CERTEZZA DELLA LEGGE

Pescaraporto, per l’esperto il Consiglio comunale non serve ma un altro parere lo sconfessa

Il caso del parere a pagamento dell’avvocato Police opposto a quello di Antonio Sorgi

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L'avvocato Aristide Police

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PESCARA. Il Comune di Pescara non sa che fare e non sa a chi affidarsi.

Non si parla di santi, in questo caso, ma di procedura amministrativa perchè la matassa da sbrogliare della Pescaraporto, che sta costruendo 3 palazzi sulla riviera sud di Pescara, in prima fila sul mare, è diventata una patata bollente e non si può più sbagliare. Ma il problema è grosso: non si sa quale sia la procedura giusta da seguire.

Come si sa la ditta di Milia-Mammarella dopo aver costruito a ridosso dell’ex Cofa in deroga al Prg (che prevedeva un parco e verde pubblico) ha chiesto un cambio di destinazione d’uso da uffici ad appartamenti ma non si sa chi possa e debba autorizzare eventualmente questo cambio.

Nei giorni scorsi il Comune di Pescara si è affidato ad un super esperto per una consulenza speciale scegliendo un tecnico più che qualificato da curriculum strabordante: Aristide Police.

Il noto avvocato e consulente delle maggiori ditte italiane ed estere (Poste, Anas), banche, ma anche molte istituzioni pubbliche, ha sciolto la sua prognosi e dichiarato che il Comune deve rilasciare subito la licenza per gli appartamenti senza che il Consiglio comunale sia scomodato.

I consiglieri grillini, però, hanno letto ed analizzato la relazione che costerà al Comune alcune migliaia di euro ed hanno trovato molti e inspiegabili errori.

«Oltre al danno, la beffa», dicono i grillini, «sorge davvero il dubbio che un professionista con un impeccabile curriculum possa davvero aver scritto un tale insieme di corbellerie e che le abbia inviate in forma ufficiale ad un Ente comunale in qualità di esperto».

«Il parere cui il Comune dovrebbe affidarsi», commenta la consigliera Erika Alessandrini, «per decidere cosa fare sulla Pescaraporto è una tale collezione di errori, imprecisioni, strafalcioni normativi ed interpretativi che il Comune non solo non può ritenerlo attendibile per prendere alcuna decisione nel merito, ma dovrebbe evitare il pagamento della parcella al professionista e prevenire invece i danni che un testo del genere può provocare».

Tra gli errori segnali ci sono citazioni di leggi che di sicuro non riguardano il caso specifico, refusi che però si ripetono spesso.

«Nelle 28 pagine scritte dall'esperto avvocato Police», continua la Alessandrini, «gli errori che il M5s porta alla luce, oltre agli esempi fini qui riportati, sono non solo gravi ma anche troppo numerosi perché si possa ritenere accettabile la conclusione cui arriva: secondo l'esperto il cambio di destinazione d'uso può essere rilasciato direttamente dal Dirigente, con un permesso di costruire in variante e senza nemmeno il pagamento del contributo straordinario. Vista la scarsa attendibilità dei fondamenti su cui si basano i ragionamenti dell'avvocato, a nostro parere, non sono attendibili, a maggior ragione, le conclusioni cui è giunto».

Una nota ufficiale è stata inviata anche al sindaco che non sembra voler tenere in considerazione i rilievi emersi.




IL PARERE (GRATIS) DIMENTICATO DI SORGI

La giunta Alessandrini in imbarazzo su quale strada prendere, nella sua ricerca affannosa ha dimenticato un parere ufficiale già espresso da uno dei dirigenti della Regione che spiegava come dovesse interpretarsi proprio la leggere regionale alla base di tutto questo caso.

Antonio Sorgi -che pure ha avuto i suoi problemi giudiziari- è da un ventennio reggente di uffici tecnici di diversi Comuni oltre che essere stato ai vertici amministrativi dell’ente regionale nella segreteria del presidente Chiodi; insomma non un completo sprovveduto.

Nel suo parere, che pubblichiamo, si giunge ad una conclusione completamente opposta rispetto a quella di Police.

In pratica, dice Sorgi, nel caso di cambio di destinazione d’uso è il Consiglio che deve esprimersi.

Ma poi nel dubbio, visto che il Consiglio è formato da eletti dal popolo, quale sarebbe il grave errore di affidarsi ai rappresentanti del popolo?

Meglio un singolo dirigente?

Legge Regionale 49-12 Indicazioni Interpretative by PrimaDaNoi.it on Scribd