ANNO ZERO

Genio Civile Chieti, pratiche bloccate per cattiva organizzazione: costano 50 milioni di euro

Il calcolo dell’ordine degli ingegneri. Uffici senza tecnici adeguati

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Genio Civile Chieti, pratiche bloccate per cattiva organizzazione: costano 50 milioni di euro


CHIETI. Una cattiva organizzazione e mancanza di personale costa caro: 50 milioni di euro, per la precisione.

E’ questo il calcolo fatto dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Chieti che quantifica le pratiche bloccate a causa della carenza di personale negli uffici preposti.

In pratica gli Ingegneri hanno verificato quale sia la situazione attuale presso gli uffici del Genio civile provinciale e la situazione è assai critica.

Secondo quanto denunciato dai professionisti sembra che ad oggi siano almeno 250 le pratiche da istruire, ciascuna per un valore medio di 200.000 euro (per un totale, quindi, di 50 milioni di euro)

«L’ufficio sismico della Provincia di Chieti», denuncia il presidente Nicola Centofanti, «è sprovvisto di un dirigente, unico caso in tutta la regione Abruzzo. È presente solo un responsabile del servizio ma ‘a scavalco’ con l'ufficio di Sulmona, ovvero è responsabile di entrambi gli uffici e quindi è nella sede Teatina al massimo tre mattine a settimana».

Solo per fare un paragone, la Provincia dell'Aquila che ha una quantità di pratiche sismiche pari alla metà di quelle di Chieti ha un dirigente e due sedi distaccate-  Avezzano e Sulmona-  ognuna con un responsabile  del servizio.

Tornando a Chieti: «non è assunto alcun tecnico laureato ingegnere», continua Centofanti, «ma sono stati incaricati a tempo tre ingegneri esterni, ossia dotati di partiva iva e su questo punto non mancano perplessità già esplicitate nel 2014».


Tra pochi giorni, entro settembre 2016, l'incarico cesserà.

E poi ancora sono presenti 7 tecnici di Abruzzo Engineering (architetti, geometri, ragionieri ma nessuno ingegnere)  che hanno «limitate conoscenza della materia sismica», insiste Centofanti, «e che pertanto non sono in grado di istruire le pratiche ad autorizzazione e controllo. Nell’ ufficio distaccato di Lanciano sono presenti un istruttore amministrativo, un geometra ed un perito agrario: a loro viene richiesto di effettuare solo il controllo delle opere a deposito e di trasferire materialmente i progetti in autorizzazione all'ufficio di Chieti per l'istruttoria e poi andarli a riprendere per il rilascio».

Il presidente Centofanti insiste: «è paradossale che l’ente che deve vigilare sia sprovvisto di personale qualificato e per questo rallenti l’economia di un'intera provincia.  Se la sicurezza e l'incolumità dei cittadini si dimostrano anche con l'efficienza dell'organizzazione della macchina amministrativa possiamo solo dire che i teatini sono italiani di una serie minore. Forse si intende spogliare ulteriormente la nostra provincia di uffici e servizi accorpando anche gli uffici sismici a qualche altra realtà limitrofa?»

Che si fa?