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Fallimento Libra, Daniele Toto e altri 4 a processo

Passivo di circa 5 mln di euro per 60 creditori

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DANIELE TOTO

Daniele Toto


PESCARA. Rischia il processo l'ex parlamentare Daniele Toto, 44 anni, eletto alla Camera dei deputati nel 2008 con il Popolo della libertà, poi passato a Futuro e libertà fino a diventare coordinatore del Partito liberale, incarico terminato nel 2015, dopo la richiesta della procura della Repubblica di Pescara per il fallimento dell'azienda di famiglia Libra.

Al termine dell'indagine coordinata dal procuratore capo facente funzioni, Cristina Tedeschini, e dal sostituto Barbara Del Bono, è stato chiesto il rinvio a giudizio per lui e altri quattro indagati nell'ambito del fallimento della società.

Il giudice per l'udienza preliminare di Pescara, Antonella Di Carlo, ha fissato il primo appuntamento in aula il prossimo 22 dicembre.

Insieme al 44enne nipote di Carlo, patron dell'omonimo gruppo industriale, sotto accusa sono finiti i suoi genitori, Mario Toto e Luciana Cipressi, oltre a Giovanni Di Patrizi, ultimo rappresentante legale della Libra, originario di Chieti, e a Giovanna Zambrelli, commercialista di Parma.

Ai primi quattro viene contestata l'ipotesi di reato di bancarotta, per la Zambrelli quella di false attestazioni nella relazione per il concordato.

Secondo quanto si è appreso, il fallimento dell'azienda, all'epoca operante nel settore delle macchine per l'edilizia con una trentina di operai, riguarderebbe un passivo di circa 5 milioni di euro in riferimento a circa 60 creditori.

Proprio la bocciatura del concordato preventivo chiesto dalla Libra, alla fine del 2013, ha fatto scattare le indagini della procura sui conti dell'azienda alla ricerca di presunte distrazioni di denaro.

Tra i creditori della Libra spunta anche un'azienda importante: la Toto costruzioni spa di Chieti che vanta un credito di quasi 1,5 milioni.

In particolare, le indagini della Guardia di finanza si basano sulla relazione del curatore fallimentare Sergio Cosentino, commercialista pescarese.

«Vero è che c'è una richiesta di rinvio a giudizio, vero è che Daniele Toto è indagato per bancarotta perché avrebbe distratto la somma di 10 mila euro - conferma il legale dell'ex parlamentare, Pasquale Scrivo - ma è altrettanto vero che lo stesso Daniele Toto, come persona fisica, ha un credito ammesso al passivo di 270 mila euro di cui 70 mila assistiti da privilegio».

«Insomma, avrebbe da un lato distratto 10 mila euro e dall'altra prestato soldi personali per 270 mila - prosegue - Ciò appare in stridente contrasto con il provvedimento dello stesso giudice delegato di ammettere al passivo i 270 mila, in seguito alla relazione del curatore fallimentare presentata dopo una verifica approfondita di tutte le scritture contabili».


Confida comunque di chiarire tutta la situazione l'avvocato Scrivo: «È evidente che ogni aspetto sarà verificato e confutato nell'udienza preliminare, abbiamo elementi esaustivi per smontare l'impianto accusatorio», assicura.