IL CASO

«Incarico illegittimo» ma la Asl Pescara raddoppia il lavoro per Polidoro

Per il tribunale necessaria procedura pubblica

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Assistenza domiciliare al massimo ribasso, dubbi sull’appalto dell’Asl di Pescara

La Asl di Pescara

 

PESCARA. Dopo la batosta davanti al tribunale, la Asl di Pescara prosegue sulla propria strada e per il momento accantonando la recentissima decisione del giudice del Lavoro, Federica Colantonio.

Secondo il Tribunale l’incarico quinquennale di direttore medico del servizio di medicina legale conferito nel 2013 a Ildo Polidoro è da ritenersi illegittimo.

La vicenda, partita con un bando pubblico, si era poi chiusa con un affidamento diretto e l’ira di una aspirante candidata che ha portato la questione nelle aule giudiziarie.

Il giudice nelle scorse settimane ha intimato la revoca dell’incarico ma soprattutto ha chiesto alla Asl di effettuare una nuova selezione pubblica e trasparente.

Che cosa avrà fatto la Asl?

E’ tornata sui propri passi?

Si sta organizzando per effettuare una nuova selezione?

Non sembra affatto stando a quanto emerge da una delibera del manager Armando Mancini di qualche giorno fa. Il direttore generale, infatti, non solo tiene Polidoro in sella ma gli ha pure affidato un nuovo incarico grazie proprio alla sua qualità di direttore medico del servizio di medicina legale (quell’incarico definito illegittimo dal giudice).

La Asl, dunque, evidentemente convinta della bontà del proprio lavoro e in attesa del ricorso, non si smuove.

Così Polidoro è stato individuato come referente aziendale per ogni adempimento relativo a una recente convenzione  (di un anno) tra azienda sanitaria e la società di trasporto Tua per verificare  l'idoneità fisica e psicoattitudinale del personale addetto ai servizi di trasporto e non solo.

 

Ovviamente queste visite saranno a pagamento:  l'ufficio intramoenia e marketing  della Asl, si legge nella delibera firmata da Mancini, curerà i rapporti di tipo amministrativo contabile per quanto riguarda l'emissione di fatture insieme al referente (Polidoro) e la liquidazione dei compensi favore dei dipendenti interessati.

 

Insomma ci sarà un bel po’ di lavoro: si parla di un piano straordinario di visite mediche per circa 50 lavoratori,  un servizio richiesto proprio da Tua.

Bisognerà verificare i requisiti fisici, visivi, uditivi, psichici degli autisti, accertare che non siano presenti patologie invalidanti che interferiscono con la sicurezza della guida: problemi cardiovascolari, diabete, turbe psichiche, malattie neurologiche ma anche dipendenza da alcol o uso di sostanze illecite. Sarà effettuato infatti anche un drug test.

Secondo l'accordo il costo sarà di 57, 85 euro (iva esclusa) per le visite specialistiche. La cifra cresce di 10 euro per gli esami diagnostici.


Risulta intanto singolare il fatto che Tua si sia rivolta alla Asl di Pescara e non come sarebbe stato naturale a quella di Chieti visto che la sede legale è lì. Ad ogni modo sarebbe stato ancora più naturale, oltre che utile, che la società pubblica avesse stipulato un accordo simile con tutte e quattro le Asl e per ragioni molto semplici: un autista de L’Aquila, Teramo o Vasto  con l’attuale accordo è costretto a venire a Pescara, mentre avrebbe potuto essere visitato nella propria Asl di riferimento...

Così, invece, tutto ricade su un solo medico in regime di attività libero-professionale.

LA ASL: «ESEMPIO DI COLLABORAZIONE VIRTUOSA»

La direzione generale della Asl di Pescara tiene a precisare che le «prestazioni sono fuori dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e comportano un vantaggio per la Asl in quanto a pagamento. Trattandosi, inoltre, di accertamenti medico legali sono stati affidati alla struttura di medicina legale.  E’ stato individuato il dott. Polidoro, quale referente,  in quanto direttore pro tempore della medicina legale e in ragione della funzione svolta mentre per TUA sono accertamenti obbligatori previsti per legge che avrebbero dovuto richiedere a prezzi, forse, meno vantaggiosi ad altri soggetti».

«Si tratta quindi di un esempio di collaborazione virtuosa tra istituzioni che consente un risparmio per i cittadini della Regione», ha spiegato il manager Armando Mancini.

Secondo il presidente Tua, Luciano D’Amico, i benefici sarebbero diversi, sia in termini qualitativi che di economicità aziendale.

«Si eviteranno, infatti», ha detto D’Amico, «trasferte in distretti sanitari fuori regione, scomode per i lavoratori ed onerose per l’azienda. L’accordo permetterà, inoltre, di ottimizzare i servizi erogati poiché gli esami clinici di routine potranno essere effettuati, ad esempio, al termine del turno lavorativo, garantendo una continuità del servizio a pieno organico e limitando spese e costi per l’azienda in termini di giornate di permesso e rimborsi chilometrici. Stiamo lavorando per estendere questa convenzione anche per il personale addetto al ramo ferroviario sottoposto ad una normativa estremamente articolata soprattutto quando si viaggia sulla infrastruttura nazionale».