ITER CONTESTATO

Palazzi Milia-Mammarella, diffida al Comune: «annullare in autotutela permesso di costruire»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1379

Palazzi Milia-Mammarella, diffida al Comune: «annullare in autotutela permesso di costruire»

PESCARA. La Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus ha inviato stamattina una diffida al Comune di Pescara (e per conoscenza anche alla Procura della Repubblica) affinché annulli in auto-tutela il Permesso di Costruire rilasciato nel 2012 alla società Pescaraporto (Milia e mammarella) per la realizzazione di 3 palazzi in zona porto e le successive richieste di cambio di destinazione d'uso.

La Soa è particolarmente interessata ad una riqualificazione dell'area del porto di Pescara finalizzata ad «una riconnessione ecologica», come peraltro originariamente previsto dal Piano particolareggiato 2 che interessa la zona.

La società vuole realizzare tre palazzi alti 21 metri sul mare, di cui il primo con destinazione d’uso commerciale con 18 negozi; il secondo, con destinazione d’uso terziario-direzionale, ossia studi professionali e uffici; il terzo, dove era previsto un albergo, sempre uffici e negozi.

Poco meno di un anno fa, dopo il via libera del Consiglio di Stato che aveva sbloccato l’opera, congelata per 2 anni, il Consiglio comunale di Pescara approvò una proposta del Movimento 5 Stelle che invitava il sindaco ed il dirigente dell’Edilizia a valutare la possibilità di revoca del permesso di costruire rilasciato nel 2012 alla società.

L'odg puntava l'attenzione sul fatto che le aree su cui la Pescaraporto s.r.l. ha intenzione di costruire siano aree classificate come a rischio di esondazione molto elevato (P4), in base al nuovo Piano Stralcio Difesa dalle Alluvioni deliberato dalla Regione Abruzzo pochi mesi fa.

C’è da sottolineare che il Decreto Sviluppo ha dato la possibilità al privato di operare in deroga alle previsioni del Piano Regolatore Generale.

«Questo, però, non autorizzava a rilasciare il Permesso di Costruire senza attuare altre norme, come quella della Valutazione Ambientale Strategica, prevista da una Direttiva Comunitaria, la 42/2001/CE», denuncia la Stazione guidata da Augusto De Sanctis.

Il Decreto Sviluppo ovviamente non poteva sospendere la validità di tale direttiva.

La SOA è intervenuta anche nelle vicende del cambio di destinazione d'uso. Anche per questi passaggi, ha fatto notare, doveva essere prevista la procedura di Valutazione Ambientale Strategica, cosa che gli altri comuni fanno regolarmente.

«Su questi punti ci sono sentenze della Corte di Giustizia Europea inequivocabili», sottolinea De Sanctis.

«Appare veramente incredibile il comportamento degli uffici comunali che paiono non tener conto degli obblighi che discendono dalle norme comunitarie, esponendo il Paese all'apertura di una Procedura d'Infrazione alla prima segnalazione. Eventuali multe milionarie, in caso di condanna, verrebbero poi scaricate sul bilancio comunale. Non sono ipotesi, diversi comuni abruzzesi sanno bene cosa può avvenire visto che stanno subendo le conseguenze della condanna della Corte di Giustizia per non aver bonificato le discariche».

La Valutazione Ambientale Strategica è necessaria per stabilire gli effetti ambientali delle modifiche al Piano Regolatore, anche per interventi che vanno in deroga. Ad esempio, serve per valutare gli effetti sulla mobilità, sulla depurazione (nuovi residenti determinano un ulteriore carico su un depuratore già in sofferenza depuratore), sulla produzione di rifiuti, sulla qualità dell'aria.