MISTERI ITALIANI

Morte ispettore Donatoni, il processo parte dopo 20 anni

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1997 sequestro Soffiantini: «l’ispettore Donatoni fu ucciso da “fuoco amico”»

 

ROMA. Processo rinviato per Stefano Miscali e Claudio Sorrentino, colleghi dell'ispettore dei Nocs, Samuele Donatoni, ucciso, secondo una perizia, dal 'fuoco amico' la notte del 17 ottobre del 1997 a Riofreddo nel corso di un blitz per liberare l'imprenditore Giuseppe Soffiantini.

I due sono accusati di calunnia (il reato di omicidio colposo è prescritto) mentre Sorrentino è accusato anche di falsa testimonianza, per aver in sostanza 'coperto' Miscali. La decisione è stata presa dal giudice monocratico Manuela Atura, che ha accolto l'istanza di incompetenza per materia presentata dagli avvocati di Sorrentino.

A celebrare il processo, la cui prima udienza è fissata per il 6 febbraio del 2017, sarà dunque la V sezione collegiale del tribunale di Roma.

Secondo l'accusa, Miscali - che, stando alla perizia sarebbe l'agente che ha involontariamente ucciso Donatoni - e Sorrentino avrebbero accusato, sapendoli innocenti, i banditi protagonisti del conflitto a fuoco avvenuto a Riofreddo. In numerosi processi relativi al sequestro di Soffiantini fu ritenuto che ad uccidere l'ispettore dei Nocs, con un colpo di kalashnikov, fosse stato il bandito Mario Moro, a sua volta morto in una successiva sparatoria con le forze di polizia. Miscali, che nel corso del blitz a Riofreddo si trovava a pochi metri da Donatoni, ha sempre negato di aver sparato la sera del 17 ottobre 1997.

In particolare, ha respinto la ricostruzione secondo la quale avrebbe impugnato la beretta d'ordinanza, arma che in base alla perizia provoco' il decesso dell'ispettore, sostenendo che aveva in mano un fucile a pompa calibro 12.