L'IMPLACABILE

Per Leombroni proroga bis all’Arap «vietata dalla legge» e nuovo incarico nazionale

La legge regionale 4 del 2009 dice possibile rinnovo una sola volta. Spunta anche nella “cabina di regia”....

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Per Leombroni proroga bis all’Arap «vietata dalla legge» e nuovo incarico nazionale

ABRUZZO. Super lavoro e collezione di incarichi per il pensionato Giampiero Leombroni, attualmente anche commissario del consorzio bonifica Sud, che viaggia verso la riconferma come commissario straordinario dell’Arap.

Nel frattempo lo stesso ex dirigente di Provincia e Comune di Pescara, già in forze alla Toto spa per un trentennio, è stato nominato anche in un importante organismo nazionale che sovrintende tutti gli appalti pubblici per le opere più importanti e strategiche per il Paese.

INtanto ieri è arrivato anche il via libera della terza commissione consiliare ed adesso serve solo il voto favorevole del Consiglio regionale.

Nei giorni scorsi il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, aveva lanciato un appello pubblico ai suoi colleghi d’aula di respingere la richiesta formulata dalla stessa giunta regionale con la delibera numero 611/c  del 26 settembre scorso.

Il documento in questione conteneva proprio la proposta di proroga, la seconda in sei mesi.

Leombroni è sbarcato all’Arap a fine del 2015: a settembre quando la Giunta regionale propose al Consiglio regionale di votare la revoca del Consiglio di Amministrazione e l'introduzione di un commissario per la gestione straordinaria dell'ente.

A dicembre c'è stata la nomina del  commissario:   venne scelto Giampiero Leombroni, 70 anni, già direttore della Toto Holding per 9 anni, dirigente alla Provincia di Pescara dal 1998 al 2003 e direttore area tecnica del Comune di Pescara per due anni (2003-2005).

A maggio del 2016 c'è stata poi la prima proroga dell'incarico fino al 30 settembre 2016. Ma a 4 giorni dalla scadenza la giunta ha proposto una nuova proroga.

Perchè? Nella delibera di giunta si spiega che la procedura attivata dal Consorzio per consentire il transito del proprio personale presso l’Arap  non è conclusa così come la ricostituzione degli organi gestionali dell’Arap.

Ma come si fa a prorogare di nuovo il commissario dal momento che l'articolo 6 della legge regionale numero 4 del 2009 dice che le funzioni di Commissario Straordinario possono essere affidate per un periodo massimo di sei mesi prorogabile per una sola volta?

 

Lo si fa e si spiega, sempre nella delibera di giunta, che «qualora il mandato del commissario dovesse arrivare alla scadenza del 30 settembre senza che nel frattempo si è stato nominato il cda l'ente potrebbe subire un notevole rallentamento dell'attività amministrativa».

 

Per questo è stato proposto al Consiglio regionale di disporre, con un provvedimento motivato e dopo il parere della competente commissione, la proroga fino al 2 dicembre «e comunque fino alla ricostituzione del Consiglio di Amministrazione».

Lo stesso Leombroni ha già manifestato a propria disponibilità a continuare ad espletare l'incarico.

Protesta però il Movimento 5 Stelle che si focalizza proprio su questa doppia proroga non consentita dalla legge: «nonostante la L.R. 4/2009 preveda che tale incarico non possa avere una durata superiore ai sei mesi e non possa essere prorogato per più di una volta, oggi in commissione la maggioranza ha votato a favore della seconda proroga. Fatto ancora più grave se si considera che nella seduta del Consiglio del 12 luglio scorso la stessa maggioranza, approvando la deliberazione per disporre la prima proroga, ha espressamente riconosciuto l’obbligo di procedere alla ricostituzione del Cda dell’ARAP entro e non oltre il 30 settembre 2016».

«Un modus operandi discutibile – ha spiegato il consigliere Mercante – visto che in tutti questi mesi si sarebbe potuto benissimo procedere alla nomina dei nuovi organi senza bisogno di andare a violare la legge e che potrebbe far sorgere più di un dubbio sulla bontà di tale incarico laddove si consideri che al commissario straordinario spetta un compenso pari a 3.300 euro lordi più il rimborso per le spese di viaggio. Una cifra notevole ancor più perché il soggetto titolare dell’incarico è un lavoratore collocato in quiescenza e come tale non potrebbe in base al D.L. 95/2012 svolgere tale ruolo».

Una forzatura che non sembra isolata in questo periodo se si considerano quelle messe in atto per inserire il pensionato Leombroni anche ai vertici dell’Aca con spintarelle pubbliche sui giornali da parte del Presidente della Regione D’Alfonso ed un bando ritirato da parte dell’Ato. Alla seconda chiamata però Leombroni non si è candidato essendo di fatto già dentro all’Ersi, l’ente d’ambito unico per il servizio acquedottistico che ha sostituito gli Ato. Ma anche nel caso dell’incarico all’Ersi sono spuntate polemiche per documenti top secret.


Sempre «l’implacabile» LEombroni è stato nominato sempre su spinta di D’Alfonso all’interno    della cabina di regia della commissione infrastrutture, mobilità e governo del territorio che è organismo a cui partecipano anche le Regioni e la presidenza del Consiglio dei ministri.

Tra i sei rappresentanti regionali per l’Abruzzo c’è appunto Giampiero Leombroni che in questo modo potrà avere uno sguardo molto più ampio sulle opere pubbliche del Paese.

Sempre che riesca a trovare il tempo per districarsi dai suoi sempre più numerosi e gravosi incarichi pubblici.

 

DGR611C-2016