RICOSTRUZIONE SPINTA

Terremoto L’Aquila, ancora appalti truccati e maxitangenti per la ricostruzione

Inchiesta della Forestale, arresti tra Pescara e Perugia

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Terremoto L’Aquila, ancora appalti truccati e maxitangenti per la ricostruzione

PESCARA. Settanta uomini del Corpo forestale dello Stato dei Comandi Provinciali di Pescara e Perugia, coordinati dalla Procura della Repubblica di Pescara, stanno eseguendo una vasta operazione di carattere interregionale, per compiere 7 arresti, sequestri di denaro ed immobili, e perquisizioni in provincia di Pescara e Perugia.

Undici gli avvisi di garanzia in totale.

I reati per i quali si procede sono associazione a delinquere, corruzione, concussione, turbativa d’asta, falso in atto pubblico e induzione indebita a dare o promettere nell'ambito della ricostruzione post- terremoto.

L’operazione è stata denominata “earthquake” e si riferisce a fatti di almeno due anni fa che coinvolgono persone, imprenditori ma anche tecnici comunali, tra la provincia di Pescara e quella di Perugia.

Secondo le prime indiscrezioni si tratterebbe di tangenti di ingente valore per assicurarsi la ricostruzione di centri abitati del cratere sismico del post terremoto 2009 e per la precisione nei comuni di Bussi e Popoli.


SEQUESTRATI 330 MILA EURO

Sono 7 gli arresti eseguiti dal corpo forestale dell'Umbria e dell'Abruzzo con l'operazione "Earthquake" che ha colpito un sistema corruttivo sui lavori per la ricostruzione dopo il terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009. Gli arrestati sono pubblici ufficiali, tecnici progettisti ed imprenditori residenti nei Comuni di Perugia, Gubbio, Assisi, Pescara, Popoli e Bussi sul Tirino. Sequestrati 330.929,63 euro ritenuti profitto del reato di corruzione.

Le indagini, coordinate dal procuratore facente funzioni Cristina Tedeschini e dai sostituti procuratori della Repubblica di Pescara Anna Rita Mantini e Mirvana Di Serio, hanno preso il via dalle dichiarazioni rese alla Forestale da un imprenditore umbro, aggiudicatario di tre appalti per la ricostruzione del Comune di Bussi sul Tirino per un valore di 8 milioni di euro. Ha sostenuto che il direttore dei lavori gli aveva chiesto una tangente pari al 12 % degli appalti, ossia 960.000 euro, da dividere con altri tecnici coinvolti.

Le indagini del Corpo Forestale dello Stato con intercettazioni telefoniche e ambientali, perquisizioni presso le sedi umbre delle societa' di costruzione e acquisizioni documentali negli uffici tecnici della ricostruzione del Cratere Aquilano, oltre agli interrogatori di altri testimoni, hanno svelato quello che per gli inquirenti e' un piano - cosi' definito dagli stessi indagati nelle loro conversazioni - per gestire in modo unitario e sistematizzato l'attivita' edilizia sugli edifici danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009.


IL PIANO ABRUZZO

Continuano in questi minuti le perquisizioni della Forestale tra Abruzzo e Umbria presso le sedi abruzzesi e umbre delle società di costruzione, acquisizioni documentali presso gli Uffici Tecnici della Ricostruzione del Cratere Aquilano.

Intanto emerge come gli stessi indagati avevano predisposto un vero e proprio “piano Abruzzo” di attacco per accaparrarsi ingenti commesse per la ricostruzione privata degli edifici interessati dal sisma dell’aprile 2009 nei comuni di Bussi sul Tirino e Bugnara.

Il sistema prevedeva principalmente quello di accaparrarsi incarichi di progettazione degli aggregati edilizi del cratere, in maniera da acquisire una indebita posizione di sostanziale monopolio degli affidamenti dei lavori, e ciò per il tramite della corruzione di pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio (tecnici dei consorzi privati aventi diritto alla ricostruzione finanziata dallo Stato), costringendo le ditte ad erogare rilevanti somme di denaro per poter accedere al mercato degli appalti della ricostruzione, agevolati dalla totale contribuzione pubblica.

Il buon esito dell’istruttoria per la richiesta del contributo veniva garantito dal Responsabile dell’Ufficio Tecnico della Ricostruzione n. 5 del cratere aquilano che, come contropartita della vendita degli atti del proprio ufficio, otteneva la promessa della corresponsione di rilevanti somme di denaro (importi pari al 5% del valore degli appalti per un importo di circa euro 29.000.000,00) oltre alla corresponsione di utilità (quali lavori edili gratuiti presso un’abitazione di proprietà, la disponibilità di un’autovettura e l’assunzione di un familiare presso una ditta affidataria dei lavori).


CONFESSIONI E PATTEGGIAMENTI GIA’ IN FASE DI INDAGINE

Le dichiarazioni di altro imprenditore umbro, che ha già presentato richiesta di patteggiamento della pena, hanno permesso di capire come il distacco del pubblico ufficiale presso l’Ufficio tecnico del comune di Bugnara (AQ) fosse funzionale al tentativo di turbare la gara pubblica per la progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di ricostruzione ex novo della scuola elementare e materna “V. Clemente”, ottenendo, come contropartita di atti contrari al suo ufficio, la somma di € 10.000,00 in contanti e la promessa di ulteriori € 130.000,00 da erogarsi in base ai vari stati di avanzamento.

 
TUTTI NOMI

Gli arrestati sono:
Angelo Melchiorre, 61 anni, di Bussi sul Tirino (Pescara). L'uomo e' indagato nella qualita' di responsabile tecnico del Comune di Bussi, dal primo agosto 2011 membro delle commissioni di gara del Comune di Bugnara (L'Aquila), nonche' dal 17 maggio 2013 responsabile coordinatore dell'ufficio territoriale per la ricostruzione dell'area omogenea numero 5.


Antonio D'Angelo, 58 anni, nato a Pratola Peligna e residente a Bussi sul Tirino finito nell'inchiesta in qualita' di 'rup' (responsabile unico del procedimento) della gara per la progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di ricostruzione ex novo della scuola elementare e materna "V. Clemente" di Bugnara.

Stefano Roscini, 49 anni, nato a Foligno e residente ad Assisi (Perugia);

Giampiero Piccotti, 80 anni, nato a Gubbio (Perugia) e residente a Perugia;

Angelo Riccardini, 55 anni, di Gubbio;

Emilio Di Carlo, 54 anni, di Bussi sul Tirino implicato nella sua qualita' di direttore dei lavori e progettista degli aggregati n. 43-45 del Comune di Bussi.

Marino Scancella, 65 anni, di Bussi sul Tirino quale architetto formalmente incaricato della progettazione dell'aggregato n. 30 del Comune di Bussi.

I sette sono agli arresti domiciliari con il divieto di incontri e comunicazione con persone diverse da quelle che coabitano con loro per ragiono familiari.

Il gip che ha disposto gli arresti e' Gianluca Sarandrea.