SANITA' E POLITICA

Fine del commissariamento? Ora la politica regionale può tornare ad indebitarci di nuovo

Dal primo ottobre il Consiglio regionale diventa nuovamente sovrano in materia di sanità

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Fine del commissariamento? Ora la politica regionale può tornare ad indebitarci di nuovo

 

ABRUZZO. Avete presente quegli adolescenti scapestrati che si mettono alle costole dei genitori perchè vogliono il motorino? Una volta ottenuto che cosa fanno? Qualche volta va a finire che fanno gli “sboroni” con il loro nuovo mezzo e rischiano grosso facendo cose che mettono i brividi.

Potrebbe darsi che l’attuale classe politica regionale sia il quattordicenne e che il motorino sia la sanità appena uscita dal commissariamento.

Che cosa succederà da ottobre?

Dopo avercela menata per due anni con l’uscita dal commissariamento, l’Abruzzo ce l’ha fatta  grazie alla vidimazione (più o meno corretta) del Consiglio dei ministri. Questo significa che non c’è più un controllore esterno (i ministeri Economie e Sanità) a vigilare su ogni scelta interna ma i nostri rappresentanti regionali sono ora sovrani a piene mani e liberi di decidere anche sulla sanità.

Un bene o un male?

In questi anni di fatto si sono scontentati i territori con frizioni interne ai partiti anche grosse: prima è toccato a Chiodi e al centrodestra, poi, a D’Alfonso e Paolucci tenere a bada i colleghi di colazione che lamentavano un certo imbarazzo nei confronti del proprio elettorato che a ragione protestava per la chiusura dell’ospedale d zona.

In ballo per anni decine di migliaia di voti nell’area vastese, in quella lancianese, dell’Ortonese, dell’Alto Sangro, del Sulmonese,  della zona di Atri e Giulianova, tutte toccate da provvedimenti restrittivi in tema di sanità.

Ora che il commissariamento non c’è più si può tornare a concedere qualcosa in più ai vari campanili per acquietarli in vista delle prossime elezioni.

Da una parte la cinghia tornerà ad allentarsi, magari alcuni di quei provvedimenti contestati saranno superati e cancellati o “sospesi ad libitum”: tutti un pò più sereni e coccolati finalmente dalla sanità.


OK IL PREZZO E’ ALTISSIMO

A quale prezzo?

Un prezzo altissimo, sia perchè un vero risanamento strutturale non c’è stato, sia perchè effettivamente tagliando i servizi si risparmia e, dunque, redistribuendo sui territori quanto era stato tagliato farà inevitabilmente schizzare alle stelle la spesa ed il pareggio di bilancio sarà solo un miraggio.

E tutto è già cominciato.

Per esempio il quasi ex commissario della sanità, D’Alfonso, ha già sospeso il provvedimento di chiusura delle guardie mediche nel Teramano. Solo lì per ora.

Forza Italia con Mauro Febbo ha parlato di «figli e figliastri»  e invocato lo stesso trattamento per il Chietino.

Pian piano, in nome dell’uguaglianza, si faranno avanti anche gli altri rappresentanti di altri comprensori.

Altro esempio.

Nella seduta della Commissione Sanità della Regione Abruzzo del 22 settembre è stata approvata all’unanimità una risoluzione presentata dal presidente della commissione sanità, Mario Olivieri, con la quale si forniscono indicazioni alla Giunta Regionale in merito alla riorganizzazione di una parte della sanità territoriale della Regione.


IL RIORDINO INFINITO

Il documento approvato prevede che si costituisca un gruppo di lavoro, coordinato del Presidente della Commissione Sanità della Regione Abruzzo, costituito da altre importanti figure della sanità regionale, quali il direttore della Agenzia Sanitaria Regionale, il Dirigente della Assistenza Sanitaria di Base della Regione, i rappresentanti sindacali dei medici di famiglia, il quale entro 90 giorni dovrà delineare una proposta di organizzazione del Servizio di Medicina Integrata Territoriale.

Ma come la sanità non era stata riordinata l’altro ieri? Che bisogno c’è di continuare a “riordinare” senza fine?

Ufficialmente dice Olivieri «la organizzazione suddetta e la particolarità di questa proposta risiede nel fatto che essa è rivolta alla medicina territoriale delle zone interne della nostra Regione, dove molti ospedali sono stati dismessi e dove si avverte sempre di più la difficoltà di una assistenza a portata del cittadino, utilizzando i presidi attualmente parzialmente funzionanti e la connessione informatica con gli studi dei medici di medicina generale, oltre che con la Continuità Assistenziale, che opereranno a turno nelle strutture suddette».

Indiscutibilmente, allora, si tratta quanto meno di un “riequilibrio” in tema di servizi sanitari a copertura di quei territori che davvero sono rimasti sguarniti dai tagli ragionieristici.

Tutto questo avrà un costo in termini di spesa ed un ritorno in termini elettorali perchè anche i contentini, in tempi di magra, hanno un valore.

Le spinte politiche volte ad emendare il piano di riqualificazione sanitario sono già emerse e altre ne arriveranno all’attenzione del Consiglio regionale dove quando si parla di territori e campanili si trova sempre terreno fertile.

Il tutto avviene ancor prima della effettiva uscita dal commissariamento (ora ci sono le carte ma solo da ottobre sarà effettivo) come se gli eredi si spartissero il lascito quando il loro parente non è ancora morto.

Anche perchè ci sono almeno due punti da non dimenticare: il primo è che l’Abruzzo ha ancora adempimenti da portare a termine ordinati dal tavolo di monitoraggio; il secondo è che nel piano di rientro l’Abruzzo ha preso impegni precisi per anni, che dovrà mantenere.

Tra gli adempimenti a breve termine c’è la risoluzione delle criticità in materia di pazienti cronici, di ricoveri nelle cliniche private budget e tariffe mentre  dovrà essere effettivo il riordino della rete ospedaliera che prevede 7 ospedali di primo livello, di cui 4 sede di discipline di riferimento per reti della patologia complesse, e un unico ospedale di secondo livello (Chieti più Pescara).

Tra le questioni in sospeso anche il pericolo contenziosi, tra cui quello avviato da Pierangeli contro la Asl di Pescara per l’extrabudget del 2010: dovranno essere accantonate somme ingenti in caso di sorte avversa.

C’è poi la questione degli impegni presi per i prossimi tre anni con i ministeri che si possono sintetizzare semplicemente con una frase: pareggio di bilancio.

Ma se l’Abruzzo disattenderà gli impegni presi, oltre che rifinire nel baratro del commissariamento, non ci saranno altre ripercussioni per coloro che si saranno resi responsabili, anzi proveranno a guadagnarci anche voti.

E saranno solo altri impegni che la politica non manterrà.