FU COMMISSARIAMENTO

Asl Pescara e rovesci giudiziari: Synergo pagata e bilancio 2015 in rosso di 30mln

Alla fine le note di credito millantate non sono mai arrivate. Terremoto anche per la sentenza Polidoro

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Asl Pescara,  2015 in rosso: pesano le coccole alle cliniche private

ABRUZZO. La sanità corre molto più veloce da quando l’Abruzzo è fuori dal commissariamento. In verità c’erano altri adempimenti da compiere per dare piena validità alla delibera del Consiglio dei ministri e di cui non si è saputo più nulla.

Sta di fatto che l’Abruzzo, il giorno dopo il parere favorevole del Governo, ha preso in mano la situazione ed ha iniziato a tracciare la nuova rotta per il futuro.

Sospesa a tempo indeterminato la “razionalizzazione” (o declassamento) degli ospedali di Penne e Popoli causa terremoto, sospesa la chiusura delle guardie mediche del Teramano ed una del Chietino per ragioni via via diverse che hanno tuttavia sollevato più di qualche perplessità. La sensazioni è che con le mani libere sulla sanità, la politica locale sia maggiormente soggetta (o forse succube) di equilibri e giochi campanilistici e di potere.

La trasparenza purtroppo rimane il punto dolente nonostante proclami ai confini della realtà e così all’appello mancano ancora almeno una decina di decreti del commissario che non risultano ancora pubblicati, alcuni dei quali abbastanza datati, e non si comprende proprio quale sia la difficoltà nel mettere on line solo determinati decreti.

Qualche problema in più ce l’ha la Asl di Pescara che è stata costretta a rettificare per la seconda volta il bilancio consuntivo del 2015, quello che era già stato sottoposto al tavolo di monitoraggio di Roma, per aggiustare il tiro sui debiti accumulati che sforano quota 30 mln di euro.

Uno si immagina che usciti dal commissariamento i conti siano in ordine ed invece lo squilibrio è ancora alto con buona pace di un equilibrio strutturale che nessuno ha mai visto ma c’è tempo per migliorare e tra un pò si dovrà redigere il bilancio 2016. Chissà se il passivo diminuirà…



LA SENTENZA POLIDORO

A preoccupare, però, sono alcune vicende giudiziarie che potrebbero creare qualche scompenso ulteriore se non economico anche organizzativo e di credibilità. Intanto, solo pochi giorni fa il tribunale di Pescara ha pesantemente sconfessato l’operato dell’ex commissario Chiodi cassando un suo atto che aveva permesso al professor Ildo Polidoro di atterrare a Pescara bypassando addirittura una selezione, decisione contestata e appunto annullata dal tribunale.

E’ solo il primo grado ma si intravedono problemi seri per quanto riguarda le ripercussioni degli atti aziendali che hanno incardinato il medico giunto dalla Asl di Avezzano nel reparto di Medicina legale e per questo non si esclude che il manager Armando Mancini possa firmare una delibera di annullamento in autotutela dell’incarico a Polidoro.

Ma se questo dovesse avvenire che fine faranno tutti gli atti da lui firmati dalle patenti speciali alle pensioni di invalidità, i certificati per il porto d’armi. E la continuità del servizio chi e  come la garantirà?

Intanto Polidoro, difeso dall’avvocato Tommaso Marchese che in questo caso difende anche la legittimità degli atti della Asl di Pescara, annuncia appello. Marchese ha detto che «il tribunale di Pescara ha commesso un errore, dal momento che il mio assistito, a differenza di quanto sostenuto nella sentenza, ha ottenuto il posto contestato dopo essersi sottoposto ad una selezione».

C’è dunque spazio in appello per riparare al presunto errore e mettere fine alla vicenda.


SYNERGO E LA PICCOLA BUGIA AL TAVOLO DI MONITORAGGIO

Altra vicenda non terminata ma ad una svolta è quella delle fatture ritardate di 5 anni sull’extrabudget degli anni 2011-2012-2013 di alcune cliniche private. La Società Synergo che fa capo a Pierangeli aveva presentato a dicembre 2015 le fatture per le prestazioni oltre il budget stabilito di quegli anni ed aveva contestualmente avviato il pignoramento e l’esecuzione forzata presso la Asl di Pescara.

La cosa era capitata tra capo e collo e proprio mentre l’Abruzzo si apprestava ad uscire dal commissariamento per cui il tavolo di monitoraggio aveva chiesto conto della vicenda.

Gli alti rappresentanti della sanità in Abruzzo fecero mettere a verbale che lo stesso Pierangeli, dopo aver avviato il pignoramento, aveva promesso di annullare tutto inviando note di credito.

Nessuna nota di credito è mai giunta, nessun pignoramento è stato mai ritirato, l’Abruzzo  è stato costretto ad accantonare una cifra ingente pari a 14 mln di euro per questo ed altri pignoramenti che arriveranno e nel frattempo la stessa Asl di Pescara ha pagato i primi 3 mln di euro a Pierangeli per fermare gli ulteriori passi del decreto ingiuntivo.

Una vicenda controversa riesplosa di recente con l’emissione delle fatture a dicembre scorso e con il passo falso della Asl di non opporsi per tempo (erano i giorni in cui l’ex manager D’Amario stava preparando le valige) ritrovandosi gli ufficiali giudiziari tra capo e collo.

Vicenda controversa anche perchè la Asl si è trovata costretta a pagare prestazioni che non aveva richiesto e che la Regione non finanzia ma che il privato avrebbe svolto comunque.

Come se al ristorante si ordinassero 5 pizze ma il cameriere ne portasse 7 tutte da pagare comunque, anche se con anni di ritardo.

La situazione è complicata solo per qualche giurista non per l’avvocato Tommaso Marchese che, questa volta, vestiti i panni del difensore delle cliniche private, convince la Asl a pagare subito una buona parte del presunto debito dopo una mediazione che si è rivelata risolutiva.

in pratica Synergo si è impegnata ad attendere, senza ulteriori azioni, il giudizio di merito nel frattempo ha preteso i primi 3 mln di euro. Una scelta giudicata conveniente dalla Asl che nel frattempo non dovrà pagare gli altri due decreti ingiuntivi già avviati, risparmierà gli interessi maturati e non pagherà le spese di giudizio.

Cosa succederà sarà il giudice di Pescara a stabilirlo.

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