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Arca, nuova convenzione tra esposti archiviati e nessun responsabile

Intanto Febo aspetta ancora i documenti dal Comune

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ARCA


SPOLTORE. E’ stato archiviato l’esposto penale che venne firmato nel 2012 dai consiglieri di minoranza di Spoltore in merito al caso Arca.

La denuncia verteva sulla mancata realizzazione del campo di calcio e della cessione di un’area al Comune da parte dell’Arca, questione ancora tutta attuale.

L’opposizione chiedeva che venisse almeno attivata la polizza fideiussoria posta a garanzia poi alla fine si è scoperto che la società che forniva garanzie per 5 milioni di euro era  fallita poco tempo dopo.

Il caso che nelle aule di tribunale non è mai arrivato perchè la procura di Pescara dopo sommarie indagini non ha ravvisato eventuali responsabilità e dunque in realtà resta una pagina nera dell’amministrazione comunale.

La politica locale torna periodicamente ad infiammarsi quando spunta fuori l’argomento e Comune e privato  hanno recentemente firmato un nuovo accordo per la realizzazione del campo sportivo che all’epoca del primo contratto doveva avere un valore di 800milioni di lire (400mila euro) con gradinate per 5mila persone e spogliatoi.

L’opera venne realizzata allo 0,5%.

Adesso c’è un secondo tentativo:  «l’importante accordo», dice con soddisfazione Di Lorito, «consente di porre fine ai contenziosi in corso e di giungere al rinnovo della convenzione, che permetterà di realizzare le opere di pubblico interesse, da tempo attese dai cittadini: campo sportivo e parco più la cessione del centro civico, con buona pace di tutti».

In pratica dopo la convenzione firmata nel 2001 che prevedeva la costruzione del centro commerciale, agevolazioni varie urbanistiche in cambio di opere pubbliche mai realizzate non è mai stata attuata per intero nè reclamata dalle amministrazioni comunali che si sono succedute e di fatto la collettività non ha potuto beneficiare delle opere pubbliche in compensazione  tra l’inerzia del Comune e quella della ditta privata.

Fatti vecchi che però, come detto, proprio in queste settimane sono tornati d’attualità perchè una nuova convenzione è stata firmata.

Sul caso venne aperta da quello stesso esposto archiviato dalla procura di Pescara anche una inchiesta della Procura della Corte dei Conti che aveva calcolato proprio in 400mila euro il danno complessivo.

Poi però stralciati i vari imputati la cifra venne ridimensionata: 200 mila euro tutti addebitati al solo ex sindaco Donato Renzetti.

Di fatto non c'erano responsabili per i restanti 200mila euro.

Da parte sua il primo cittadino ha sempre respinto con forza tutte le accuse. Anche per una questione temporale la sua difesa è sempre stata lineare: «se il progetto, per varie ragioni a me non imputabili, è stato presentato nel 2007 ed io a maggio di quell’anno sono andato via, che responsabilità posso avere se oggi ancora non è stato realizzato?»

In primo grado era stato condannato, in appello assolto.

Dunque l’altro fatto certo è che il danno erariale c’è ma non ci sono i responsabili.

E’ la prova  questa almeno del passaggio di cattivi amministratori?

Ancora oggi la vicenda è tutt’altro che chiara e nuovi particolari non secondari emergono.

Da mesi la consigliera comunale Marina Febo (Fi) chiede carte e documenti. Solo qualche settimana fa ha inoltrato una nuova denuncia perché il Comune non risponderebbe al suo quesito, ovvero conoscere la destinazione d’uso di alcune particelle catastali della zona. Alcuni terreni ceduti con la convenzione sui quali dovevano essere realizzate le opere pubbliche sono state invece nuovamente riconsegnate al Comune, con questo passaggio la ditta privata ha potuto evitare i pagamento delle tasse comunali.

Il Comune, da parte sua, sostiene che la consigliera voglia una copia di un atto che non esiste. Febo ha recentemente chiamato in causa anche il prefetto che ha intimato al sindaco di mostrare le carte richieste e di rispondere alla domanda: la destinazione d’uso delle particelle catastali indicate.

Anche perché la legge prevede che i consiglieri comunali non sono tenuti a rispettare alcuna specifica modulistica nell’esercizio dell’accesso agli atti e alle informazioni. Per loro dovrebbe essere sufficiente scrivere una mail o depositare una richiesta scritta al Protocollo del Comune.

Dopo 16 anni c’è il sospetto che non tutto sia ancora chiaro.