LE ACCUSE

Calcio. Inchiesta Fuorigioco, la procura federale accusa 14 club. C’è anche Sebastiani

Anche Juve, Napoli e Inter deferiti,oltre 50 tesserati coinvolti

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Daniele Sebastiani

Daniele Sebastiani

ROMA.  «Violazione del codice di giustizia sportiva», 14 squadre nei guai. C’è anche il Pescara di Daniele Sebastiani.

Alla vigilia dell'attesissima sfida di campionato a Torino, Juventus e Napoli si trovano a giocare insieme, ma dallo stesso lato del campo, una partita di un campionato particolare, giocato questa volta da 14 squadre, tra le quali anche Inter e Genoa, con decine di calciatori, dirigenti, agenti da una parte e la Procura della Figc dall'altra, mentre l'arbitro obbligato è il Tribunale federale.

A dare il calcio d'avvio è stata la Procura, che ha deferito le società e i tesserati dopo l'indagine avviata in base all'inchiesta 'Fuorigioco' dei pm di Napoli, riconducibile a un giro milionario di false fatture, che ha visto indagati 64 tra calciatori, procuratori e dirigenti di club per reati tributari che vanno dall'evasione fiscale alle false fatturazioni.

Il nuovo scandalo del calcio esplose a gennaio e coinvolse ben 32 società.

Gli accertamenti della guardia di finanza, avviati anni prima, avevano rilevato presunti illeciti collegati alle operazioni di mercato, attraverso un sistema che da un lato avrebbe sottratto soldi alle casse dello Stato, dall'altro favorito società, calciatori e, soprattutto, i loro agenti.

La Procura federale ha lavorato a fondo sugli atti ricevuti lo scorso febbraio e infine ha stretto il cerchio attorno a 14 club - Inter, Juve, Napoli, Palermo, Chievo, Genoa, Pescara, Catania, Cesena, Ternana, Vicenza, Livorno, Grosseto e Reggina - «a titolo di responsabilità diretta, per una serie di violazioni del codice di giustizia sportiva e del regolamento agenti di calciatori».

Le posizioni di altre due società, Lazio e Portogruaro, sono invece state archiviate.

Una cinquantina i tesserati deferiti, tra i quali i procuratori Alessandro Moggi - al quale sono dedicate numerose delle circa 60 pagine dell'atto di deferimento - e Riccardo Calleri, i dirigenti Jean Claude Blanc e Alessio Secco (all'epoca dei fatti alla Juve), Aurelio de Laurentiis e Pierpaolo Marino (Napoli), Giorgio Perinetti (Siena), Giovanni Sartori (Chievo), Igor Campedelli (Cesena) e Mario Cognigni (Fiorentina). Quanto ai calciatori, o ex, sono stati deferiti anche Ciro Immobile (all'epoca alla Juve e al Genoa), Guglielmo Stendardo (Atalanta), Giuseppe Sculli (Genoa e Lazio), Adrian Mutu (Fiorentina), Hernan Crespo, Diego Milito, Thiago Motta e Hugo Campagnaro (Inter), German Denis (Atalanta). Ora la palla passa alla Disciplinare, per un campionato che si annuncia lungo.



PESCARA CALCIO

Tra le accuse mosse ad Alessandro Moggi c’è quella che riguarda il conflitto di interessi  «avendo curato, in forza di formale mandato conferitogli, gli interessi della Delfino Pescara 1936 s.r.l. nell’ambito della stipulazione del contratto tra tale ed il sig. Juan Fernando Quintero Paniagua del 16.7.2012, nonostante la prestazione di attività quale agente nell’ambito del medesimo accordo ed in favore del citato calciatore da parte dell’Agente Riccardo Calleri, con ciò determinando una situazione di conflitto di interessi, in quanto tra il sig. Moggi ed il sig. Calleri era in essere un rapporto di collaborazione e cooperazione costante e permanente»

Stessa accusa per Calleri.

Il patron Daniele Sebastiani, invece, Presidente con poteri di rappresentanza della società Delfino Pescara 1936 s.r.l. è accusato di essersi avvalso dell’opera professionale degli agenti Moggi e Callieri sempre per l’acquisto di Quintero e di essersi avvalso di «Alejandro Mazzoni, conferendo allo stesso incarico a mezzo di scrittura privata priva di data, mentre lo stesso assisteva di fatto anche il sig. Nicolas Alexis Bianchi Arce, in assenza di formale mandato conferito, nell'ambito della stipulazione del contratto tra il citato calciatore e la Delfino Pescara 1936 s.r.l. del 3.1.2013, con ciò determinando una situazione di conflitto di interessi»

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