LA SENTENZA

Riorganizzazione Politiche agricole, Tribunale: «da Regione comportamento antisindacale»

Sindacati soddisfatti

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Riorganizzazione Politiche agricole, Tribunale: «da Regione comportamento antisindacale»

TERAMO. Il Tribunale Ordinario di Teramo ha dichiarato antisindacale il comportamento della Regione laddove ha proceduto a collocare in disponibilità parte del personale della Direzione Politiche agricole senza consultare le organizzazione sindacali.

Di fatto la riorganizzazione è annullata, gli oltre 400 dipendenti della struttura tornano tutti allo stesso livello e si dovrà cominciare una nuova procedura.

Il Tribunale, infatti, con la sua sentenza «inibisce alla Regione Abruzzo la reiterazione di tali condotte e condanna la stessa a rimuovere gli effetti» e a pubblicare negli uffici la sentenza.

La Regione è stata condannata anche al pagamento delle spese di lite: 3.772 euro oltre a rimborsi e iva.

I sindacati 9 mesi fa aveva lanciato l’allarme chiedendo di bloccare o arginare i danni derivanti dalla determina dirigenziale 22 del 22 gennaio scorso con la quale decine di unità di personale venivano trasferite di ufficio senza nessun confronto preventivo e organizzazione interna.

«I trasferimenti», lamentavano i sindacati, «oltre a creare forti disagi al personale regionale creeranno ripercussioni negative sulla filiera agricola della Regione Abruzzo».

Già prima il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, aveva invitato in Commissione il direttore e l’assessore regionale per capire i criteri e le motivazioni della riorganizzazione  con la quale buona parte del personale degli uffici periferici, indispensabile e vitale per il mondo agricolo, veniva trasferita a Pescara.

Una scelta «scellerata e immotivata», l’aveva definita Febbo, «che da una parte disorienta gli agricoltori e dall’altra rallenta le procedure della Regione Abruzzo come quelle per il PSR».

E oggi Febbo rincara la dose: «la tanto osannata riorganizzazione fortemente voluta da D’Alfonso si è rivelata un clamoroso flop così come avevo preannunciato e più volte denunciato», denuncia il presidente della Commissione di Vigilanza. «Questo passaggio», spiega Febbo, «comporterà un ulteriore blocco dell'attività amministrativa e di conseguenza dell’impegno dei fondi europei. Oltre al danno la beffa perché oltre ad annullare tutti gli atti la Regione è stata condannata a pagare le spese legali. Davvero un’altra brutta pagina per questo governo regionale».

SINDACATI SODDISFATTI

Il segretario regionale Uilfpl Pino De Angelis e il segretario Territoriale di Teramo Alfiero Antonio Di Giammartino con grande soddisfazione dichiarano:  «questo sindacato - ancora una volta in perfetta solitudine-, si è visto costretto a rivolgersi al Giudice di merito al fine di tutelare e difendere tutti quei dipendenti regionali inopinatamente collocati in disponibilità dal Dipartimento “politiche dello sviluppo rurale e della pesca”  nonché allo scopo di fronteggiare e contrastare le continue “scorribande gestionali” ai danni dei dipendenti che si vedono costretti a subire unilaterali provvedimenti di dubbia legalità - oltre che ingiusti e punitivi -, non sempre informati al rispetto dei principi fondanti dell'azione della Pubblica Amministrazione, vale a dire ai principi della buona fede, della correttezza, della trasparenza e del buon andamento».

«Abbiamo assistito», continuano i due esponenti sindacali, «ad una stagione dove molti dipendenti regionali sono stati trattati come mobili e suppellettili da traslocare in altro sito, o meglio stimati come manovalanza, di basso profilo, a carattere stagionale, da trasferire alla bisogna, dimenticando la natura eminentemente intellettuale necessaria per lo svolgimento delle rispettive attività specialistiche».