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Sicurezza sismica, solo il 27% delle scuole abruzzesi hanno un piano d’emergenza

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Sicurezza sismica, solo il 27% delle scuole abruzzesi hanno un piano d’emergenza

 ABRUZZO. Più di una scuola italiana su dieci ha lesioni strutturali; in un caso su tre gli Enti locali non effettuano gli interventi strutturali richiesti.

Un istituto scolastico su tre si trova in zone ad elevata sismicità e soltanto l’8% è stato progettato secondo la normativa antisismica. Due terzi delle scuole non possiedono la certificazione di agibilità statica.

Sono questi alcuni dei principali dati del XIV Rapporto di Cittadinanzattiva su sicurezza, qualità ed accessibilità a scuola, presentato ieri a Roma.

Una situazione nera come era già emerso con altri report sullo stesso genere.

Solo qualche settimana fa il Movimento 5 Stelle aveva mostrato i dati sull’antisismicità dai quali era emerso come la maggior parte degli edifici scolastici della  regione non lo sia. A livello regionale, un quarto delle nostre scuole viene classificato come “Non progettato o successivamente adeguato con la normativa tecnica antisismica”.

A Pescara (zona sismica 3, bassa) circa l'80%, a Teramo (zona sismica 2, medio-alta) l'87%, a L'Aquila, (zona sismica 2, medio-alta) nonostante il sisma del 2009, il 70% e a Chieti (zona sismica 2, medio-alta) addirittura il 100%.

I geologi hanno scritto al Ministro dell’Istruzione al quale hanno chiesto maggiore attenzione e un «approccio culturale completamente diverso».

I dati sull’edilizia scolastica aggiornati dalla Presidenza del Consiglio parlano di numeri impressionanti: in Italia ci sono circa 28.000 in aree sismicamente attive, ad alto o elevatissimo rischio sismico, alle quali se ne sommano altre 7.000 in aree ad elevato rischio idrogeologico. 

IL RAPPORTO DI CITTADINANZATTIVA

Il Rapporto fa il punto sullo stato delle scuole italiane, attraverso i dati del monitoraggio civico condotto su circa 150 edifici scolastici di tutta Italia e tramite la lettura di informazioni e fonti ufficiali.

Fra le novità di quest’anno, una disamina della ricostruzione degli edifici scolastici nelle zone colpite dal terremoto negli ultimi anni (Emilia Romagna, Abruzzo e Molise).

PIANI DI EMERGENZA: MALE  L’ABRUZZO

Tra gli adempimenti che la normativa prevede in materia di sicurezza, alcuni sono in capo ai Dirigenti scolastici, tra i quali il Documento di Valutazione dei Rischi e il Piano di Emergenza. L’indagine si è soffermata su quest’ ultimo perché si tratta di uno degli strumenti principali per la gestione delle emergenze e dell’evacuazione dall’edificio scolastico.  I dati ufficiali risultano molto disomogenei a livello regionale: bene Veneto (dove le scuole che hanno il Piano di emergenza sono più del 90%), Basilicata, FVG, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia (tutte oltre l’80%). Male l’Abruzzo, dove soltanto il 27% ha redatto il Piano.

BARRIERE ARCHITETTONICHE

Va meglio, invece, sul fronte delle barriere architettoniche. Dai dati nazionali resi noti dal Miur, risulta che il 71% delle scuole si è dotato di accorgimenti per il superamento delle barriere architettoniche, mentre il 29% ne è ancora privo.

Per quanto riguarda l’Abruzzo l’81% si è dotato.

LE SCUOLE NELLE AREE TERREMOTATE

I Musp, Moduli ad Uso Scolastico Provvisori, sono strutture prefabbricate che hanno sostituito temporaneamente le scuole danneggiate o distrutte dal terremoto del 6 aprile. In particolare, i Musp ospitano o hanno ospitato asili nido, scuole d’infanzia, scuole primarie, scuole secondarie di primo grado, istituti professionali e tecnici e convitti provinciali. In totale i Musp che hanno ospitato le scuole sono 32. Rispetto ai tempi di realizzazione delle strutture, 19 Musp sono stati completati entro l’inizio dell'anno scolastico 2009/2010 mentre i restanti sono stati ultimati entro febbraio 2010.  Ad oggi la situazione delle scuole riguarda 154 interventi della Regione Abruzzo per un importo di 144.657,427 milioni di €, su 4 province e 96 Comuni.

Di questi interventi, 16 sono in programmazione (13 milioni di €); 47 in corso di progettazione (51 milioni di €); 28 in corso di affidamento; 23 sono i cantieri attivi (23,8 milioni di €); 21 gli interventi conclusi (5,9 milioni di €). Rispetto, invece, alle scuole del Comune dell’Aquila la situazione prima del sisma era di 58 scuole, 52 edifici, 6.300 alunni. La situazione attuale è di 26 scuole riparate e di 2.600 alunni rientrati.

NUMERI SBAGLIATI AL MINISTERO?

Intanto il deputato abruzzese del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca, corregge i dati forniti ieri dal ministro dell’Istruzione che ha affermato che il governo avrebbe investito nell’edilizia scolastica 6 miliardi.

«Ecco le cifre vere», dice Vacca, «672 milioni di investimenti nel 2014, 412 nel 2015 e 50 nel 2016 per un totale di un miliardo e 1134 milioni. Di questi, 505 milioni sono stati spesi per l’operazione Scuole Belle, una mangiatoria creata ad arte che non ha portato a nessuna miglioria al mondo della scuola. Per la messa a norma antisismica delle scuole invece sono stati investiti circa 200 milioni di euro: una goccia nel mare. Nel frattempo studenti e insegnanti continuano ad andare in istituti non sicuri».

 

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