DISUGUAGLIANZE

Cup Pescara e visite urgenti: «gratis tra 10 mesi o a pagamento subito»

La denuncia della consigliera Marina Febo. La vergogna dell’intramoenia

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Cup Pescara e visite urgenti: «gratis tra 10 mesi o a pagamento subito»

Marina Febo




PESCARA. La storia si ripete, sempre uguale a se stessa. Malati in attesa di visite per mesi, ex malati che dovrebbero controllarsi costantemente per escludere recidive o gente coscienziosa che vorrebbe cominciare a credere nella prevenzione: eccoli lì, li vedete?

Tutti avvolti nello stesso terrificante limbo delle liste d’attesa.

L’ultima vicenda la racconta la consigliera comunale di Spoltore, Marina Febo, che si è trovata allo sportello del cup a dover rispondere al solito e mortificante quesito: visita subito a pagamento, o tra 9 mesi gratuita?

Lei con in mano una prenotazione urgente di un esame (non prenotabile con urgenza) ha scelto la prima opzione denunciando poi tutto su Facebook aggiungendo anche la rabbia: «sì, ma chi non può permettersi di pagare come fa?».

Già ed è questo il vero problema di sempre  denunciato da chi ama davvero la costituzione che tra gli altri diritti fondamentali enumera quello alla salute che non può essere soggetto ad alcun tipo di censo.

Se sei malato lo Stato deve tutelare la tua salute punto e basta. Invece con l’attuael sistema il divario tra i malati poveri (poveri malati!) ed i malati ricchi c’è una spaccatura netta insostenibile per un Paese che si ritiene civile.

«Pensare che la sanità pubblica possa sopperire a tutta la domanda odierna è pura utopia», spiega Febo via social network. «Io non sono contro il privato, anzi devo dire meno male che esiste anche il privato. Ma qui è un'altra cosa: stiamo parlando di consentire attività privata in spazi che dovrebbero essere pubblici. Ieri in intramoenia c'ero solo io a fare questo esame. Magari quello spazio vuoto si poteva farlo scorrere per la lista pubblica e accorciare i tempi».

La consigliera è stata inondata di testimonianze simili alla sua, storie di malati, parenti di malati o semplici cittadini che vorrebbero tenere sotto controllo la propria salute, che quotidianamente si scontrano con l’attesa infinita.

«Ho prenotato due visite per me e mia figlia, appuntamento per marzo 2017. A pagamento mia figlia la farà oggi ed io il 6 ottobre», scrive una donna.

E giù altri commenti: «è appena successo anche a noi per la piccola ....siamo dovuti andare a pagamento...», «dovevo fare una moc per patolologia. Ricetta - con urgenza- indovina? Appuntamento dicembre 2017», «stiamo tornando adesso dall’ospedale mia moglie deve attendere fino luglio, agosto del 2017 per un controllo dimmi tu», «anche a me e' successo... a pagamento subito, e con l’esenzione dovevo aspettare quattro mesi», «un esame importante .....6 mesi dopo con la mutua.....invece pagando il pomeriggio stesso....questa è l'Italia».

E infine un racconto sconsolato di un altro utente:  «Un padre molto anziano e molto malato invalido e non autosufficiente vive tra sedia a rotelle e letto. Ogni volta che deve fare un esame clinico occorre chiamare chi lo trasporta . Tutto questo tra mille attese e costi da sostenere. Per giunta una parte dei farmaci che servono per la sua patologia, nonostante la disabilità sono a pagamento. Le spese per la sua assistenza non sono detraibili e deducibili. Per concludere ha lavorato per circa 50 anni versando contributi e tasse. Adesso che lo stato deve essere presente arrivederci e grazie».

Perché la sanità è anche questa, non solo la mirabolante uscita dal commissariamento ed i grandi successi raccontati nelle conferenze stampa da chi forse dovrebbe avere un approccio un pò più coscienzioso e realistico con la sanità.