SALUTE

Obesità, l’epidemia mondiale che si diffonde con il cibo insano

Obesity Day, il 10 ottobre incontri gratuiti all’ospedale di Popoli

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Macelleria carne


ABRUZZO. Provate ad immaginare una malattia che si diffonde a macchia d’olio e colpisce centinaia di milioni di persone nel mondo contagiate non da virus o batteri ma da cibo non naturale, industriale e con sostanze nocive o non sane. Provate ad immaginare i costi in termini umani ed economici per gli stati ma pensate anche alle numerose logiche economiche dietro l’industria alimentare.

Un gioco perverso sulla salute mondiale di cui non si parla abbastanza ed in maniera equilibrata e indipendente.  


È opinione generale che l’obesità abbia ormai i caratteri di una vera e propria epidemia mondiale, tanto da preoccupare non solo il mondo medico scientifico, ma anche i responsabili della salute pubblica; è, infatti , una malattia e, come tale, necessita di interventi e di team ben formati.

L’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica ADI Onlus promuove annualmente, per il giorno 10 Ottobre, una giornata nazionale di sensibilizzazione nei confronti dell’Obesità, denominata Obesity Day.



I NUMERI DELL’EPIDEMIA

Secondo dati dell’OMS, la prevalenza dell’obesità a livello globale è raddoppiata dal 1980 ad oggi; nel 2008 si contavano oltre 1,4 miliardi di adulti in sovrappeso (il 35% della popolazione mondiale); di questi oltre 200 milioni di uomini e oltre 300 milioni di donne erano obesi (l’11% della popolazione mondiale).

Nel frattempo, il problema ha ormai iniziato ad interessare anche le fasce più giovani della popolazione: si stima che nel 2011 ci fossero nel mondo oltre 40 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni in sovrappeso.

In Italia, il sistema di monitoraggio ‘OKkio alla Salute’ del Centro nazionale di prevenzione e controllo delle malattie (Ccm) del Ministero della Salute (raccolta dati antropometrici e sugli stili di vita, dei bambini delle terza classe primaria 8-9 anni di età,) ha riportato che il 22,9% dei bambini in questa fascia di età è in sovrappeso e l’11,1% in condizioni di obesità (dati relativi all’anno 2010).

Il progetto Hbsc-Italia (Health Behaviour in School-aged Children-Comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare), uno studio multicentrico internazionale a cui aderisce anche l’Italia, con l’obiettivo di approfondire le conoscenze sulla salute dei ragazzi di 11, 13 e 15 anni, nel 2010 ha evidenziato che la frequenza dei ragazzi in sovrappeso e obesi è più elevata negli 11enni (29,3% nei maschi e 19,5% nelle femmine), che nei 15enni (25,6% nei maschi e 12,3% nelle femmine). Questo dato è particolarmente preoccupante, in quanto indica che il fenomeno obesità è in espansione e colpisce più frequentemente le generazioni più giovani.

Secondo i dati raccolti nel 2010 dal sistema di sorveglianza Passi, in Italia il 32% degli adulti è sovrappeso, mentre l’11% è obeso. In totale, oltre quattro adulti su dieci (42%) sono cioè in eccesso ponderale in Italia.

"Passi d’argento", il sistema sperimentale (avviato in 7 Regioni italiane) di sorveglianza della salute della popolazione anziana, infine indica che nella popolazione tra i 65 e i 75 anni di età sono in sovrappeso/obesi il 60% degli individui; tra i 75 e gli 84 anni le persone in sovrappeso/obesità sono il 53% e tra gli ultra 85enni il 42%.

 

 
LE CONSEGUENZE DELL’OBESITA’

Le conseguenze di obesità e sovrappeso sulla salute sono molte e varie: dall'aumento del rischio di morte prematura a diversi disturbi debilitanti e psicologici che non sono letali, ma che possono influire negativamente sulla qualità della vita

Tra i problemi più diffusi ci sono : il diabete di Tipo 2, malattie cardiovascolari e ipertensione, malattie respiratorie (sindrome da “apnea nel sonno”), alcune forme di cancro, osteoartrite, problemi psicologici, alterazione della qualità della vita.


PROBLEMA DI SALUTE ANCHE PER LE CASSE DELLO STATO

In base a studi effettuati a livello internazionale, si è riscontrato che i costi economici legati all'obesità e al sovrappeso rappresentano dal 2 al 7% dei costi sanitari totali, a seconda delle modalità di realizzazione dell'analisi.



ALIMENTI DA EVITARE O CONSUMARE DI RADO

Le persone obese dovrebbero assolutamente evitare questi alimenti che elenchiamo sotto mentre per gli altri è bene non abusare:
Zucchero

Miele

Marmellata

Gelati

Gelatine di frutta

Torte

Biscotti farciti con cioccolato e creme

Dolciumi in genere

Frutta zuccherina (fichi, cachi, uva, banane)

Frutta secca(noci, nocciole, ecc.)

Frutta essiccata

Vino, birra e altre bevande alcoliche

Bibite zuccherate

Creme e salse

Cibi sott’olio

Formaggi grassi, latte e yogurt interi,

Carni grasse, salsiccia, pancetta, lardo, strutto



QUALCHE CONSIGLIO

Medici e Oms dispensano molti consigli utili per diete e comportamenti virtuosi da tenere per evitare il rischio obesità.

Alcuni di questi sono semplici regole comportamentali che possono aiutare molto avendo buona costanza e forza d’animo.

E’ bene per esempio pianificare i pasti e non distanziarli troppo; prevedere piccoli spuntini, non lasciare cibo in vista, in caso di crisi di fame mangiare verdura o tisane, non affidarsi mai a diete senza il consiglio del medico, riuscire a trovare il tempo per fare almeno 30 minuti di attività fisica ogni giorno.



10 OTTOBRE: CERCA IL CENTRO PER INFORMAZIONI E VISITE

Nell’ambito di queste iniziative, nella mattinata del 10 Ottobre 2016, molti centri si attiveranno per dare informazioni e visitare.

L’iniziativa  è la giornata di sensibilizzazione sull’obesità, promossa sin dal 2001 da ADI, Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica per tramite della

sua Fondazione. Oltre alle consulenze gratuite di informazione e prevenzione messe a disposizione dal personale sanitario, nei 150 centri di dietetica ADI aderenti, verrà divulgato materiale info-educativo.


Qui i centri in Abruzzo che aderiscono all’iniziativa.