TRUFFA QUOTIDIANA

Terremoto. Danni e perizie falsi per ottenere contributi pubblici

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

284

False fideiussioni Confideuropa: 1.000 truffati e 3 arresti a L’Aquila


L’AQUILA. Ancora una presunta truffa sui fondi del terremoto de L’Aquila.

Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza dell’Aquila ha eseguito un sequestro conservativo disposto dalla locale Corte dei Conti di disponibilità finanziarie, beni immobili e quote societarie per un valore di € 827.000 nei confronti di tre persone fisiche e di una società operante nel settore della tecnologia informatica, beneficiaria di contributi sia comunitari, percepiti nell’ambito dei Fondi Strutturali POR FESR 2007/2013 (stanziati per la riattivazione di attività produttive delle imprese nell’area del cratere sismico), che nazionali, erogati dai comuni di L’Aquila e Fossa a titolo di indennizzo per i danni subiti a seguito del terremoto.


La misura cautelare appena eseguita scaturisce da una segnalazione inoltrata alla Procura Regionale della Corte dei Conti Abruzzo al termine di una indagine conclusasi nel 2015 che hanno permesso di accertare una truffa aggravata ai danni dello Stato realizzata dal rappresentante legale della società, il quale, attraverso la produzione di dichiarazioni fittizie e di false perizie attestanti l’entità dei danni subiti dall’azienda a causa del sisma, otteneva indebitamente le dette misure di sostegno.


Le investigazioni dei finanzieri facevano pertanto emergere un danno erariale patito dalle pubbliche finanze, a causa dei contributi illecitamente percepiti, sia dalla Regione Abruzzo che dai citati enti comunali, per un importo complessivo di circa 700.000 euro. Tale danno, prontamente segnalato dai finanzieri alla magistratura contabile, cui va aggiunto il danno subito dall’amministrazione per i costi sopportati e le risorse vanamente impiegate nell’iter complessivo dell’istruzione, erogazione, gestione, revoca e recupero dell’elargizione stessa, è stato quantificato dal magistrato contabile in euro 827.000, il cui valore corrispondente veniva sottoposto al sequestro conservativo appena eseguito.