IL TESTIMONE

Inchiesta Earthquake. La storia della tangente “rubata” e la confessione dell’imprenditore

I soldi dovevano servire ad avere il bando prima della pubblicazione

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Inchiesta Earthquake. La storia della tangente “rubata” e la confessione dell’imprenditore

BUSSI. Un imprenditore che tenta il colpaccio per aggiudicarsi il maxi appalto della nuova scuola elementare di Bugnara: vuole conoscere in anteprima le carte.

Per questo è disposto anche a pagare una tangente di 10 mila euro.

Peccato che alla fine resti fregato e i soldi non gli vengano nemmeno restituiti.

C’è anche questo particolare episodio nella corposa ordinanza di custodia cautelare dell’inchiesta Earthquake che due giorni fa ha smantellato una associazione a delinquere intenzionata a mettere le mani sulla ricostruzione privata post sisma.

 

L’imprenditore rimasto a bocca asciutta e a tasche svuotate non la prende troppo bene. Non solo accusa i complici di essere poco onesti (nell’ambito di una maxi operazione che lo avrebbe portato ad aggiudicarsi fraudolentemente di un appalto di 8 milioni di euro) ma vuota il sacco con gli uomini della Forestale che arrivano a lui tramite alcuni documenti scovati durante le perquisizioni.

Gli inquirenti lo interrogano, lui parla ed ha anche già chiesto di patteggiare.

In tutto questo, sempre secondo gli inquirenti, c’è un altro pubblico ufficiale che sa tutto (pur non partecipando attivamente all’operazione) e sarebbe il vice sindaco e assessore ai Lavori pubblici di Bugnara, Domenico Taglieri.

 

L’imprenditore si chiama Alberto Cirimbilli, titolare della società Riabitat Srl. Racconta che Angelo Melchiorre, responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Bussi, dal primo agosto 2011 membro delle commissioni di gara del Comune di Bugnara, e dal 17 maggio 2013 responsabile coordinatore dell'ufficio territoriale per la ricostruzione dell'area omogenea numero 5,   si sarebbe dovuto adoperare per favorirlo nell'aggiudicazione dell'appalto integrato per la ristrutturazione della scuola Clemente  di Bugnara.

 

Cirimbilli, a sua volta, hanno ricostruito gli investigatori,  aveva stretto gli accordi illeciti con l'imprenditore Stefano Roscini.

 

LE RACCOMANDATE FURIOSE

Durante le perquisizioni fatte a carico di Melchiorre gli agenti della Forestale hanno trovato due raccomandate firmate proprio da Cirimbilli e indirizzate al geometra Antonio D'Angelo, dipendente del Comune di Bussi, distaccato all'ufficio tecnico di Bugnara,  a Melchiorre e a Roscini.

In una raccomandata datata 27 febbraio 2015 l’imprenditore chiedeva la restituzione ‘della documentazione’  consegnata ben due anni prima. Di che ‘documentazione’ si tratta? Di soldi, e quella è solo una parola ‘in codice’

In un'altra raccomandata dell’aprile 2015, che aveva spedito sempre agli stessi destinatari, annunciava di essere intenzionato a rivolgersi ad un avvocato per definire la questione che riguardava l'appalto della scuola di Bugnara.

A novembre del 2015 l’imprenditore viene sentito dal Corpo Forestale e lì parla.

Racconta di aver consegnato 10 mila euro in due trance da 5.000 al geometra D'Angelo e a Melchiorre (membro della commissione di gara)  per ricevere la copia del bando di gara prima della pubblicazione ufficiale nonché il progetto preliminare dei lavori.

Questo per  elaborare prima di tutti le proposte migliorative ed aggiudicarsi la gara per la scuola elementare.

 

«Ho conosciuto Stefano Roscini nel 2012.  Mi propose di venire in Abruzzo a svolgere i lavori della ricostruzione post terremoto 2009 perché aveva stretti legami con alcuni pubblici ufficiali abruzzesi legati alla ricostruzione, come Angelo Melchiorre o il geometra Antonio D'Angelo.

Roscini mi propose di lavorare in Abruzzo perché lui aveva già in corso altri lavori e non riteneva opportuno apparire direttamente per la gara di Bugnara come affidatario diretto.

Mi propose quindi di partecipare con la mia ditta, con l'impegno di girargli in subappalto il 30% delle opere cedibili a favore della sua ditta, per un importo che se non ricordo male era di circa 500.000 su 1,9 milioni complessivi».

 

Cirimbilli racconta che gli venne spiegato nei dettagli come ‘comportarsi’: «occorreva pagare i pubblici ufficiali altrimenti i lavori da ottenere non mi sarebbero mai arrivati».

L’imprenditore continua con i dettagli e davanti ai pm spiega anche che l’amico Roscini gli disse chi fossero questi pubblici ufficiali su cui fare affidamento.

 

«Ho scoperto che solo dopo l'aggiudicazione dei lavori occorreva anche corrispondere un 10- 15% degli stati di avanzamento a quegli stessi pubblici ufficiali che poi ho anche conosciuto personalmente.  Erano Melchiorre e D'Angelo».

 

«ERO IN RISTRETTEZZE»

 «Io ero davvero in condizioni di ristrettezze», continua Cirimbilli, «e dovevo prendere quel lavoro».

In banca la situazione non era rosea a causa di alcuni debiti: «dissi che dovevano aspettare e che appena prendevo lavori in Abruzzo avrei fatto subito la cessione di credito e pagato i miei debiti di circa 140.000».

 

L’uomo racconta anche il momento esatto in cui conobbe i due pubblici ufficiali che dovevano aiutarlo ad aggiudicarsi l'appalto.  

L'incontro avvenne un anno e mezzo prima del bando: «Roscini mi portò in Abruzzo in un ristorante nel territorio compreso tra Bussi e Capestrano.  Qui incontriamo Melchiorre e D'Angelo ed io, come da indicazioni di Roscini, consegnai nelle mani di D'Angelo, ma alla presenza di Melchiorre al quale il denaro era oltremodo indirizzato, la somma in contanti di 5.000 euro in pezzi da 100 euro, almeno credo. Erano soldi che io avevo prelevato in banca presso Unicredit filiale di Ellera (Perugia)  pochi giorni prima della consegna e parte di altri miei risparmi che avevo a casa».

 

«ORA SI VA AVANTI»

Dopo la consegna dei soldi,  racconta sempre Cirimbilli «sia Melchiorre che D'Angelo mi dissero che ora la procedura andava avanti e subito dopo, quando ci recammo nella piazza principale di Bugnara, mi consegnarono anche gli atti progettuali ed una bozza di bando. Insieme andammo anche a visionare la scuola da ricostruire. A casa mi resi conto che a quel punto, sulla base di quel materiale, potevo fare le proposte migliorative».

 

Ma c'è qualcosa che si intoppa perché il bando stenta a decollare. L'imprenditore ha però di nuovo occasione di incontrare Melchiorre e D’Angelo e in quella occasione versò la seconda parte del denaro pattuito,  ovvero altri 5 mila euro.

 

Ma quei soldi, in realtà, non hanno fruttato come sperava l’imprenditore e non sono serviti a nulla perché il bando delle opere della scuola è arrivato molto più tardi e la ditta di Cirimbilli non ha potuto nemmeno partecipare perché non venne avvisato in tempo.

L'uomo racconta di aver sollecitato più volte Roscini di aggiornarlo sui tempi della pubblicazione, richieste continue, ma che servirono a ben poco: «Mi tenne all'oscuro fino a che un giorno in prossimità della scadenza del bando stesso, era il 10 ottobre 2014, lo ricordo bene, mi disse che effettivamente era stato pubblicato fin dal 19 settembre.  Io rimasi basito e feci le mie rimostranze per questo comportamento scorretto ma a questo punto non avevo più i tempi tecnici utili a preparare la documentazione per partecipare alla gara».  

 

Roscini si giustificò dicendo che aveva avuto problemi familiari.

 

10 MILA EURO IN FUMO

Ma i 10.000 euro intascati dai due commissari di gara che fine hanno fatto?

 «Nessuno mi restituì denaro», racconta l’imprenditore. «Ho scritto a Roscini, a Melchiorre, e  D’ Angelo delle missive nelle quali, con un linguaggio criptico, chiedevo la restituzione dei ‘documenti’ ma ovviamente intendevo la restituzione del denaro già versato. Loro non mi hanno risposto ma alle ulteriori missive, quando dissi che volevo rivolgermi ad un avvocato, ottenni una risposta di Melchiorre dal tenore incomprensibile ed evasivo»

 

L’IMPRENDITORE E’ ATTENDIBILE

Secondo il gip l’imprenditore che ha confessato tutto è attendibile anche perché ha mostrato durante l'interrogatorio tutta una serie di documenti che confermano quanto da lui sostenuto, come ad esempio la bozza del bando di gara ma anche il progetto preliminare con il computo metrico.

 

«IL VICE SINDACO DI BUGNARA SAPEVA»

 A conferma delle affermazioni di Cirimbilli ci sono anche delle intercettazioni telefoniche.

In una Melchiorre contatta un certo Antonio dicendogli che aveva preparato una lettera di risposta a quella ‘stronza’,  riferendosi alla società di Cirimbilli, che aveva inviato la raccomandata poi sequestrata dalla Forestale.

Nella seconda conversazione invece Domenico Taglieri, vicesindaco e assessore ai lavori pubblici del Comune di Bugnara e cancelliere del tribunale di Sulmona, chiama Melchiorre  avvisandolo della lettera arrivata a D’Angelo (quella della richiesta di restituzione dei documenti).

Melchiorre confermò l'incontro avvenuto con Cirimbilli due anni prima per la gara d'appalto dicendo «lo so!  questo è successo che prendemmo un caffè lì,  due anni fa,  un anno e mezzo fa,  che questo voleva partecipare».

Secondo gli inquirenti dalla conversazione è evidente che anche Taglieri fosse  a conoscenza degli accordi illeciti perché Melchiorre «gli ha ricordato con linguaggio evidentemente convenzionale di un ‘caffè’ preso al bar in cui aveva visto delle persone».

Lo stesso Cirimbilli il 12 febbraio 2016, di nuovo davanti alla Forestale, riconobbe Taglieri come la persona che il giorno della seconda dazione aveva parlato con Roscini dell'appalto.

 

Alessandra Lotti