IL FATTO

Portiere accoltellato al pronto soccorso di Pescara, «serve vigilanza armata»

L’appello della Uiltucs

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Pronto soccorso pescara

Ospedale di Pescara

PESCARA. «La vigilanza di postazioni sensibili non può essere lasciato nelle mani di personale disarmato».

Ne è convinto il segretario regionale di Uiltucs Abruzzo, Alberto Stampone, dopo l’accoltellamento, qualche notte fa del portiere del pronto soccorso.

L'uomo, un 32enne di Montesilvano, è stato ferito alla mano, fortunatamente in maniera lieve, da un uomo che si è presentato al Santo Spirito in stato di alterazione, cominciando a gridare.

Il fatto si è verificato intorno alle 24 di venerdì scorso: l'aggressore si è presentato in ospedale in stato di alterazione e ha cominciato a gridare. A quel punto il 32enne, che lavora al Santo Spirito per conto della coop Diogene, lo ha invitato a uscire, ma per tutta risposta l'uomo ha tirato fuori un coltello e lo ha ferito a una mano. Sul posto è arrivata, poco dopo, la Squadra Volante, che ha bloccato l'esagitato mentre la vittima è stata medicata proprio al pronto soccorso.

Adesso la Uiltucs Abruzzo ribadisce la necessità e l’estrema urgenza, di convocare al più presto un tavolo Istituzionale che prenda posizione e valuti soluzioni affinché servizi di Vigilanza in postazioni sensibili, non vengano più lasciati, per motivi legati solo a riduzione dei costi, nelle mani di personale non armato che è sempre più chiamato a svolgere servizi delicati e pericolosi, senza avere l’adeguato addestramento.

Il sindacato ha sempre contestato con fermezza l’utilizzo di portieri in presidi pericolosi, soprattutto nelle ore notturne , dove il servizio di Vigilanza armata diventa un deterrente necessario e indispensabile per la tutela del personale operante e dei cittadini.