LA SENTENZA

Tagliacozzo. Consorzio Marsia, anche l’Appello conferma lo scioglimento

Via crucis che va avanti da 15 anni

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Comprensorio Marsia, «15 anni surreali tra cause, pignoramenti e sentenze inapplicate»

TAGLIACOZZO. Il 19 settembre scorso la Corte d'Appello di Roma ha confermato l'intervenuto scioglimento dal 2009 del Consorzio di Marsia.

Arriva dunque un altro punto fermo per una delle storie più controverse che la regione Abruzzo possa annoverare.

Il comprensorio turistico di Marsia, nel comune di Tagliacozzo, venne realizzato tra gli anni ’60 e ’70 e avrebbe dovuto rappresentare una importante opportunità di sviluppo economico.

Dopo peripezie infinite e problemi ancora attuali per i proprietari, il caso è approdato nei mesi scorsi pure in Parlamento con una interrogazione al ministro della Giustizia.

Adesso proprio da un’aula di tribunale arriva una importante conferma.

Il comprensorio, situato in una zona montana di inestimabile valore naturale e turistico, comprende circa mille abitazioni, esercizi commerciali e lotti di terreno. Per molto tempo i servizi comprensoriali sono stati gestiti dal “Consorzio di Marsia” istituito dalla società lottizzatrice con sede legale a Roma, il quale, però, dopo una prima positiva fase di forte sviluppo, ha cambiato gestione e non è più stato in grado di realizzare opere fondamentali quali la rete fognante e la messa in funzione dell’acquedotto, terminato nel 1985 e mai collaudato.
Per ovviare a questo stato di cose il Comune di Tagliacozzo dal 2002 ha cominciato a svolgere direttamente i servizi pubblici necessari quali, ad esempio, la manutenzione delle strade e lo sgombero della neve.

Nel 2009, in accordo con i proprietari degli immobili, ha istituito il “Consorzio stradale obbligatorio di Marsia”, ente pubblico finalizzato a risolvere efficacemente i gravi problemi del comprensorio, subentrando al vecchio Consorzio Marsia, come previsto anche dall’atto costitutivo e dallo statuto di quest’ultimo, anche per completare l’urbanizzazione e lo sviluppo del comprensorio.

LA VIA CRUCIS DEI CITTADINI

Dunque dal 2002 il vecchio Consorzio Marsia ha cessato di svolgere le sue funzioni e la sua attività a Marsia, ma, nonostante questo stato di cose, gli amministratori dello stesso hanno continuato a produrre ogni anno i bilanci e i piani di riparto delle spese per centinaia di migliaia di euro, pretendendo che i consorziati continuassero a corrispondere al Consorzio ingenti somme.

PRIMO E SECONDO GRADO

A settembre del 2012 il tribunale aveva dichiarato lo scioglimento del Consorzio di Marsia inibendo agli amministratori del disciolto Consorzio di Marsia il compimento di nuove operazioni.

Con la sentenza di qualche giorno fa la Corte d’Appello ha respinto il ricorso della ditta di Roma e confermato dunque il pronunciamento di primo grado.

Secondo i giudici è evidente che il Consorzio stradale, una volta costituito, ha preso in consegna tutto quello che avrebbe dovuto fare il Consorzio: dalla rete viaria del centro turistico di Marsia alla convocazione dell'Assemblea generale per l'approvazione dei rendiconti degli esercizi 2009 e 2010, per passare al bilancio di previsione, con il relativo ruolo di contribuenza, e del documento programmatico sulle reti tecnologiche.

«Tali atti», scrivono i giudici, «costituiscono già esercizio delle funzioni consortili, ancorché di carattere prodromico rispetto ai compiti di gestione e manutenzione delle opere previsti dallo statuto».