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Confindustria: «Una pazzia far assorbire da Arap il consorzio industriale Chieti-Pescara»

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Confindustria: «Una pazzia far assorbire da Arap il consorzio industriale Chieti-Pescara»

Presentazione bialncio 2015 Arap

ABRUZZO. Confindustria è preoccupata. Per l’Arap che ha chiuso un bilancio 2015 con 6mln di euro di passivo. Ora tra i vari scenari ipotizzati dalla politica c’è anche quello di far assorbire  proprio dalla Agenzia regionale per le attivita' produttive il consorzio industriale Chieti-Pescara quello con 33 mln di euro di passivo e secondo una legge regionale del 2011 da liquidare.


«Lo sforzo riformatore che la Regione ha avviato sin dalla passata legislatura - si legge nella nota di Confindustria Chieti Pescara - ormai rischia di rimanere inefficace senza un reale cambio di passo. Serve una severa riorganizzazione interna e la razionalizzazione di personale e sedi, ridondanti e non sempre adeguati alle sfide che il mondo industriale impone; occorre un salto in avanti anche culturale, che ponga fine ad atteggiamenti personalistici che sanno di passato per superare le pastoie di una struttura autoreferenziale e burocratica e lasci spazio ad un vero organo di supporto delle imprese, che garantisca competenza ed assoluta efficienza, costi giusti, rapidita' dei servizi e adeguamento ai fabbisogni delle aziende. Questi obiettivi, insieme al risanamento del bilancio - rileva Confindustria - sono raggiungibili anche attraverso una strategia di lancio di nuovi servizi, piani di marketing territoriale, semplificazioni normative e procedurali, eliminazione delle duplicazioni degli oneri sulle aziende».


Confindustria -che annuncia di non far mancare il proprio appoggio al commissario appena riconfermato Giampiero Leombroni- si dimostra scettica sull’operazione fusione.

E’ vero che sul bilancio 2015 di Arap pendono ancora molte incognite per via di moltissimi contenziosi in atto e pendenti da molto tempo. Alcuni di questi riguardano crediti anche ingenti che Arap deve incassare e questo potrebbe anche riequilibrare le case ma, dall’altra, ve ne sono altri altrettanto ingenti che potrebbero creare ulteriori problemi.

Senza contare quelli che potrebbero arrivare, per esempio, sull’ultimo bando per la cessione dell’area del secondo lotto della zona ex Villeroy & Boch di Teramo aggiudicato al gruppo Gabrielli ma sul quale l’Api ha denunciato irregolarità.


A parte l’Arap il matrimonio con il consorzio industriale sarebbe molto rischioso e consentirebbe una commistione di interessi e debiti anche esplosiva. In questo modo il consorzio potrebbe anche svanire del tutto e chiudere così una storia di gestioni perennemente oscure e deficitarie.

Il tutto, però, ancora una volta a carico delle casse regionali.