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Giochi Mediterraneo sulla spiaggia, nessuno sa ancora quanto ci sono costati

Mai pubblicati i rendiconti definitivi

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Giochi Mediterraneo sulla spiaggia, nessuno sa ancora quanto ci sono costati

 

PESCARA. Il sindaco di Pescara lunedì prossimo conferirà il Delfino d'oro al presidente del Coni Giovanni Malagò in quanto è stato «compagno di viaggio presente e concreto in occasione dei Giochi del Mediterraneo sulla spiaggia».

Il sindaco parla di «una filiera istituzionale compatta e motivatissima»  che ha lavorato alla riuscita dell'evento.

L’ex consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, per restare in tema sportivo prende la palla al balzo e torna a chiedere un minimo di trasparenza su una manifestazione che è costata dai 3 ai 4,5 milioni di euro di cui 1,5 con fondi Fas stanziati dalla Regione Abruzzo e almeno altrettanti dal Coni.

Qualcosa ci ha messo anche la Fondazione Pescara Abruzzo ed altri enti.

A luglio scorso il Movimento 5 Stelle ha pure scoperto un saldo negativo di ben 235 mila euro della Fondazione Comitato dei Giochi del Mediterraneo tra le carte dell’assestamento generale di bilancio che la Giunta Alessandrini.

E sempre i pentastellati avevano chiesto l’istituzione di una commissione speciale di indagine che facesse luce sull’attività amministrativa della Fondazione e verificasse se il Comune abbia o meno avviato quel processo di monitoraggio e di verifica sull’attività del Comitato dei Giochi, che lo stesso Collegio dei revisori aveva sollecitato fortemente un anno fa.

La manifestazione sportiva si è tenuta nel 2015 ma non si è letto di nessun rendiconto delle spese. «Il sito della manifestazione è morto e non mi pare che Regione, Coni o Comune abbiano reso pubblico rendiconto», denuncia Acerbo che insiste: «come sono stati spesi questi milioni di euro? La trasparenza è un dovere trattandosi di fondi pubblici».

Il Comitato Organizzatore dei Giochi del Mediterraneo sulla spiaggia - Pescara 2015 avrà a conclusione della manifestazione predisposto un rendiconto e Rifondazione Comunista chiede che venga reso pubblico: «francamente li ho cercati su internet ma non li ho trovati. Possibile che i conti dell'Expo' sono facilmente consultabili e quelli dei Giochi pescaresi no?»

Non è la prima volta che Acerbo pone questi interrogativi ma nessuna risposta è mai arrivata.

«Qualche consigliere comunale, regionale o parlamentare può chiedere documentazione e che si faccia chiarezza in caso del protrarsi di questa mancanza di trasparenza? Parliamo di milioni di euro non di  bruscolini», insiste Acerbo.

Nulla di nuovo perché, come scrivevamo già negli anni scorsi,  i “grandi eventi” sportivi in Abruzzo hanno una lunga storia infausta fatta di pioggia di milioni di euro pubblici spesi senza alcun controllo da autonominati comitati “privati” che hanno potere assoluto e nessun controllo di enti pubblici terzi sulla gestione, spesso, nella migliore delle ipotesi, solo clientelare.

Nel 2009 fu la volta dei Giochi del Mediterraneo, orgoglio del deputato azzurro Sabatino Aracu, con un budget di 50 milioni di euro più decine di altri milioni per strutture sportive pubbliche da realizzare ed il mega villaggio in deroga ai parametri del Prg poi costruito a Chieti e lasciato in eredità.

Alla fine PrimaDaNoi.it riuscì a pubblicare una lista delle spese che si sospetta sia stata parziale e non contenente molte altre voci di spesa.

 

Prima, nel 2007, c’era stato una sorta di antipasto con Chieti Eurobasket la cui gestione pure fece scoppiare numerose polemiche e strascichi giudiziari. Buco da 16 a 5 mln di euro dipende dai punti di vista.

Anche in quel caso tanta attenzione, forse troppa, nel gestire appalti e spese a volte esagerate, piuttosto che dimostrare l’utilità pubblica di tutti quei milioni pubblici spesi.

A proposito: almeno i dati delle presenze negli alberghi (spesati in parte anche da soldi pubblici) si possono almeno conoscere?

Di che rilevanza è la ricaduta pubblica di tutto questo darsi da fare per lo “sport”?