I DANNI

Terremoto, a Teramo 48 edifici inagibili e 9 mln di danni ma è fuori dal cratere

Il sindaco Brucchi chiede di entrare in “V area interna”

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Maurizio Brucchi

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TERAMO. A seguito del sisma dell'agosto scorso, e in risposta alle segnalazioni pervenute, sono stati effettuati oltre 500 sopralluoghi, da parte di ingegneri e geometri del Comune di Teramo assieme a tecnici regionali del Dicomac.

All'esito delle verifiche, il sindaco Maurizio Brucchi ha emanato 84 ordinanze.

Di esse, 48 sono relative ad inagibilita' totale di edifici privati, 19 per agibilita' parziale di edifici privati, 9 per inagibilita' totale di Chiese (Madonna delle Grazie; San Lorenzo a Colleminuccio; S. Pietro ad Lacum; S. Stefano a Rapino; Santa Maria a Forcella; Sant'Antonio; Carmine; S. Agostino, Santa Caterina), 2 per l'interdizione dell'utilizzo di campane afferenti campanili pericolanti e 8 per interventi relativi a transennature, cornicioni malfermi o aree da delimitare.

A tutto cio' va aggiunta la situazione degli edifici comunali inagibili come il Museo Archeologico e la sala San Carlo; analogo discorso per l'ex monastero di San Giovanni, storica sede dell'Istituto di Studi Musicali "Braga", anch'esso totalmente inagibile e per il quale il sindaco ha chiesto al Commissario straordinario per la Ricostruzione Vasco Errani il contributo di 1.100.000 euro, necessario alla riqualificazione.

L'ammontare dei danni agli edifici privati e' di circa 9 milioni di euro, mentre per i beni pubblici l'importo stimato si aggira sui 2 milioni di euro.

L'Ufficio Attivita' Sociali del Comune ha intanto garantito fino ad ora l'autonoma sistemazione ad 11 nuclei familiari.

Il Comune ricorda che il termine per la presentazione delle domande di verifica scade domani, sabato 15 ottobre. Il modulo e' scaricabile dal sito del comune (www.comune.teramo.it). In ragione di tutto cio' e per altri motivi connessi allo stato delle cose, il sindaco Brucchi, in riferimento ai benefici previsti dalla normativa, ha chiesto al presidente della Regione, D'Alfonso, di inserire il territorio di Teramo nella V area interna Gran Sasso-Laga.