LE CARTE DEI CONTI

Il dirigente del Comune di Bussi e la “consulenza” con le ditte della ricostruzione

L’idea del centro termale, gli Arabi e l’assunzione della figlia

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Il dirigente del Comune di Bussi e la “consulenza” con le ditte della ricostruzione

Il contratto

BUSSI. Un contratto di consulenza scritto nero su bianco per stabilire come e quando pagare… le tangenti. Sì, perchè dopo l’emissione della «regolare fattura» (c’è scritto proprio così) i soldi transitavano dal Consorzio Gescom all’architetto Angelo Carmine Melchiorre.

Nulla di strano se non fosse che questi è il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Bussi, dal primo agosto 2011 membro delle commissioni di gara del Comune di Bugnara, e dal 17 maggio 2013 responsabile coordinatore dell'ufficio territoriale per la ricostruzione dell'area omogenea numero 5.

Un conflitto di interessi tanto colossale da trasformare magicamente quella consulenza in tangenti. «Corruzione», dicono la procura di Pescara e la Forestale che stanno indagando sul sistema messo in piedi dall’ottantenne ex colonnello dell’esercito Giampiero Piccotti con la fissa della milizia massonica e che ha avuto effettivamente il pregio di riuscire ad accaparrarsi praticamente tutto quello che era ricostruzione privata nella zona di Bussi e Bugnara.

E’ una figura centrale quella di Melchiorre in tutto il sistema di conquista degli appalti perchè costituisce il “cavallo di Troia” nella pubblica amministrazione, in grado di scardinare una cassaforte incredibilmente ricca.

Un doppio gioco, al di qua e al di là della barriera del controllo, che sarebbe andato avanti almeno fin dal 2011, come ritengono gli investigatori, i quali hanno trovato tracce di incontri non ufficiali con altri indagati già da allora.

Il contratto di consulenza è stato trovato nei computer degli indagati ed in qualche modo tenta di giustificare il passaggio -confermato e provato- dei soldi fin dal 2012, flusso che partiva dalla Tecnologica srl, società amministrata dalla moglie di Piccotti e proprietaria del consorzio Gescom, e finivano nelle tasche di Melchiorre pure assistito dalla coniuge.

Nell’allegato A al contratto di consulenza la sfilza di aggregati finanziati con soldi pubblici sui quali si poteva e doveva calcolare la percentuale del 4,5%.

Una scrittura privata che non sarebbe peraltro mai stata registrata e che -in caso di controversia- doveva essere risolta da un arbitrato che prevedeva tra i componenti il presidente del tribunale di Perugia.

Melchiorre avrebbe poi tentato di dare una parvenza di regolarità al contratto citando un atto amministrativo che doveva corrispondere ad una autorizzazione ricevuta ma la Forestale ha scoperto che in realtà l’autorizzazione non esiste (sarebbe stata illegittima). L’atto citato è semplicemente il suo distacco presso l’ufficio tecnico del Comune di Bugnara, su richiesta del sindaco di quel Comune, Giuseppe Lo Stracco.

Inutile dire che anche il distacco era un momento essenziale del piano messo in atto dai “conquistatori” umbri, grazie alle teste di ponte negli enti giusti, tanto che lo stesso nulla osta che autorizzava Melchiorre al distacco e le sue bozze sono state trovate nei computer di Stefano Roscini cioè l’imprenditore privato del consorzio Gescom.

Sempre nei computer la Forestale scova un altro file, questa volta redatto dal commercialista del consorzio, Gianluca Bogini, che aveva pensato di alzare la consulenza dal 4,5% al 5%.

Lo stesso Bogini alla Forestale dice cose interessanti e conferma tutto.

«Confermo quanto riportato nella mail che mi mostrate. In merito ai rapporti intercorsi tra Piccotti e Melchiorre posso riferire che un giorno, credo alla fine del 2012, Piccotti mi disse che doveva essere definito un contratto con Melchiorre che, alla data di questa richiesta, non conoscevo nè sapevo il ruolo ricoperto. Le motivazioni per cui dovevo definire il contratto era riferito soprattutto alla modalità di retribuzione del Melchiorre per le prestazioni che aveva svolto e stava svolgendo in favore del Consorzio Gescom relative all'acquisizione delle commesse di lavori di ricostruzione in Abruzzo tra Bussi e Bugnara».

Il commercialista conferma anche di aver preparato l’integrazione con la percentuale che sale al 5%.

Tra l’altro i rapporti tra Piccotti e Melchiorre ricorrono spesso anche nelle conversazioni telefoniche.

Ma il “5%” spunta fuori anche in un altro documento manoscritto sequestrato a Melchiorre dove sono annotati i numeri degli aggregati con i corrispondenti valori complessivi finanziati dei lavori.

Accanto all’importo totale Melchiorre annota anche la scritta “Futuro” e la cifra 18 milioni di euro. Per esempio di fianco al totale dei lavori dell’aggregato “P” c’è la cifra “900”, forse 900mila euro che corrisponde esattamente al 5% …

E per ogni aggregato c’era la cifra sperata corrispondente...

Una consulenza che poteva aiutare il tecnico comunale ad arrotondare il magrissimo stipendio (al confronto) da 62mila euro all’anno.


GLI EMIRATI ARABI, LA SPA E IL GRAN SASSO

Ed è sempre tra le pieghe dei files dei computer che emergono nuove rivelazioni come quelle trovate a Stefano Roscini: una mail del 13 agosto 2012 (pochi mesi dopo la costituzione del consorzio Gescom) in cui tale Tony Fresco, rappresentante della società Icons Fze con sede negli Emirati Arabi Uniti, scrivendo a Melchiorre e Roscini li informava sul progetto per la realizzazione di un centro termale - beauty farm - stabilimento di produzione di acque minerali.

Così email dopo email la Forestale scopre che il tecnico comunale di provincia stava già pensando al suo futuro e a come far fruttare la montagna di soldi che avrebbe guadagnato con le sue consulenze.

E’ emerso, infatti, che Melchiorre avesse deciso di effettuare un cospicuo investimento di 200 mila euro con la società di Tony Fresco, proprio per realizzare questa fantastica Spa nei terreni di Bussi di sua proprietà.

A maggio 2014 Roscini invia ancora mail a Melchiorre con il progetto e si parla della costituzione di una nuova società che avrebbe dovuto realizzare l’opera: la Gran Sasso srl con capitale sociale 40mln di euro, un investimento condiviso con Angelo Riccardini che nel suo pc aveva una cartella dedicata al tecnico comunale di Bussi e al suo progetto.

Il solito commercialista Bogini era stato incaricato di creare la società da intestare alla figlia di Melchiorre, Emanuela, ma le indagini hanno poi verificato che la Gran Sasso non è mai nata. In compenso la ragazza è stata assunta dalla ditta Sacit srl di Catania a 1800 euro lordi. La società è di proprietà di Roscini. Un contratto a tempo determinato da marzo 2013, cioè da quando la consulenza è stata rimodulata, con sede di lavoro proprio la città ai piedi dell’Etna.

I meriti della giovane Melchoirre, evidentemente, sono tali da indurre il suo datore di lavoro a trasformare il contratto a tempo indeterminato anche se la Forestale ha facilmente scoperto che la ragazza non è mai stata in Sicilia e nella sede di lavoro, anzi sembra che si sia trasferita a Perugia. In una conversazione con la madre rivela di essere stata assunta da una ditta di cui non conosce nemmeno dove si trova la sede...

Sul conto corrente postale della donna (dal quale preleva spesso ma mai da Catania) sono stati tracciati anche depositi in contanti fin dal 2012.

Ma la ricostruzione è un universo tutto da scoprire e conquistare, c’è molto da fare ed i buoni uffici di Melchiorre sono più che necessari. Così la Forestale scova un altro documento relativo ad una consulenza per gli aggregati di Bugnara, questa volta dove la percentuale scende a 2,70%

Si ricomincia…