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Banca Adriatico, morto il presidente Giandomenico Di Sante

Il mobiliere divenuto banchiere si è spento questa mattina

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Banca Adriatico, morto il presidente Giandomenico Di Sante

TERAMO. Si è spento questa mattina, all'età di 80 anni, Giandomenico Di Sante, presidente del cda della Banca dell'Adriatico fino al maggio scorso.

Da tempo malato, era ricoverato da alcuni giorni in ospedale a Teramo. Attualmente presidente della Camera di Commercio di Teramo, amministratore unico della "Di Sante Mobili", presidente regionale di Confcommercio Abruzzo, Di Sante ha rappresentato un pezzo della storia di Teramo.

Nel corso degli anni ha ricoperto incarichi nel settore bancario e di rappresentanza in numerosi enti di categoria, rivestendo, tra la fine degli anni '70 e i primi anni '90, anche i ruoli di consigliere comunale prima e consigliere provinciale poi.

E' stato anche vice presidente dell'Unione Industriali della provincia di Teramo dal 1978 al 1985.

Noto come il mobiliere divenuto banchiere con la piccola Banca Popolare di Teramo e Città Sant’Angelo è riuscito a resistere in sella passando decenni sulla poltrona di presidente attraverso fusioni e incorporazioni.


È stato consigliere del Comune di Teramo dal 1975 al 1980, consigliere provinciale dal 1980 al 1990. Poi prima consigliere di amministrazione della Banca Popolare di Teramo e Città Sant'Angelo dal 1974 al 1977 per poi diventarne presidente.

Consigliere della Fondazione Università degli Studi di Teramo. Cavaliere di Gran Croce nel 2002, cavaliere di Gerusalemme e Cavaliere al lavoro nel 2008.

Dopo quest’ultimo riconoscimento, in una intervista a Il Centro disse: «nel centro Italia non è mai capitato che un banchiere sia diventato cavaliere del lavoro, è un orgoglio per l’Abruzzo e per Teramo. Il mio titolo più importante, in questo momento, è questo. Teramo e tutti coloro che sono accanto a me non avranno mortificazioni. E’ vero che io lavoro per diventare cittadino europeo, ma le radici sono le radici».

Descritto come l'ultimo immortale della politica teramana, inesausto è inesauribile, era finito nel 2015 al centro di una polemica per una presunta incompatibilità alla carica di presidente della Camera di Commercio di Teramo.


Di Sante era sposato con Margherita Di Febo, insegnante di matematica, da decenni impegnata in attività sociali. E’ stata presidente della Croce Rossa Italiana Sezione Femminile della Provincia di Teramo.

«ERA UN UOMO DEL FARE»

«Giandomenico Di Sante era un uomo del fare», ha commentato il presidente della regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso.

«L'energia e la tenacia che ha profuso nei molteplici incarichi che gli sono stati di volta in volta affidati - prosegue il governatore - sono state di esempio per i tantissimi che lo hanno circondato e che hanno avuto il piacere di lavorare con lui. Ha sempre interpretato i ruoli che ricopriva come missioni cui adempiere con diuturna solerzia. Giandomenico Di Sante era anche un gentiluomo d'altri tempi. Aveva sempre una parola saggia per tutti e aiutava in ogni modo chi aveva piu' bisogno. Credo che egli sia ascrivibile a buon diritto nella cerchia degli uomini illustri d'Abruzzo, coloro che hanno fatto si' che questa terra sia migliore di quella che hanno trovato all'epoca della loro nascita. Per questo ne piango la scomparsa con profondo dolore. Alla sua famiglia - conclude D'Alfonso - giungano le condoglianze mie e di tutti gli abruzzesi».

GIOVEDI’ I FUNERALI

La salma sara' esposta a San Nicolo' nella sua abitazione a partire dalle 17 di oggi.  I funerali si svolgeranno alle 10 di giovedi' nella chiesa San Francesco a San Nicolo' a Tordino.