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Crisi e sciopero anche alla Cararro Drive di Poggiofiorito

Agitazione il 30 settembre

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Crisi e sciopero anche alla Cararro Drive di Poggiofiorito

POGGIOFIORITO. Crisi, delocalizzazione, posti a rischio. Sono in agitazione i 100 dipendenti della Carraro Drive Tech che hanno proclamato 8 ore di sciopero con presidio per venerdì 30 settembre 2016. A seguire saranno interessate le istituzioni di questa ennesima vertenza che vede nuovamente colpito il territorio che va da Ortona verso Orsogna passando per Poggiofiorito.

La Carraro è un' azienda di proprietà dell' omonimo gruppo multinazionale con sede a Padova.

A Poggiofiorito sono occupate circa 100 persone e si producono diversi prodotti fra i quali ingranaggi di piccole dimensioni, scatole differenziali alberi e ingranaggi di grandi dimensioni per diverse applicazioni fra le quali eccellenze per oleodinamica, eolico e applicazioni ferroviarie.

L'azienda è nata nel 1996 e ha avuto anni di repentina crescita grazie anche alla polivalenza e all' impegno delle maestranze generando non poche soddisfazioni per il gruppo.

Come in quasi tutte le aziende nel 2008/2009 a Poggiofiorito anche la Carraro inizia ad avvertire la crisi, ma anche grazie all' impegno delle organizzazioni sindacali, delle Lavoratrici e dei Lavoratori pur se ridimensionati si riuscì a superare quel periodo di difficoltà globale.

Oggi registriamo tutt' altra realtà, viviamo un' altra crisi, diversa, più finanziaria che materiale, una crisi che per quanto riguarda questo stabilimento ha luci ed ombre, una crisi che a volte sembra essere stata generata o amplificata volutamente.


Lo scorso 14 settembre 2016 si è svolto un incontro tra Fiom Cgil, Fim Cisl e la Carraro Drive Tech alla presenza del responsabile risorse umane del gruppo inviato da Padova come rappresentante.

«Siamo arrivati a questo incontro dopo i precedenti del 6 maggio e del 14 giugno»,  spiegano Andrea De Lutis Primiano Biscotti di Fiom e Cisl, «durante i quali i sindacati  hanno fatto richieste ben precise all'azienda chiedendo dove fossero finiti i 120 codici campionati e messi in produzione a Poggiofiorito negli scorsi mesi (oltre a tante altre lavorazioni di routine). La realtà è che noi sappiamo che in questo momento vengono prodotti presso altre aziende esterne al gruppo causando la necessità per Poggiofiorito di dover ricorrere al contratto di solidarietà con conseguente perdita di salario per le lavoratrici e i lavoratori, inefficienza per l' intero stabilimento e costo dell' ammortizzatore sulla collettività».

«L' azienda entro fine luglio avrebbe dovuto darci risposte», continuano i sindacalisti, «ma il 14 settembre nonostante come controparte ragionevole abbiamo concesso alla Carraro più tempo, 45 giorni in più, anche in questo caso purtroppo il responsabile del personale è tornato nuovamente senza risposte, senza piano industriale e chiedendoci ulteriore tempo per ragionare sul rientro delle lavorazioni manifestando in questo modo in maniera abbastanza palese la totale latitanza dei dirigenti di Padova che decidono del futuro dello stabilimento di Poggiofiorito, confermando di fatto il fondamento delle nostre preoccupazioni lasciandosi sfuggire addirittura che verso fine anno potrebbe essere rimesso in discussione l' accordo di solidarietà (che da accordi stipulati ha durata di due anni e per ora è stata usata per ¼) spingendo verso una cassa integrazione straordinaria, sicuramente con le peggiori intenzioni in mente».

I dipendenti si domandano allora perchè produrre in altre aziende esterne al gruppo non avendo nemmeno la scusa della competitività con l' estero essendo esse per la maggior parte italiane e quindi di sicuro non meno costose.

Un comportamento nuovo per la famiglia Carraro che è stata storicamente attenta alle sorti dei propri dipendenti.