamento del Comune che ha impegnato la Corte di Cassazione per un giudizio del valore di € 152, ben potendosi profilare anche un possibile danno erariale per i costi sostenuti per proporre un ricorso per cassazione che appariva già "prima facie" infondato e, comunque, all'evidenza antieconomico».

Come detto pare che questo non sia un caso isolato ma che il Comune abbia agito allo stesso modo più volte.

Sarebbe interessante conoscere dall’amministrazione pubblica quanti casi del genere ci sono stati e soprattutto a quanto ammonta la cifra spesa per sostenere le proprie ragioni.

a.l.