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Avezzano. Guasti mezzi Tua, il sindacato: «indagare sui profitti di chi aggiusta»

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Avezzano. Guasti mezzi Tua, il sindacato: «indagare sui profitti di chi aggiusta»


AVEZZANO. I bus che si guastano sono cosa normale, non fosse altro che per l’attività continua che svolgono. Ma se si rompono un pò troppo spesso allora può venire il dubbio che qualcosa non vada.

Segnalazioni di rotture sono frequenti da anni, i sindacati protestano perchè il parco macchine sarebbe troppo vecchio anche se di recente sono entrati in funzione nuovi mezzi.

Secondo l’azienda Tua, invece, si farebbe strada, almeno per le numerose rotture di autobus che servono la Marsica, l’ipotesi del sabotaggio: uno o più persone che si divertirebbero a guastare i mezzi. Persone che andrebbero ovviamente individuate, fermate e curate.

La Faisa Cisal, invece, ha un’idea diversa e propone una ulteriore spiegazione.


«Ci auguriamo che Tua», dice Luciano Lizzi, «abbia sporto denuncia se davvero credono che si tratti di sabotaggio.   Invece noi indichiamo un’altra pista per spiegare tutti questi guasti, dovuti innanzitutto all'utilizzo nella sede di Avezzano -e solo in essa- di alcuni autobus di marca Ayhats, che da quando sono entrati in servizio non hanno altro dato che guai a chi li usa, e grandi profitti a chi li aggiusta, è pensar male? Forse, ma chi ha il potere per farlo e vuole togliersi una curiosità potrebbe dare un occhiata alle carte. A questo si aggiunga che il restante parco macchine, se si escludono i pochi mezzi entrati in servizio poco tempo fa, che rappresentano una goccia nel mare, non brilla certo per efficienza».


Secondo il sindacato ci sarebbero gravi responsabilità che si vorrebbero coprire.

«Il sospetto e che si vogliano coprire con tali affermazioni», aggiunge Lizzi, «responsabilità che vanno cercate altrove, senza gettare fango sul personale, la cui alta professionalità, tengo a precisare, e l'unico elemento che fino a oggi ci ha messo al riparo da disgrazie ben più gravi».

La soluzione? Per il sindacato bisogna intanto investire nella manutenzione e poi pensare di comprare mezzi nuovi.