LA POLEMICA

Farmaci a base di cannabis, Pellegrini escluso. «Non è una volontà politica»

Radicali: «Regione sceriffo»

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Farmaci a base di cannabis, Pellegrini escluso. «Non è una volontà politica»

ABRUZZO. Il decreto regionale che dice sì alla prescrizione a titolo gratuito di farmaci a base di cannabis ha creato un vero polverone.

Via libera infatti ai medicinali per la 'riduzione del dolore cronico', ma – si specifica nel documento – viene espressamente escluso il dolore nella fibromialgia, ovvero la patologia di Fabrizio Pellegrini, l’artista chietino che da anni porta avanti la sua battaglia e dal cui caso è nato il provvedimento in questione.

Pellegrini è resistente ad altri farmaci convenzionali e i suoi dolori vengono alleviati soltanto dai cannabinoidi, tanto che nei giorni scorsi è stato trasferito in Emilia Romagna dove ha potuto trovare gratuitamente i farmaci necessari ad alleviare i dolori cronici che lo affliggono.

L’assessore alla Sanità Silvio Paolucci, dopo le critiche mosse dall’avvocato Vincenzo Di Nanna (segretario di Amnistia, Giustizia e Libertà Abruzzi e difensore di Pellegrini) chiarisce però che nell'emanare il decreto tanto contestato, la Regione Abruzzo si e' avvalsa del supporto scientifico di uno specifico gruppo di lavoro composto da tutti i responsabili delle Unita' Operative di terapia del dolore e cure palliative presenti in Abruzzo. Insomma i suggerimenti sono arrivati dai tecnici.

«Non e' stata una decisione presa dalla politica sulla base di un capriccio - non sono certo gli assessori a emanare indicazioni terapeutiche - ma una scelta dettata dalla volonta' di dare attuazione ai pareri forniti dagli esperti», ha assicurato Paolucci che si è detto comunque pronto ad un confronto «basato sull'evidenza dei dati scientifici e scevro da strumentalizzazioni di ordine politico».


IL PARERE TECNICO

La fibromialgia, in pratica, è stata esclusa, così chiarisce il dirigente del Servizio ad Interim Stefania Melena, valutando le raccomandazioni dell’EULAR (European League Against Rheumatism), organizzazione che riunisce tutte le società europee di reumatologia, ed è finalizzata alla ricerca, alla prevenzione, alla terapia ed alla riabilitazione delle patologie reumatiche.

Tali raccomandazioni per la gestione della fibromialgia, pubblicate sulla rivista Annals of Rheumatic Disease nel 2016 evidenziano «l’ assenza di studi pubblicati», specifica Melena, «relativi alla valutazione dell’efficacia della cannabis nella gestione della fibromialgia. Le raccomandazioni sono state pubblicate on-line in anteprima il 4 luglio 2016, quindi in data successiva alla elaborazione e pubblicazione di provvedimenti di altre regioni erano stati pubblicati, tra cui quello della regione Liguria che ha espressamente indicato la fibromialgia tra le patologie per cui la cannabis è rimborsabile».

Ma il gruppo tecnico ha preso in esame anche la revisione della Cochrane Collaboration dell’aprile 2016 che allo stesso modo evidenzia che non vi sono studi scientifici pubblicati sulla valutazione della cannabis nella fibromialgia.

Solo due studi, peraltro definiti secondo il punteggio GRADE (Grading of Recommendations Assessment, Development and Evaluation) di “bassa qualità”, sono stati inclusi nella revisione e riguardavano l’utilizzo del nabilone (cannabinoide di sintesi) nella fibromialgia verso placebo o verso amitriptilina (farmaco antidepressivo). «In entrambi gli studi», aggiunge Melena, «non vi era differenza significativa tra i trattamenti per il controllo del dolore nonché dell’umore e della qualità della vita ma si evidenziavano che vi erano pazienti che si ritiravano dalla sperimentazione per vari effetti collaterali».


RADICALI PROTESTANO

Intanto i Radicali Paolo Izzo, scrittore, e Gianni Rubagotti, segretario della Associazione per l'iniziativa radicale "Myriam Cazzavillan però non si tranquillizzano e parlano di «Regione sceriffo» che «"bandisce" letteralmente Fabrizio, nella eventualità che volesse ritornare a casa».

I due contestano una specifica sanitaria e giuridica "ad excludendum" «che forse nemmeno cotanto ministero della Salute sarebbe riuscito a cogitare, pur avendoci abituati ai suoi arzigogolati divieti e proibizionismi. Perciò - concludono i due Radicali - siamo costretti a proseguire "Il sabato è per Fabrizio" in nome di Pellegrini e per tutti i pellegrini della salute e della giustizia che devono migrare di regione in regione, se non all'estero, per vedere rispettati i loro diritti».

L’evento prosegue anche oltre per chiedere alla stessa Regione la nomina di un Garante dei detenuti.