LA PROTESTA

Terremoto, sindaco Atri furioso: «è vergognoso, siamo allo sbando, vogliamo la Protezione Civile»

«Situazione più grave del 2009 ma mediaticamente sembra che vada tutto bene»

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Terremoto, sindaco Atri furioso: «è vergognoso, siamo allo sbando, vogliamo la Protezione Civile»

Gabriele Astolfi

ABRUZZO. A quasi 36 ore dalla scossa di domenica mattina sale la tensione tra gli amministratori pubblici del teramano, quelli che in queste ore in Abruzzo si trovano a dover fronteggiare la situazione più difficile.

Già perché in tutta la provincia sono oltre 3 mila gli sfollati anche se dalla Regione c’è stato quello che sembra un black out informativo.

Fino a domenica sera, infatti, si continuava a parlare ufficialmente di 400 sfollati mentre già la Prefettura di Teramo aveva diffuso numeri totalmente diversi (subito rilanciati da PrimaDaNoi.it) raccontando come la realtà fosse assai diversa. Duemila sfollati solo a Montorio al Vomano e un altro migliaio negli altri comuni.

Con il sorgere del sole e l’avvio di una nuova settimana è cresciuto anche lo sconforto: «il centro storico di Atri è quello più grande e più vasto dopo Teramo», ha denunciato il sindaco Gabriele Astolfi. «Questa mattina la Regione mi ha chiamato per chiedermi di partecipare alla riunione del 10 con Renzi (il 10 novembre visita del premier a Pescara, ndr.). Io ho detto che sto facendo i sopralluoghi sul territorio. È vergognoso. Non è che siamo lasciati soli, siamo proprio allo sbando».

Il primo cittadino di Atri, sottolineando che non vuole lamentarsi rispetto ad altre situazione più gravi e che il comune ha avuto danni «anche se non importanti», ha aggiunto: «Combattiamo con la paura delle famiglie, preoccupate per le scuole, abbiamo anche un ospedale con verifiche da fare al reparto di rianimazione. Credo che la protezione civile possa fare una visita. Non sto chiedendo soldi o uomini, solo un tecnico di protezione civile che faccia i sopralluoghi con noi».

Si è concentrato sulla scarsa informazione il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi: «Dai media - ha detto - sembra che noi non abbiamo avuto ripercussioni. Io come comune ho subito molti più danni adesso che nel 2009 dopo il terremoto dell'Aquila. A Teramo le scuole riapriranno lunedì prossimo per consentire tutte le verifiche».

Proprio in città è aumentato il numero degli sfollati: ai 261 di ieri si sono aggiunte oggi altre 56 persone interessate dalle 8 ordinanze di sgombero relative ad edifici privati di Forcella, Valle san Giovanni, Miano, Villa Ripa, Rapino, Spiano e Centro citta'. Complessivamente, ad oggi, sono pervenute al Coc 407 segnalazioni.

Ai senza-tetto e' stata proposta l'alternativa tra l'autonoma sistemazione o l'ospitalita' in albergo. Il 90% di essi, ha optato per la prima proposta.

Martedì riapriranno i cimiteri di Cartecchio, San Nicolo', Caprafico e Miano, mentre per gli altri frazionali ci sara' sempre domani un aggiornamento.

Alcuni sindaci chiedono attenzione alla Regione.

Come quello di Castelli, Rinaldo Seca: «Sono rimasto attonito quando ho visto che nemmeno Castelli era inserito nella mappatura della Regione. Io ho buona parte del centro storico chiuso, con i danni che si sommano a quelli del 2009».

Stessa protesta da parte del sindaco di Ancarano: «è strano che non ci sia il nostro Comune tra quelli mappati dalla Regione dopo il terremoto. Ancarano è sulla scia degli altri paesi, probabilmente si sarà trattato di un errore di battitura».

«Anche noi abbiamo avuto piccoli cedimenti in centro storico - dice Panichi - c'è una parte della torre lesionata. Stanno arrivando segnalazioni, anche per edifici privati, e siamo in attesa dei sopralluoghi dei Vigili del Fuoco».

«Noi siamo stati contattati ieri sera dalla sala operativa della Regione e abbiamo anche fatto una richiesta di 50 brandine - continua il primo cittadino - e quindi probabilmente crediamo che sia stato un errore di trasmissione o di battitura il fatto di non essere tra i comuni mappati. Succede, stiamo lavorando in emergenza.

Da parte del presidente della Provincia Renzo di Sabatino un quadro difficile: «Ci sono persone che sono uscite da casa, che chiedono le verifiche e che nel frattempo hanno bisogno di ricovero a Teramo, Montorio, Civitella, Torricella, solo per citarne alcuni. I dati che abbiamo sui danni sono ben superiori a quelli che stanno passando. La situazione è peggiore di come è apparsa sui mezzi di comunicazione nazionali, il dato è sottodimensionato».

DISTORSIONE DELLA REALTA’?

Dello stesso avviso anche il sindaco di Civitella Casanova, Marco D’Andrea, che sostiene: «purtroppo oggi oggi si vive in due dimensioni diverse, quella virtuale-mediatica, dove con una tavola rotonda, un selfie o una mail (che noi dei piccoli comuni spesso non possiamo nemmeno leggere) si pensa di aver risolto il problema. E poi c’è quella reale che si vive sul fronte, fatta di problemi veri e reali che si devono risolvere rimboccandosi le maniche e spesso risolvere senza avere alcun mezzo o supporto. La nostra popolazione vive la seconda realtà e noi siamo con loro: rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di vivere la realtà»




LE REGIONE IN RITARDO FRENA SUI NUMERI

La Protezione civile regionale nelle 48 ore dopo il sisma è stata sempre in ritardo anche negli aggiornamenti. Il primo report con una parte di danni, sfollati e interventi è arrivato il 31 ottobre alle ore 13 riportando dati aggiornati alle ore 9 (30 ore dopo la scossa di 6.5 delle 7.40). Il secondo report è arrivato la sera del 31 ottobre con dati aggiornati alle 13 ma in nessuno si parla esplicitamente, precisamente e complessivamente degli sfollati assistiti. La cifra ufficiale degli abruzzesi che dormono fuori rimane dopo 48 ore un mistero ma dovrebbe aggirarsi tra i 3mila ed i 4mila.

Quest’ultimo rapporto globale parla di 30 dipendenti della Regione al lavoro coordinati da 2 dirigenti, sono state attivate ed inviate 8 squadre cinofile, preallertate 30 Organizzazioni di volontariato con disponibilità per la partenza, 175 volontari impiegati nel territorio abruzzese e 37 impegnati fuori regione.

Sugli sfollati il report -controfirmato dal sottosegretario Mario Mazzocca- non coincide con i dati forniti da sindaci e Provincia di Teramo scontando la cifra del 50% così per la Regione i soli sfollati di quella provincia sono 1500 (invece che 3mila).

Lo stesso report della regione parla di 200 sfollati della provincia de L’Aquila ma non dà cifre sugli altri della Regione che pure potrebbero esserci e si deducono dalle entità dei danni e dai  Coc attivati nei comuni del Pescarese e del Chietino.

In totale coperte e letti forniti non superano le 500  unità.