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Centrale biomassa Cepagatti, richiesti nuovi controlli su fumi, odori e rumori

Cittadini segnalano situazione di forte disagio

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Centrale biomassa Cepagatti, richiesti nuovi controlli su fumi, odori e rumori

Annalisa Palozzo

CEPAGATTI. Dopo un lungo periodo di stop ai lavori ottenuto dal Comune a seguito di controlli acustici torna a far parlare di sé la centrale a Biomassa di Cepagatti.

Richiesti ieri dall’ assessore alla tutela del territorio Annalisa Palozzo ad Arta, Asl e Regione Abruzzo, nuovi controlli.

A seguito di una campagna di monitoraggio fonometrico richiesta dal comune di Cepagatti e condotta dall’Arta, la Regione Abruzzo nel giugno 2014 ha sospeso l’autorizzazione alla centrale, motivo per cui l’impianto è rimasto spento per circa un anno.

Sospensione ritirata solo dopo che la ditta ha dimostrato di aver effettuato lavori di miglioramento per il fonoassorbimento. Tuttora in corso sono i ricorsi al TAR del Comune di Cepagatti e del Comitato Cittadino guidato da Tajla Di Fiore con cui si richiede l’annullamento dell’autorizzazione alla centrale.

«Chiedo che vengano urgentemente effettuati accertamenti su fumi, odori e rumore» scrive l’assessore visto che «i cittadini di Cepagatti residenti nelle vicinanze dell’impianto lamentano e segnalano situazioni di forte disagio provocato dal rumore e da cattivi odori, considerato che già precedentemente l’Ufficio competente della Regione Abruzzo aveva già sospeso e poi riattivato l’attività dell’impianto».

La centrale nonostante la forte opposizione portata avanti da alcuni amministratori e moltissimi cittadini che hanno costituito sin dalle prime fasi della vicenda un Comitato a sfavore è stata autorizzata già dal 2012 dal Servizio Politica energetica, Qualità dell'aria e SINA della Regione Abruzzo con autorizzazione unica DA13/103 del 17 maggio 2012 nonostante il parere contrario del Comune di Cepagatti.

La centrale in questi anni è stata sotto costante osservazione come spiega l’assessore Palozzo: «abbiamo esercitato un’ azione di monitoraggio dell’impianto esigendo il rispetto dei limiti stabiliti dalle normative ambientali inerenti l’inquinamento acustico, atmosferico e degli odori; azione questa che ha portato alla sospensione dell’autorizzazione per circa un anno, all’ ottenimento di lavori di miglioramento per il contenimento delle emissioni acustiche e alla verifica del giusto funzionamento dei filtri».