OPERE FARAONICHE

Vasche di esondazione fiume Pescara: per il comitato Via è quasi tutto ok

Progetto faraonico e poche prescrizioni. «Dubbi confermati» per gli ambientalisti

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Vasche di esondazione fiume Pescara: per il comitato Via è quasi tutto ok



ABRUZZO. Il Comitato VIA della Regione Abruzzo nella riunione di martedì scorso ha rilasciato un parere favorevole al progetto da oltre 50 milioni di euro per le vasche di laminazione sul fiume Pescara.


Si tratta di un'opera faraonica, che prevede oltre 1,5 milioni di mc di sbancamenti di terreno lungo il fiume per creare delle gigantesche vasche che dovrebbero riempirsi in caso di piena del fiume per evitare che l’acqua crei danni ed il fiume esondi dove non deve.


Il Comitato VIA ha posto poche prescrizioni che però fanno emergere quelle che appaiono gravi lacune dell'iter autorizzativo già evidenziate dagli ambientalisti e che avrebbero dovuto portare ad ulteriori approfondimenti prima dell'ok.


In primo luogo il Comitato prescrive di depositare il piano di manutenzione delle opere perché non è chiaro chi si dovrà assumere gli oneri di gestire per i prossimi decenni quest'opera.


«Come ha fatto il Comitato VIA ad esaminare tale progetto senza tale documento, anche dal punto di vista dell'analisi costi/benefici e della comparazione con alternative di progetto», si domanda il Forum abruzzese per i movimenti dell’acqua.

Inoltre nelle analisi a cui sono stati sottoposti i terreni e le acque di falda si evidenziano diversi superamenti dei limiti di legge per alcuni contaminanti, quali idrocarburi pesanti, piombo e mercurio, senza che sia stata attivata la procedura di caratterizzazione ed eventuale bonifica.


Inoltre lo stesso livello della falda non è stato individuato con precisione e dovrà essere determinato al momento del progetto esecutivo.


Infine, si legge nelle carte, gli stessi tecnici non escludono un impatto su specie protette a livello comunitario.


«Crediamo che», aggiunge Augusto De Sanctis, «un intervento così pesante sul fiume e sulle aree limitrofe, nonché sulla finanza pubblica, non possa essere esaminato con questo grado di approfondimento».


«Il progetto costa 50 milioni di euro, e non risolverà la situazione di gravità che si presenta durante una piena», sostengono Sara Marcozzi e Domenico Pettinari, consiglieri regionali, «a quanto si legge sui progetti presentati - continuano - l’intervento sarebbe in grado di assorbire solo il 13% dell’onda di piena per non più di 13 ore. Sempre che si tratti di una piena da circa 690 mc al secondo perché, se invece consideriamo le piene eccezionali, meno frequenti ma che possono raggiungere i 1200 mc al secondo, il grado di assorbimento dell’opera non supererebbe il 5% della piena».


«A ciò si aggiunga», dicono ancora, «il grave pregiudizio che subiranno le imprese agricole e i proprietari dei terreni sui quali l'opera insiste e anche sui terreni limitrofi. Per questo motivo chiediamo le motivazioni di questo parere. Inoltre, condividendo anche i dubbi dei Movimento per l’acqua ci uniamo alla richiesta di sapere come mai questa valutazione sia positiva senza aver consultato i documenti sulla manutenzione delle vasche poiché non è chiaro chi si dovrà assumere gli oneri di gestire per i prossimi decenni quest'opera».

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